-... Hey, Sherlock, ho saputo che oggi ti sei fatto un nuovo amico... Oh, scusa... nemico- commentò John, sarcastico, mentre si dirigevano verso i loro alloggi.
Questi sollevò un angolo della bocca, ma finse indifferenza.
-Non so di cosa tu stia parlando...
-Ma per favore!-lo rimbeccò il medico, ridendo.-La tua performance nell'aula di pozioni è già di dominio pubblico. Dovresti scrivere un libro: "Come farsi dei nemici in meno di cinque minuti."
Sherlock ridacchiò suo malgrado mentre, insieme all'amico, saliva l'imponente scalinata.
-Hai scoperto qualcosa, durante le tue, di lezioni?-chiese, poi, ritornando serio e concentrato, mentre alcuni studenti li sorpassavano.-Qualcosa di sospetto?
Il biondo scosse la testa, dispiaciuto.
-Per ora no, purtroppo. Anche se, devo ammetterlo, quell'Alastor Moody è davvero un tipo strano... e intendo davvero, strano. Avevo sentito dire che era diventato paranoico, tanto che gli hanno pure affibbiato il soprannome di "Malocchio", ma fino a questo punto...
-Che vuoi dire?-Sherlock si voltò subito a guardarlo, l'espressione intenta.
-Beh... Ha l'abitudine di bere solo ed esclusivamente dalla sua fiaschetta personale.
-Non credo sia di grande importanza-minimizzò il corvino, deluso.-Tutti hanno le proprie idiosincrasie... o paranoie... Quella non è nemmeno la peggiore.
-Sarà... ma c'è qualcosa che non mi convince del tutto-lo contraddisse John, pensieroso.-Ho intenzione di... ARGH! MA PORCA...!!
John, improvvisamente, imprecò e si inginocchiò a terra, portandosi una mano alla caviglia destra con una smorfia, cogliendo Sherlock di sorpresa.
-Maledetto scalino!!-imprecò il biondo di nuovo, gemendo infuriato, e indicando la scalinata: in effetti, uno scalino era decisamente più basso degli altri.-Anche da ragazzo ci inciampavo sempre!! Sembra che quel maledetto lo faccia apposta a rimpicciolire quando passo io!!
Sherlock ridacchiò per il commento; poi, rapido, sostenne l'amico per un braccio, aiutandolo a tirarsi in piedi:
il medico, però, dopo aver fatto appena un passo, gemette di nuovo.
-Forse si è slogata...-constatò il corvino, stavolta serio, continuando a reggerlo per il braccio.-Dái, vieni, andiamo in infermeria.
John, però, scosse la testa in segno di diniego.
-... Scherzi?? Per una semplice storta? Mi riderebbero dietro! Me la metto a posto da solo. E poi non fa così male, in fondo...-aggiunse, nascondendo però a stento una smorfia di dolore.
-Non pensarci neanche!
Senza badare alla sua protesta, il detective passò un braccio intorno alla vita dell'amico che, nonostante la sicurezza ostentata, non riusciva nemmeno ad appoggiare completamente il piede a terra.
-Come faccio ad indagare, se il mio fidato blogger è fuori uso? Adesso si va in infermeria. Non ammetto obiezioni!
E lo condusse fermamente, ma con delicatezza, giù per la scalinata, sostenendolo; John, peraltro, non aveva più osato protestare.
Un po' per il dolore alla caviglia, che era in effetti abbastanza acuto.
Un po' perché aveva percepito chiaramente, in quei pochi secondi, e con quelle semplici parole, quanto Sherlock tenesse
a lui.
Erano rari i momenti in cui il cuore del suo migliore amico veniva allo scoperto: momenti così rapidi che non si era nemmeno sicuri che fossero realmente accaduti.
Ma accadevano.
Perciò, mentre lo conduceva verso l'infermeria, un braccio sulla sua spalla, fu quasi lieto di quel piccolo incidente che gli aveva permesso di vedere, anche se solo per un istante-e non per la prima volta-il cuore dietro la grande mente geniale di Sherlock Holmes.
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Dopo aver accompagnato John in infermeria, e assicuratosi che venisse assistito al meglio da Madama Chips, Sherlock salì velocemente la scalinata, diretto alla sua stanza.
-Muffliato! - mormorò, levando la bacchetta, dopo essersi chiuso la porta alle spalle: con quell'incantesimo, avrebbe evitato orecchie indiscrete di qualunque genere.
Girò la chiave nella serratura, e si sedette poi su una poltrona di fronte al caminetto, in attesa, tamburellando nervosamente le dita sul ginocchio.
Finalmente, il volto dell'ispettore Lestrade comparve tra le fiamme.
-Allora? Novità?-gli domandò, immediatamente.
-"Buongiorno, Greg, come stai? Oh, io bene, grazie."-Lo motteggiò l'ex Auror, risentito.
Sherlock fece un vago gesto impaziente con la mano.
-Non ho tempo per le formalità, Giles. Ci sono novità, sì o no?
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The Wizard Detective
Fanfiction~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
