Sogni e tè

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Qualche mese dopo

-...Avanti, Barbarossa! Vieni fuori!
Un bambino dai capelli ricci e con un cappello da pirata sulla testa corre per la campagna, chiamando più volte quel nome.
Ma invano.
-Lascialo perdere, Sherlock. Gioca con me, invece.
Il piccolo si volta di scatto: davanti a lui, è comparsa una bambina con un maglioncino bianco e i capelli rossicci legati i due codini, che lo fissa.
-E tu chi sei?-le domanda, confuso.
Lei ride: una risata strana, quasi incredula; poi lo guarda intensamente, come se lo stesse analizzando.
Ha circa la sua età, ma uno sguardo da adulta, più che da bambina.
-...Interessante. Credevo che avessi solo riscritto i tuoi ricordi: non pensavo che mi avessi cancellato del tutto!
Sherlock la guarda, ancora più attonito.
-"Riscritto"?? Che cosa vuoi dire??
Ma lei fa solo un leggero sorrisetto, senza rispondere: poi, inizia a cantare.
Una canzone strana, quasi una nenia.

"Chi mi troverà... io sono perduta..."

Una nebbia si alza, sfumando i contorni di ogni cosa: la campagna, la casa dietro di lui, quella bambina...

"...Camminerai, e un faggio troverai..."

---

Sherlock si svegliò di soprassalto, gli occhi celesti sgranati, il cuore che batteva molto più velocemente del solito.
Dopo aver preso un respiro profondo, si guardò intorno nella stanza buia, ripercorrendo con la mente ogni dettaglio di quello strano sogno che, da qualche settimana a quella parte, tormentava le sue notti.
Musgrave Hall: la vecchia casa di campagna dei suoi genitori.
Barbarossa: il cane che aveva da bambino... il suo inseparabile compagno di giochi.
Ma quella bambina... chi era?? Forse la figlia di qualcuno? Un'amica di cui non aveva memoria?
Scosse la testa: no, impossibile.
Lui non ne aveva mai avuti, da piccolo: era stato proprio Barbarossa, quel cane dal pelo rossiccio, il suo unico amico.
E poi, quella strana canzone... Non sapeva perchè, ma gli suonava incredibilmente familiare...
Gettò un'occhiata alla sveglia: erano le due del mattino. Decisamente troppo presto per alzarsi, anche per un sociopatico iperattivo quale lui era.
Con un lieve sospiro, si lasciò cadere di nuovo sul letto, anche se innumerevoli pensieri ancora ronzavano nel suo cervello.
L'ultimo che sfiorò la sua mente, un attimo prima di sprofondare suo malgrado nel sonno, fu la frase pronunciata da quella bambina sconosciuta, eppur in qualche modo stranamente familiare.

"Credevo che avessi solo riscritto i tuoi ricordi: non pensavo che mi avessi cancellato del tutto..."

Riscritto...

---

-Stai lavorando?
Alla voce dell'amico, Sherlock, chino sul tavolo della cucina, alzò gli occhi dal suo esperimento.
-Cerco solo di tenermi impegnato...-rispose, abbassando nuovamente lo sguardo sul microscopio.-Mi annoio incredibilmente. Mi chiedo cosa sia successo alla categoria dei criminali...
John scosse la testa, ridacchiando.
-Lo sai, da quando il Signore Oscuro è stato sconfitto, la comunità criminale magica ha battuto in ritirata.
Sherlock sbuffò.
-È proprio quello che intendevo!Rimpiango quasi Moriarty!
John alzò gli occhi al cielo.
-Personalmente, non mi dispiace un po' di tranquillità...
Pose finalmente attenzione a quello che l'amico stava facendo, e agrottò la fronte.
-Quello è... un occhio di rospo?
Sherlock sbuffò.
-...Non essere ridicolo, John. È ovviamente di tritone.
Il medico fece una smorfia.
-Ma certo, che stupido... come ho potuto confonderli?

Il detective annuì energicamente.
-Me lo domando anch'io!! Sono completamente diversi! Ho addirittura scritto un blog sui diversi bulbi oculari di almeno 240 specie, magiche e non!-puntualizzò.
Mentre parlava, lo teneva sospeso a mezz'aria con un incantesimo di levitazione, facendolo ruotare su sè stesso con la bacchetta: lo spostò poi verso un becco bunsen acceso, come se lo stesse arrostendo.
John, seppur dubbioso, scrollò la testa, rinunciando a domandargli il senso di tutto ciò.
-Se vuoi ripasso...
-Dimmi pure-lo contraddisse invece Sherlock, lo sguardo però sempre puntato sull'occhio che, man mano che si riscaldava, assumeva uno strano colorito marroncino.-Comunque, non ti aspettavo, oggi. Credevo fossi impegnato con i preparativi per il matrimonio.
-Bè, diciamo che c'era anche questo, nella lista-borbottò lui, con un sospiro.-Dopo aver assaggiato nove torte di nozze, odorato diciotto profumi diversi, scelto i vestiti viola delle damigelle...
-Lilla-lo corresse Sherlock, istintivamente, muovendo la bacchetta e avvicinando l'occhio alla fiamma un po' di più.
-... Lilla-concesse il biondo, con un cenno ironico del capo, crollando su una sedia.-Dunque, dopo tutto questo, manca ancora qualcosa. Il testimone.

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