"Tutte le cose si potrebbero fare molto meglio se si potessero fare due volte." Johann Wolfgang Von Goethe.
Leandra, dopo la notizia del futuro matrimonio, si era presa dei giorni di vacanza per cercare di rilassarsi, con scarsi risultati dato che dopo quasi una settimana di ferie era tornata a lavorare con ancori più nervosismo di prima.
Nella sua mente esisteva solamente quel matrimonio. Manuel le aveva detto di cercare di distrarsi, magari leggendo qualche libro o andando a correre, peccato che neanche i consigli del tedesco l'avevano aiutata.
Molto probabilmente l'unica cosa che sarebbe riuscita ad appacificare la mente di Lea sarebbe stata la fine di quell'incubo che oramai spopolava su tutti i giornali di gossip d'Italia.
Inoltre ieri il suolo italiano era stato solcato dai tacchi della signora Julia Luiza Cavalieri Müller, che attualmente era ospitata a casa di Paulo e che la tedesca non aveva ancora avuto l'onore di parlarle.
E se fosse stato per Lea, la cosa sarebbe andata avanti così, peccato che fra qualche minuto, in casa sua sarebbero arrivate Antonella e sua madre, molto probabilmente accompagnate da Paulo, per poter decidere qualche particolare del matrimonio, come la data e il luogo.
- Man, dov'è la mia maglia, Julia non può vedermi con su una tua maglia, inizierebbe subito a organizzare il battesimo del nostro probabile figlio- esclamò Leandra.
Troppo tardi. Appena la ragazza finì la frase suonarono il campanello e la ragazza venne ad aprire.
- ciao Lea!- dissero in coro gli argentini entrando.
- tesoro, ma fatto vedere, sei diventata sicuramente più matura- esclamò la donna con un forte accento argentino.
- sono passati diversi anni già- disse la ragazza con un sorriso forzato.
- ciao Manuel! Che ci fai qui? Certo che te hai un'attrazione per questa famiglia vero?- urlò Julia vedendo sbucare dalla stanza il portiere del Bayern in accappatoio, che sorrise divertito alle parole della donna.
- scommetto che vi sposerete pure voi, potreste sposarvi insieme a Pau e Anto- propose la signora.
- certo, però ora siamo impegnati a scegliere il nome dei nostri gemelli- esclamò Lea facendo ridere Manuel nell'altra stanza.
- sarai pure maturata fisicamente ma rimani ugualmente una bambina, dovresti iniziare a pensare a cose più serie di divertirti solamente con il tuo fidanzato- disse stizzita.
- Leus, potresti fare del caffè? Almeno iniziamo a organizzare il tutto- disse Antonella timidamente.
La tedesca acconsentì e lascio cadere lo sguardo su Paulo, che la stava già fissando da molto.
- Manuel, quando te la sposerai Lea? Potresti fare come Paulo, poi hai visto che anello? È assolutamente stupendo. Ne avevi uno uguale pure tu Lea, me lo ricordo perché l'hai preso la prima volta che sei andata in Argentina- esclamò Julia.
- già, peccato che l'ho perso-
- sempre la solita sbadata, spero tu voglia crescere prima dei trent'anni- continuò la donna.
- prendi un po' di caffè Julia- disse Lea versando del caffè nella tazzina.
- almeno il caffè lo sai fare davvero bene- esclamò la donna sorridendole.
- si vede che qualcosa di decente lo sanno fare tutti, nonostante la scarsa utilità della cosa- disse Leandra arricciando il naso.
- allora dove vogliamo fare questo matrimonio? Dobbiamo decidere in fretta, dev'essere tutto perfetto e non possiamo certamente prenderci il permesso di rivedere- chiese Antonella che, al momento si sentiva decisamente in imbarazzo davanti a sua madre e a sua sorella che si lanciavano frecciatine.
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skyfall;; P.D
FanfictionLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
