-...Posso ancora provare il tuo coinvolgimento con il Mangiamorte ad Hogwarts!-ringhiò Sherlock, sputandogli quasi addosso quelle parole, fronteggiandolo sul tetto del Barts Hospital.
James Moriarty gli rivolse un sorrisetto quasi di compatimento, scuotendo la testa.
-... Buttati e basta, Sherly. Faresti molta meno fatica. Credimi. Inoltre...-gettò un'occhiata all'orologio che portava al polso.-A quest'ora, il tuo unico testimone di tale efferato crimine è ridotto a un guscio vuoto. Grazie al mio Dissennatore.
Il detective lo fissò, sbalordito suo malgrado.
-...Da quanto tempo li controlli??
James fece un vago gesto annoiato con la mano.
-Non molto, a dire il vero. Sono creature estremamente volubili... difficili da controllare... per certi versi, sono come me. Anch'io sono terribilmente volubile...
Gli occhi del consulente si tinsero di odio, mentre James faceva qualche passo sul tetto, avanti e indietro, ma senza mai perdere il contatto visivo con lui.
-Comunque...-proseguì il criminale, in volto un sorrisino freddo.-Qualche compito sanno svolgerlo egregiamente. E poi, conosco qualcuno che lavora lì: non è stato difficile...
Le labbra di Sherlock si strinsero, mentre James proseguiva.
-...Ricordi quel ragazzino che portava gli occhiali? Quel Serpeverde che sedeva dietro di noi a Pozioni? Come si chiamava...-si domandò improvvisamente, pensieroso, lo sguardo distante, schioccando le dita infastidito, nel tentativo di ricordare. Poi il suo volto si illuminò.-Ah, ecco: Magnussen! Era un tale secchione... ma devo ringraziarlo: devo a lui tutte quelle accuse e storie che ho fatto girare su di te. Dirige la Gazzetta del Profeta, lo sapevi?
Sherlock mantenne lo sguardo duro come la pietra, ma le mani gli si strinsero a pugno, mentre sentiva invaderlo una rabbia incandescente: James aveva tessuto intorno a lui una vera e propria ragnatela di trucchi e inganni, intrappolandolo subdolamente.
Ma, anche stavolta, non gli diede la soddisfazione di rispondere alle sue provocazioni.
-Te l'avevo detto, Sherlock... te ne dovevo una.-James, stavolta, ringhiò quelle parole, il volto a pochi centimetri dal suo, gli occhi neri come ossidiana.-Nessuno più ti crederà... la tua reputazione è colata a picco. L'ho distrutta pezzo dopo pezzo...
Il criminale si allontanò da lui di pochi passi, girandogli intorno, seguitando a infierire.
Sherlock sentì, dentro di sé, un odio così bruciante che gli parve quasi di andare a fuoco. Mai aveva odiato tanto qualcuno come in quel momento.
Se solo avesse avuto la sua bacchetta...
Ma... sarebbe stato davvero capace di ucciderlo?
"No...
Io non sono un assassino.
Non sono come lui."
In mezzo a quell'astio, scoprì di provare quasi compassione, per James, insieme alla delusione: erano stati amici, un tempo... come aveva potuto decidersi di schierarsi dalla parte sbagliata?
-Inoltre... io e miei amici Mangiamorte non ti vogliamo tra i piedi-aggiunse ancora Moriarty, mellifluo, e distogliendolo da quel pensiero.-Dobbiamo prepararci.
Sherlock lo guardó confuso.
-... Per cosa?
Le labbra del criminale si tesero in un sorriso perfido.
-Per il suo ritorno.
Il detective sgranò gli occhi, capendo immediatamente a chi il suo ex amico stesse alludendo.
-...Non ti starai riferendo a... Tu sei pazzo. Voldemort non può ritornare!
-Uuh, mi permetto di dissentire...-replicò Moriarty, la voce grondante maligna soddisfazione.-Lui sta per fare ritorno. E io e tutti i miei... colleghi... sparsi per il mondo... stiamo già preparando il terreno. Non puoi neanche immaginare da quanto io abbia aspettato questo momento.
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The Wizard Detective
Fanfic~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
