Uno spettacolo per gli dei la vita di due innamorati. Johann Wolfgang con Goethe.
- e questo?- esclamò Antonella uscendo dal camerino accompagnata dalla commessa.
- ma sei stupenda Anto! Che ne pensi Lea? Non trovi che questo abito le stia benissimo?- esclamò Julia sorridendo.
- si, ti sta divinamente- disse atona Lea.
L'ultima cosa che aveva in mente era accompagnare Antonella a scegliere il vestito per il grande giorno. Erano esattamente dieci giorni che Julia era arrivata e Leandra aveva sempre più voglia di fuggire in qualche sperduto paese dall'altra parte del mondo.
Antonella rientrò nel camerino.
- pensi di rimanere così per tutta la vita? Vuoi almeno provare a sembrare interessata a tutto questo? Sembri una bambina a cui hanno vietato qualcosa- disse quasi sibilando Julia all'orecchio della ragazza.
- sono una bambina, mi dispiace- esclamò Lea sorridendole.
- perché devo avere pure te fra i piedi, non bastava quel marmocchio di Paulo?- disse Julia sempre bisbigliando.
- mi dispiace Julia che la tua vita sia così brutta, hai un marito che ti mantiene, due figlie intelligentissime e bellissime e poi hai da badare a due bambini che ti rovinano la vita vero? Come solo fortunata i malati terminali in confronto a te- esclamò Lea ridendo.
Julia sbuffò -quando ti decidi a parlare più piano? Siamo in un posto pubblico- chiese l'argentina irritata.
- dato i soldi che lasceremo qui, dovrebbero pulirmi pure le scarpe- contestò Leandra.
- ragazze, che ne dite di questo?- esclamò tornando Antonella con un vestito a sirena.
- ti sta benissimo Anto, ognuno di questi vestiti ti fa sembrare sempre più bella!- esclamò urlacchiando Julia, per poi girarsi verso Lea.
- davvero Anto, questo vestito ti sta da Dio, però io penserei a qualcosa di più classico, ti sposi in una chiesa, magari questo potresti usarlo per il ricevimento- disse Lea gentilmente.
Antonella ritornò in camerino. Erano giorni che aveva sempre il sorriso sul volto, sembrava davvero felice di tutto questo.
- hai visto Julia? So essere gentile uguale o anche più di te- decretò la tedesca sorridendo beffardamente.
***
Era giorno di allenamenti e tutti i ragazzi si stavano allenando da oramai qualche ora.
Paulo era pensieroso in quei giorni, nella sua mente c'erano state le ultime parole di Lea che l'avevano sconvolto. I preparamenti per il matrimonio continuavano ad andare avanti e il ragazzo era ogni giorno più ansioso.
Lea intanto era lì, seduta nel suo ufficio con vista sul campo che osservava gli allenamenti. Paulo sapeva che anche lei non stava vivendo bene questa esperienza ma sapeva anche che lei non l'avrebbe mai dimostrato.
- hey Pau, come mai oggi siamo così pensierosi?- chiese Alvaro raggiungendo il ragazzo mentre correva.
- beh, stiamo guardando molto in alto- esclamò ridendo Paul indicando con la testa l'ufficio della tedesca.
- ragazzi vi prego, è un periodo difficile per me- disse Paulo serio.
- se è per dire, anche per lei, non usciamo più il sabato da quanto Neuer è tornato a Monaco- dichiarò Paul.
- ma quindi loro?- chiese facendo sottintendere Paulo.
- ma chi lo sa, almeno lei è contenta quando lui c'è, vedo comunque difficile questo rapporto, lui è a Monaco, lei qua. Probabilmente fanno così giusto per non impegnarsi- disse Alvaro.
Paulo osservò la vetrata di Lea, senza vedere però la ragazza.
Paul e Alvaro accelerarono il passo, lasciando Paulo solo.
scosse la testa. "Certo che tutto questo è un bel casino" pensò sorridendo. oramai non c'era molto da fare, bisognava andare avanti e prima questa stagione sarebbe finita, prima probabilmente si sarebbe risolto tutto. Il matrimonio sembrava un evento di passaggio oramai per Paulo, come probabilmente per tutti gli uomini, ma sicuramente pochi uomini avevano vissuto il matrimonio come lo stava vivendo l'argentino.
Sapeva che tutto ciò era anche colpa sua, ma pensava che sicuramente se non fosse stato per altri eventi, in questo momento sarebbe sempre lì ma con Lea al suo fianco.
Lea. Tutto quello che gli importava in quel momento nella sua vita. La persona che gliel'aveva cambiata, ma anche la persona più particolare che lui avesse mai incontrato. Sicuramente quella ragazza sarebbe stata capace di cambiare la vita a tutte le persone di questo mondo. Era impossibile non trovare in quella donna qualche aggettivo positivo, che poteva variare dalla gentilezza alla bellezza o all'intelligenza.
Forse Paulo pensava questo perché era innamorato, non lo sapeva nemmeno lui.
A dirla tutta non sapeva neanche se fosse innamorato o meno, semplicemente, non riusciva a togliersi dalla mente la tedesca.
Da una parte, la sua vicenda, oltre ad essere molto brutta era anche stupida. Paulo aveva tutto quello che un uomo potesse sognare: faceva il lavoro dei suoi sogni, era sano e inoltre era fidanzato con una bellissima donna. Insomma, tecnicamente un uomo base sognava tutte quelle cose. Ma Paulo avrebbe preferito avere al suo fianco un'altra donna e non avere un lavoro o qualunque altra cosa, il suo unico desiderio era Leandra.
Mentre pensava concentrato a tutto questo, vide passare con la coda dell'occhio Lea, che aveva appena finito di salutare il mister. L'argentino pensò fosse inutile cercare di fermarla ora, non poteva che nuocere ad entrambi, ma in questo momento sentiva di aver bisogno di parlare con qualcuno che stava provando le sue stesse emozioni, una persona che stesse vivendo gli stessi problemi, chi altri se non la ragazza?
Paulo continuò tutto l'allenamento pensando a tutto questo, era l'unico momento della giornata che poteva dedicare a quell'attività, per il resto appena tornato a casa doveva sorbirsi i preparativi del matrimonio, che toglievano molta energia.
Finito l'allenamento entrò in macchina, fece un gran respiro e prese in mano il telefono.
" domani dopo allenamento andiamo a mangiare insieme, ho bisogno di te"
Invio. Ecco, l'aveva fatto, di nuovo, per non si sa quante volte. Si sentiva egoista da un lato, in effetti era sempre lui a chiedere qualcosa a Lea, mentre lei si era sempre arrangiata.
" e cosa ti farebbe pensare che io abbia voglia di vederti?"
Sorrise a quella risposta, era un gran classico di Leandra.
"Ekaterina, so perfettamente che tu hai sempre voglia di vedermi"
¡HEYY!
pensavate fossi morta, dispersa, uccisa da qualche interista? Beh, vi sbagliavate, fortunatamente per me. Sono solamente stata assente per molto tempo e mi dispiace davvero tanto. Ho sempre comunque continuato a controllare l'andamento della storia e con gioia annuncio che siamo arrivati e abbiamo superato i 3.5k! Non ho pubblicato niente soprattutto per due motivi: 1) la scuola, Conservatorio, esami e palle varie che non vi starò a raccontare, quest'anno è un anno abbastanza "forte"(?), sono piena di impegni e fra aprile e giugno farò circa 5 esami diversi uno dall'altro e quindi ho molto da studiare. 2) non mi piace più il modo in cui scrivo, non riesco a trovare idee che mi soddisfino e tanti altri motivi per cui mi sono ridotta a oggi. Mi dispiace dirvi inoltre che non so quando pubblicherò, spero molto presto. Comunque continuerò a scrivere e a cercare di portarvi un capitolo nel minor tempo possibile, senza comunque sentirmi obbligata a spremere le meningi e tirarci fuori una cagata. Inoltre ho in bozza molte storie che sto cercando di continuare, in modo da poterle pubblicare il prima possibile, anche se preferirei terminarle e poi pubblicare i vari capitolo poco a poco, perché credo sia il modo migliore. A presto!
Cecilia;;
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skyfall;; P.D
FanfictionLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
