Tutto è più semplice di quanto pensi e nello stesso tempo più complesso di quanto tu immagini. Johann Wolfgang von Goethe.
- ora puoi raccontarmi tutto- disse Leandra porgendo una tazza di caffè bollente a Manuel.
-abbi la pazienza di lasciarmi assaggiare un po' di questa meraviglia, non hai mai avuto pazienza Lea- disse lui sorridendole.
-va bene, Antonella non è incinta, bensì Maria- continuò lui con molta naturalezza.
La tedesca era sconvolta, tutto questo non era assolutamente impossibile.
- Manuel non dirmi cazzate, non è assolutamente possibile che Maria sia incinta e poi saresti tu il padre- urlò quasi lei.
- Leandra, non sono io il padre, te lo giuro. Ci siamo lasciati proprio per quello, io non volevo continuare ma quando ho scoperto che lei era incinta e non di me, l'ho lasciata subito- esclamò lui.
- Cristo, ma non potevo avere una famiglia che non si riproduceva con la stessa frequenza dei criceti?- esclamò Lea, bevendo tutta la tazzina di caffè in un sorso.
Nello stesso momento alla tedesca arrivò un messaggio. Antonella che la invitava questa sera a casa sua.
- che succede? Hai una faccia sconvolta- disse Manuel alzandosi e andando verso di lei.
- credo che oggi accadranno troppe cose- disse lei semplicemente lanciandosi fra le braccia salde del portiere.
****
Manuel e Leandra, sotto l'attenta guida di lei, si stavano dirigendo verso la casa di Paulo e Antonella, un appartamento nella zona nuova di Torino.
Lea aveva praticamente autoinvitato il tedesco ma sapeva che da quella casa non sarebbe uscita con un sincero sorriso sulle labbra.
Parcheggiarono l'auto e suonarono al campanello, per poi dirigersi appena dopo verso l'appartamento all'ultimo piano degl'argentini.
Per tutto il tragitto Leandra aveva saldamente stretto la mano a Manuel, preoccupata per quello che poteva accadere, cioè qualsiasi cosa. Da Antonella si poteva aspettare qualunque cosa.
Ad aprire fu Paulo che rimase spiacevolmente sorpreso di trovarsi davanti una combo tedesca.
- ciao ragazzi, entrate pure- disse atono Paulo.
L'accento argentino di Paulo stava praticamente scomparendo, Lea riusciva a notarlo solamente quando lui si agitava notevolmente, cosa che con la ragazza accadeva più che spesso.
- Leandra, vedo che hai portato Manuel con te? Ci dovete per caso dire qualcosa?- chiese Antonella sorridendo. Sembrava più frizzante del solito.
- ah si, io e Manuel mangiamo qui, scusate ma non mi sembrava opportuno lasciare Man a casa da solo, tanto oramai è di famiglia- disse la tedesca col suo solito sorriso sfacciato.
- Manuel oramai potrebbe chiamarsi Müller oppure tu potresti chiamarti Neuer- disse Antonella.
- o magari tutti rimarrebbero col proprio cognome deciso da Iddio, che ne diresti?- domandò Lea.
Antonella rise. -sei sempre così simpatica sorellona-
- non c'è Maria?- chiese Leandra.
- è dovuto andare a Londra da un suo amico- disse Antonella mentre apparecchiava.
- amico, interessante- disse ridendo Manuel, facendo sorridere anche la tedesca.
- e tu Manuel, che ci fai in Italia?- chiese Antonella.
STAI LEGGENDO
skyfall;; P.D
Fiksi PenggemarLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
