Hogwarts
5° anno
Passato
-È la tua parola contro la mia, Holmes!-ringhiò Moriarty a pochi centimetri dal suo volto, stringendolo per il bavero della divisa e sbattendolo contro il muro del corridoio che dava sull'aula di Aritmanzia, in quel momento completamente deserto.
Sherlock però lo fronteggiò senza mostrare alcuna traccia di paura.
-James, ti ho visto!! Gli hai versato qualcosa nel succo di zucca, prima della partita! Sono certo che fosse un qualche tipo di pozione paralizzante!
-E se anche fosse, a te cosa importa??-ringhiò James, di nuovo, strattonandolo con più violenza, gli occhi scuri gelidi.-Quel Carl si dava troppe arie, solo perché sapeva cavalcare bene uno stupido manico di scopa. Volevamo solo fargli abbassare un po' la cresta...
-È MORTO, James!! Lo capisci?? Lo hai ucciso!!
-No. Sei TU che non capisci! Tutte le persone muoiono. È l'unica cosa certa che gli esseri umani fanno!-sibilò Moriarty, la voce venata di disprezzo.-E poi, era solo una nato bab...
-Ah! Allora lo ammetti! Tutto si risolve a questo, per te! Tu, Moran... tutti voi... non vedete l'ora di uscire da qui e unirvi a LUI, non è vero?-mormorò Sherlock, colmo in egual misura di sincero dolore e di rabbia.
-Se intendi al Signore Oscuro, allora sì!-replicò l'altro, senza alcuna vergogna, anzi, con evidente orgoglio.-Costruiremo un nuovo mondo, libero dalla feccia babbana!
D'improvviso, il suo tono, da aggressivo si fece pacato. Suadente, addirittura.
-Sei ancora in tempo, Sherlock. Siamo spiriti affini, io e te. Due menti superiori. L'ho capito fin da quando ci siamo incontrati sul treno. Insieme potremmo fare cose straordinarie. Devi solo scordarti i tuoi inutili principi morali! Non esiste bene e male, esiste solo il potere, e quelli troppo deboli per averlo.
Il corvino strinse le labbra, gli occhi lucidi, attonito.
-Credi davvero che io potrei togliere la vita a delle persone innocenti solo perché non hanno potere magico come noi?? Tu non hai capito mai niente di me. Niente!-ringhiò, sopraffatto non solo dalla rabbia, ma anche dal dolore, lo sguardo fisso in quello cupo e malavagio di James. Era come guardare un estraneo. Il ragazzino amichevole conosciuto sull'Espresso per Hogwarts non esisteva più, nemmeno l'ombra. Forse non era mai esistito.
Ricordò tutte le volte in cui aveva fatto finta di non sentire i suoi commenti sui Babbani, le voci che giravano su di lui e i suoi amici Mangiamorte, il suo fascino per le magie più Oscure. C'erano stati anche bei momenti, non poteva negarlo a se stesso, in cui le loro menti si erano trovate in sintonia. Ma erano stati ben pochi, se confrontati a tutte le volte in cui aveva volutamente chiuso gli occhi.
Moriarty digrignò i denti, anche se un'ombra di delusione gli offuscò lo sguardo per un momento.
-Bene. Peggio per te. Ho già chi mi serve al mio fianco. Ci riuniremo e andremo dal Signore Oscuro non appena saremo fuori da questa patetica imitazione di scuola. Magari prima.
Sherlock, incredibilmente, sorrise.
-Be', sarai accontentato prima di quanto pensi. Stai per essere espulso da Hogwarts insieme a tutti loro. Ma dubito che potrete fare presto un pigiama party. Forse ad Azkaban.
James lo fissò, incredulo, rafforzando la presa, gli occhi ridotti a due fessure.
-Te l'ho già detto, Sherly. È la tua parola contro la mia. Non hai prove.
-Ti sbagli-replicò il corvino, tranquillissimo, e liberandosi finalmente con uno strattone.-Avresti dovuto distruggere il calice, anziché limitarti a gettarlo via.
-E come farai a provare che ho messo io il veleno?? -sibilò l'altro, la voce tuttavia stavolta venata di incertezza.
-Non serve. L'hai appena ammesso-ribattè il corvino, guardando oltre le spalle di James che, d'istinto, si voltò.
Proprio a pochi passi da loro, tre professori si erano appena liberati dall'incantesimo di Disillusione, venendo allo scoperto, dopo aver assistito a tutta la scena: tra loro vi era anche Albus Silente in persona.
-James Moriarty. Credo che debba venire con noi-gli intimò il preside di Hogwarts nel tono più serio e freddo che Sherlock gli avesse mai sentito usare; ora poteva capire perché era l'unico mago che Voldemort temesse: il suo tono era pari a un gelido furore, il volto pareva una maschera di pietra.
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The Wizard Detective
Fanfiction~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
