Un regalo gufesco

297 40 32
                                        

John sollevò delicatamente il volatile, che sbattè piano le palpebre, riprendendosi dopo quel disastroso atterraggio, e puntando su di loro i grandi occhi gialli; era un gufo decisamente particolare, grande quasi quanto la sua mano: pareva una piccola palla di piume.
-Sono gufi utilizzati per le consegne rapide-osservò Sherlock.-Chiunque fosse il mittente, aveva fretta...
Il piccolo gufo emise acuti versi, gonfiando il petto piumato, mentre John lo teneva nelle mani a coppa: pareva quasi orgoglioso di aver recapitato la missiva al giusto indirizzo.
John staccò piano dalla sua zampa, finalmente, il rotolo di pergamena che era stato piegato un'infinità di volte per essere legato alla zampa del piccolo volatile, per poi posare delicatamente l'animale sul tavolo.

Srotolò infine la lettera e, nel vedere la firma, le sue labbra si distesero in un sorriso stupito.
-È da parte di Ron Weasley!-esclamò, portando anche Sherlock stesso ad assumere un'espressione genuinamente sorpresa: dopo avergli mandato quel messaggio in cui lo rassicurava che John era stato salvato da Moran, non aveva più avuto notizie del giovane studente di Hogwarts.
Anche John gli aveva mandato una lettera, dove gli esprimeva la sua più profonda gratitudine; ma erano entrambe rimaste senza risposta, come frecce scagliate nel buio.
Ma non se ne erano stupiti: era molto probabile che fosse ancora in fuga.
John si era solo augurato che fosse riuscito poi a tornare dai suoi amici: grande era stato il suo sollievo, quando i loro tre nomi erano stati poi resi noti sulla Gazzetta del Profeta quali eroi della battaglia di Hogwarts.
Ma, con tutto ciò che era successo in seguito nella comunità magica, era più che comprensibile che la risposta avesse tardato ad arrivare.
Sherlock si avvicinò alla spalla dell'amico, che subito iniziò a leggere ad alta voce la missiva.

Cari Sherlock e John,
non so dirvi quanto mi dispiaccia di non essere riuscito a rispondere prima alle vostre lettere.
Le ho ricevute entrambe: ma, a causa di alcuni... eventi-in cui sono stati coinvolti un attacco improvviso di ghermidori, un drago albino e l'intrusione in una banca di cui preferisco non fare il nome...-mi è stato impossibile rispondere.
Specialmente alla luce dei successivi eventi ad Hogwarts, di cui sono certo sarete informati.
Comunque... Non potete sapere quanto sia rimasto sollevato nell'apprendere che Sherlock era riuscito a salvarti, John-non che ne abbia mai dubitato-e che abbiate alla fine fatto chiarezza nelle vostre questioni.
Ma sto divagando.
Ho indirizzato la lettera qui perché era l'unico indirizzo che avessi.
Ci tenevo a ringraziarti, John, per tutto quello che hai fatto per me: proprio come avevi detto, tutta la lite con i miei amici non è stato altro che un malinteso.
Ma se l'ho capito è stato in gran parte per merito tuo.
Perciò, ti ringrazio ancora di cuore.
Sherlock, a te posso solo dire che sei fortunato ad avere lui come migliore amico... no, anzi, mi correggo: siete fortunati entrambi a essere l'uno il migliore amico dell'altro.

John smise bruscamente di leggere, dovendo trattenere un improvviso nodo in gola per la commozione causata da quelle parole. Gettò un'occhiata di sottecchi a Sherlock, e vide che aveva distolto improvvisamente lo sguardo, fissandolo su uno dei tanti graffi sul tavolo, come se lo stesse studiando: ma un sorriso gli increspava appena le labbra.
John tossicchiò, schiarendosi la voce, e riprese la lettura.

Detto questo, vi saluto nuovamente, e vi auguro buona fortuna per tutte le vostre imprese future.
Spero davvero che ci rivedremo, un giorno o l'altro.

Ron

P. S
A proposito, John, avevi ragione anche su un'altra cosa: alla fine è stata proprio Hermione, a darmele... Harry ha dovuto addirittura lanciare un incantesimo Scudo, per tenermela lontana...

The Wizard Detective Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora