Kapitel fünfundzwanzig.

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Sarei già andato lontano, tanto lontano quanto è grande il mondo, se non mi trattenessero le stelle che hanno legato il mio al tuo destino, così che solo in te posso conoscermi.E la poesia, i sogni, il desiderio,tutto mi spinge a te, alla tua natura,e dalla tua dipende la mia vita.     Johann Wolfgang von Goethe.

Dire che i tre juventini corsero a casa di Lea alla velocità della luce era un eufemismo. Paul pensò di non aver sentito Leandra così disperata in vita sua e ne aveva assistite di sue tragedie e drammi, in più di tre o quattro atti.

Leandra era stata vaga, un foglio con scritto dei nomi, con la scrittura di Antonella. Non servivano molti abbellimenti in quella frase, pure uno stupido avrebbe perfettamente capito di che si potesse trattare.

I ragazzi pensavano che magari, grazie a Marco, Lea sarebbe riuscita a mettere in un cantone Paulo e continuare la sua vita. Con Manuel non aveva funzionato, ma magari l'atteggiamento e il carattere gentile e cordiale di Verratti, sarebbe riuscito a colmare quella grande faglia nel cuore della tedesca, denominata Paulo Exequiel Dybala.

Quanto male poteva provocare un solo uomo. Quanta disperazione, tristezza, Lea non era una donna debole, la morte di sua madre, l'arrivo delle Cavalieri in famiglia e altre cose l'avevano resa forte, ma non così tanto in fatto d'amore, sostanzialmente lei aveva passato buona parte della sua vita con Neuer e magari scoprire quanto lui potesse essere traditore forse, non era un toccasana per nessuno. Per non parlare di Paulo. Quanto tempo aveva vissuto quella donna, quanti anni aveva passato con Paulo sul cuore, tutti quei momenti dove lei sembrava felice e spensierata, ma dentro di lei, magari, si sentiva a pezzi. Questa cosa Alvaro, Simone e Paul non riuscivano ad accettarla.

Avrebbero voluto dare sprangate a tutti quelli che avevano fatto soffrire Lea, ma forse sarebbero stati troppi e addirittura, si sarebbero dati sprangate a vicenda. Anche se questa cosa suonava impossibile, avevano sempre tenuto da conto la ragazza in ogni momento, l'avevano sostenuta, magari non avevano sempre pensato a lei, ma essere egoisti serve sempre a qualcosa, anche se l'avevano fatto nei confronti di una donna che vede se stessa come l'ultima importanza terrena.

Arrivarono a casa di Lea e la trovarono seduta sul divano a fissare con uno sguardo di fuoco, un piccolo e stropicciato pezzo di carta.

- Lea, tutto bene? Ci hai chiamato e noi siamo subito arrivati, che è successo?- chiese Simone sedendosi di fianco alla tedesca.

- Marco dov'è? è partito già?- chiese Paul che si era appoggiato al pianoforte che stava alla destra del divano.

- Marco è partito circa cinque ore fa, appena sono tornata ho trovato questo- disse singhiozzando ancora Leandra, mentre porgeva ad Alvaro il bigliettino.

Lo spagnolo lo lesse e strabuzzò gli occhi.

- è una lista dei nomi- disse poco dopo con una faccia confusa.

- con la scrittura di Antonella, una lista dei nomi fatta da Antonella- sussurrò Lea appoggiandosi allo schienale del divano.

- questo vorrebbe dire che Antonella e Paulo hanno la pagnotta nel forno- disse sogghignando Simone.

- ti sembra il momento ti sparare cazzate gratuitamente?- esclamò Alvaro fulminandolo.

- almeno Simo ci ride sopra, dovrei farlo anch'io. D'altronde mia sorella è incinta, l'ha sempre sognato fin da quando era piccola. Diventerò zia. Lei sta bene e tutto è perfetto nella sua vita, una sorella non dovrebbe desiderare di più per lei, eppure, sento questa fitta al cuore ogni volta che guardo quel foglio, come sentirò una fitta quando lei me lo annuncerà ufficialmente o quando stringerò fra le braccia quel bambino, che io ho sempre sognato, quel bambino che ho sempre voluto con Paulo- disse Leandra in preda ancora a singhiozzi.

skyfall;; P.DLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora