Alla domanda di John, Sherlock si voltò di scatto, per poi... emettere uno sbuffo seccato.
-... E adesso che cosa vuole??-bofonchiò, per poi andarla ad aprire, tranquillissimo, come se trovare un piccione che bussa, letteralmente, alla finestra, fosse la cosa più naturale del mondo.
Il biondo lo guardò sempre più sconcertato.
-Sherlock, se magari ti degnassi di...
-È un messaggio da parte di Mycroft-borbottò il corvino, interrompendolo,
mentre il volatile tendeva tranquillo la zampa verso di lui.
-Ma... non si usano i gufi??
-Di solito sì. Ma Mycroft usa i piccioni per non dare nell'occhio. È più facile trovare piccioni che gufi, a Londra, e in pieno giorno, sei d'accordo,
John? -ribattè l'altro, ironico, tirando via dalla zampa tesa dell'animale un piccolo rotolo di carta.-Significa che c'è in ballo qualcosa di grosso...
Mentre il piccione, assolto finalmente il suo compito, spiccava il volo, Sherlock srotolò il pezzo di carta, per poi leggerlo.
Il biondo vide i suoi occhi illuminarsi poco dopo, per poi liberarsi in un sol colpo della vestaglia: come al solito, era già completamente vestito.
-John, torna a casa. Non c'è un attimo da perdere. Smaterializzati e vieni. Dobbiamo andare al Diogenes Club. Adesso.
-Ma... io veramente non...!!-tentò di protestare lui.
-Se non puoi, vieni comunque!-lo interruppe l'amico, afferrando la sciarpa e il cappotto abbandonati sul divano, e guardandolo dritto negli occhi, un sorriso entusiasta sul volto.-Il gioco è cominciato!
Poi sparì dallo specchio, senza lasciargli neppure il tempo di replicare.
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-... Ancora non so come tu riesca sempre a coinvolgermi in queste cose-borbottò John, seduto al fianco del detective sul taxi.
-Semplice. Perchè rincorrere ladri, Mangiamorte e cercare creature magiche è molto più divertente che curare maghi con la passione degli gnomi da giardino.
Il biondo non poté fare a meno di ridacchiare, dandogli intimamente ragione.
-Ma non potevamo materializzarci direttamente nell'ufficio di tuo fratello?-gli domandò poi.
Sherlock scosse la testa con una smorfia.
-Non lo sopporta. Mesi fa ha persino messo una specie di barriera intorno al suo ufficio, per impedire a chiunque di farlo.
-Addirittura??
-... Già. Forse anche perché una volta mi sono materializzato nel suo ufficio senza avvisarlo, e l'ho beccato mentre si mangiava una fetta di torta... E lui diceva di essere a dieta, perciò...
Il detective sogghignò, scatenando altre risatine da parte dell'amico, che già si sentiva percorso dalla piacevole adrenalina di quando un nuovo caso stava per cominciare.
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-Avanti!
I due entrarono nell'ufficio di Mycroft, che era incredibilmente lussuoso.
John si guardò intorno, curioso: era la prima volta che vi si recava; Sherlock, invece, senza badare all'opulenza del posto, si sedette su una delle poltrone dinanzi alla scrivania del fratello.
-Allora, Mycroft? Cosa c'era di così urgente da spingerti a mandarmi addirittura un piccione, anziché un gufo? Deduco che la questione sia molto seria... Oserei dire top secret.
Mycroft fece un sorriso sarcastico.
-Deduci bene, fratellino. Molto "Secret".-Estrasse da un cassetto della scrivania un foglio di pergamena.-Uno degli uomini più illustri e importanti del mondo magico ha richiesto la tua assistenza.
Sherlock agrottò le sopracciglia.
-E chi sarebbe? E per cosa, poi? E come mai non è venuto direttamente lui a Baker Street?
Mycroft si versò un bicchiere di un liquido ambrato, che John riconobbe subito come Whisky Incendiario. Lo offrì a entrambi, ma loro declinarono l'offerta.
-Prima di risponderti, occorre fare una doverosa premessa: suppongo siate a conoscenza che il celebre Torneo Tremaghi, quest'anno, avrà luogo ad Hogwarts.
John annuì, mentre Sherlock alzava gli occhi al cielo.
-Non mi interessano le notizie frivole-borbottò.
L'altro lo guardò molto sorpreso, quasi indignato.
-... Ma... Sherlock! Non è affatto una notizia frivola. È un evento colossale! Una competizione che non si svolgeva da decenni! Inoltre, favorisce legami tra maghi e streghe di nazionalità diverse.
-Noioso.-Il riccio alzò nuovamente gli occhi al cielo. John scosse la testa, esasperato, mentre Mycroft rivolgeva al fratello minore un'occhiata di rimprovero.
-Comunque...-proseguì, sorseggiando il Whisky, e tirando fuori da un altro cassetto quello che sembrava essere un giornale.-Sapevate anche che quest'anno i maghi saranno quattro, invece di tre?
John corrugò la fronte, mentre gli occhi del detective si accendevano, finalmente, di interesse.
-Ma... al Torneo può partecipare solamente un rappresentante per ogni scuola. E sono sempre state tre. Com'è possibile che sia stato nominato un quarto?-domandò il biondo, sconcertato.
-Non è ovvio, John?-esclamò l'altro, stavolta con palese entusiasmo, le mani unite sotto al mento.-Qualcuno deve aver stregato il Calice, facendogli dimenticare che al Torneo partecipano solo tre scuole.
Mycroft annuì compiaciuto, per poi mostrargli la pergamena, che si rivelò essere la Gazzetta del Profeta, dove un articolo recitava: "Iscrizione sospetta al Torneo Tremaghi", firmato da Rita Skeeter, e la foto animata di un ragazzo sui quattordici anni in copertina. John fece un'istintiva smorfia, vedendo il nome della giornalista, ma poi sussultò, dopo aver rapidamente letto le prime righe dell'articolo.
-È... Harry Potter? Davvero? Il famoso "Ragazzo che è sopravvissuto"? È stato lui ad iscriversi?-esclamò, incredulo, porgendo nuovamente il foglio a Mycroft, che lo posò sulla scrivania.
-Lui dice di no. E il Preside è fermamente convinto che dica la verità. Anche per un'altra ragione.-Si voltò verso il fratello.-Il Calice di fuoco è un oggetto magico potente. E solo un incantesimo Confundus di eccezionale potenza poteva raggirarlo. Un ragazzino del quarto anno non possiede magia sufficiente a qualcosa del genere. Ma c'è dell'altro.
Si sedette in poltrona, posando il bicchiere di Wisky vicino al foglio dell'articolo.
-Quest'anno era stata imposta una Linea dell'Età, tracciata personalmente dal preside di Hogwarts. Nessuno inferiore ai diciassettenne anni avrebbe potuto varcarla. In nessun modo.
Seguì un lungo momento di silenzio.
-Mi pare ovvio. Qualcuno voleva coinvolgerlo nel Torneo-mormorò Sherlock, assorto.-E non credo volesse fargli un favore.
La sua mente indugiò un momento su un cupo pensiero. Dal loro ultimo incontro in quella piscina, non aveva avuto più notizie di James Moriarty.
Come se fosse sparito dalla faccia della terra.
Che sia coinvolto in questa storia?
Ma non può essere penetrato anche ad Hogwarts.
A meno che...
La voce di John lo risvegliò dalle sue elucubrazioni.
-Quindi, noi cosa dovremmo fare?
Mycroft si voltò verso di lui.
-Dovrete indagare, ovviamente. A Hogwarts. Scoprire chi ha messo quel nome nel Calice. E qualsiasi altra cosa sospetta all'interno della scuola.
-Ma chi è il mio cliente, allora? Vuoi dircelo, una buona volta??
Mycroft lanciò al minore uno sguardo quasi di compatimento.
-Mi meraviglio di te, Sherlock. Forse la noia ha rallentato le tue capacità deduttive. È talmente ovvio.
Il minore gli scoccò un'occhiataccia, mentre l'altro beveva un sorso di whiskey, e finalmente rispondeva alla sua domanda.
-L'uomo che ha richiesto il vostro aiuto è Albus Silente. Il preside di Hogwarts in persona.
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The Wizard Detective
Fanfiction~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
