7.30
Vicolo Bridge Street.
Quattro evasi da Azkaban.
Tramortiti.
Interrogali.
Usa il Veritaserum.
SH
7.31
Sbaglio, o avevi detto che
"Avresti osservato
senza essere visto"?
A che ti è servito il mantello dell'invisibilità, allora?
MH
7.33
Mycroft, risparmiami la predica.
Piuttosto, interroga quei rifiuti umani appena sarà possibile.
Devo sapere se è stato lui a mandarli.
SH
7.33
Non che ci sia dubbio.
Ma potrebbero sapere dove si trova.
SH
7.34
Ora vado. Devo assicurarmi che John stia bene. È ridotto male.
SH
7.35
Proprio un ritorno trionfale, non c'è che dire.
MH
7.36
Interrogali.
E poi torna alla tua finta dieta.
SH
7.37
Sì, anch'io ti voglio bene.
MH
7.39
... Va' a quel paese.
SH
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Sherlock, nascosto sotto il mantello dell'invisibilità- trovato in casa di un Mangiamorte in Tibet-udì ogni singola parola pronunciata da John di fronte alla sua tomba.
E ognuna di esse fu come una lama che lo feriva dappertutto, con sempre maggior violenza ad ogni colpo inferto.
Al petto.
Al viso.
Allo stomaco.
Al cuore.
"Ti brucerò il cuore".
"Ho saputo da fonte certa che non ce l'ho."
"Ma sappiamo bene entrambi che non è affatto così".
Sherlock ripensò alle parole pronunciate da Moriarty in quella piscina.
Aveva avuto ragione, alla fine, accidenti a lui.
Lo provava il fatto che in quel momento lui, Sherlock Holmes, il signor "Rimango distaccato dai sentimenti" si trovò, in quel momento, a dover trattenere le lacrime, davanti alle bellissime parole del suo migliore amico.
Gli venne quasi da ridere, quando John accennò al suo fan club: durante quell'ultimo anno vi aveva effettivamente dato uno sguardo; quei rari momenti in cui non stava rischiando la vita...
E aveva ragione anche su altro: si era sentito lusingato-e in parte anche irritato, a causa di quel cappello ridicolo-ma, in certo senso, anche profondamente toccato da quelle parole: "Io credo in Sherlock Holmes". Dimostravano che, alla fine, le parole di Moriarty non avevano fatto breccia del tutto; in John non ne avevano fatta sin dall'inizio.
Si trattenne dunque con estrema fatica dall'uscire allo scoperto e rivelarsi a lui.
Questo finché non lo sentì pronunciare quella frase, che gli provocò un vero e proprio nodo alla gola, e persino i suoi occhi si fecero lucidi.
"Un ultimo miracolo. No, un'ultima magia. Per me. Non essere morto. Smetti questa farsa."
Di nuovo, dovette imporsi tutto il suo autocontrollo per non levarsi quello stupido mantello e sbucare all'improvviso dietro di lui.
Forse era stato meglio che non avesse avuto il coraggio di farlo: gli avrebbe sicuramente provocato un infarto.
Ma dopo non potè fare a meno di seguirlo, ancora incerto se palesarsi o meno; era infatti più che consapevole di quanto fosse rischioso: mancava ancora quel maledetto della rete di Moriarty da acciuffare, e far sapere di essere ancora vivo, soprattutto a John, sarebbe stato un rischio troppo grande. Per quest'ultimo, naturalmente.
Si limitó dunque ad andargli dietro, sempre sotto il mantello dell'invisibilità, incerto sul da farsi.
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The Wizard Detective
Fanfiction~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
