"Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta". Johann Wolfgang Von Goethe.
Lea era sul balcone quando le arrivò la notifica che Paulo era sotto casa sua.
Prese il giubbino e lasciò Manuel dormire, sapeva che fra pochi giorni sarebbe ritornato a Monaco e aveva bisogno di rilassarsi.
- ciao- si dissero semplicemente i due ragazzi quando Lea entrò in macchina.
- come va con Anto? è felice di tutto?- chiese ad un tratto la ragazza.
- molto, continua ad ammirarsi l'anello e a vedere abiti su internet-
- ne sono felice, almeno qualcuno in sta famiglia è sereno- sospirò lei.
- vorresti dirmi che te non sei serena? Il tuo ragazzo è venuto qui apposta per te dalla Germania, tua sorella si sposa e aspetta un bambino-
- è proprio di questo di cui vorrei parlarti Paulo-
L'argentino accostò la macchina, erano in aperta campagna, un posto dove nessuno avrebbe potuto vederli. Facevano così pure quando erano fidanzati in Argentina. A loro bastava il pickup del fratello di Paulo, raggiungevano qualunque zona del paese, incuranti del tempo, quando era insieme, niente importava.
- dimmi-
- so che non sarai capace di credermi, ma non è Antonella la ragazza incinta, bensì Maria- disse tutto d'un fiato Lea.
Paulo appoggiò la testa dal sedile, si mise una mano sulla fronte e si sistemò i ciuffo disordinato.
- ti prego, tutto questo è uno scherzo. Io mi sono convinto a sposarla per questo, non potevo lasciare un bambino senza padre-
- quel bambino non avrà comunque un padre, o almeno noi non lo sapremo mai- sussurrò Lea, notando l'immensa frustrazione che aveva l'argentino.
L'argentino che qualche minuto dopo imprecò ad alta voce, picchiando contro il clacson, che rilasciò un suono che eccheggiò per tutta la valle.
- non voglio tutto questo- sussurrò Paulo in lacrime.
- Exequiel, non tutti hanno una vita perfetta, non si può scappare da alcune situazioni- disse Lea.
Il calciatore si appoggiò all'incavo del collo della tedesca e iniziò a piangere silenziosamente, mentre lei cercava di rassicurarlo.
- tu cosa faresti Ekaterina?- chiese lui continuando a piangere.
- non lo so Exequiel, probabilmente lascerei andare tutto avanti, non mi sono mai ritrovata in faccende simili- disse lei sorridendo e baciando la fronte al ragazzo.
- è per questo che Maria non c'è?- chiese lui. La ragazza acconsentì silenziosamente, non voleva peggiorare la situazione, ma sentiva di doverlo dire a Paulo. Non aveva mai visto Paulo piangere, nonostante tutti gli anni e i momenti che avevano vissuto insieme. Le faceva uno strano effetto vederlo in quello stato, lui, una persona così forte dentro, un vero uomo, era diventato in quei minuti, un bambino a cui avevano tolto qualcosa, in tal caso, qualcosa di troppo importante.
Paulo si sedette normalmente sul sedile e guardò fuori, dove davanti a lui c'erano kilometri sconfinati di colline e valli.
- ti ricordi quando siamo andati per la prima volta a Buenos Aires in macchina? Ti ricordi quanto eravamo spensierati? Tu mi leggevi dei libri durante il viaggio, io guidavo e continuavo senza fermarmi, decidevamo noi cosa fare della nostra vita in quegl'istanti- disse Paulo continuando a fissare fuori sorridendo.
- pensi che me lo potrei mai dimenticare? Sono stati i periodi più belli della mia vita, in mezzo ci sono stati pure i peggiori, però- disse chiudendo gli occhi Lea, nella sua mente riusciva a percepire il vento che le scompigliava i capelli, il torrido sole e i pomeriggi nella jeep del padre di Paulo.
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skyfall;; P.D
FanficLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
