John assistette alla scena del tutto impotente, cogliendone ogni più piccolo e devastante dettaglio.
L'espressione concentrata
di Moran.
Il suo sospiro di soddisfazione.
Il dito che sfiorava il grilletto.
Il rumore dello sparo.
Il tintinnio dei vetri infranti.
Sherlock che cadeva a terra.
Morto.
Per davvero, stavolta.
Ogni singolo dettaglio si incise a fuoco nei suoi occhi, con precisione chirurgica, mentre innumerevoli lacrime cominciavano a scorrere sul suo volto.
Non poteva nemmeno urlare tutto il suo dolore e la sua rabbia, ridotto com'era al silenzio da quel maledetto incantesimo tacitante. Ma, forse, il nodo che gli stringeva la gola glielo avrebbe comunque impedito.
Chinò lo sguardo sul pavimento polveroso, il mento abbandonato sul petto, scosso da silenziosi singhiozzi, mentre le lacrime scorrevano, imperterrite.
Sherlock Holmes... il suo migliore amico... era morto. Di nuovo.
E, come allora, non aveva potuto fare nulla per impedirlo.
... No, era peggio di così.
Perché avrebbe potuto evitarlo, stavolta...
Se fossi rimasto nascosto, come mi aveva pregato di fare...
Se l'avessi aiutato a stanarlo...
Se l'avessi ascoltato...
Se...
Se...
Se...
Tutti quei "Se" sembrarono provocargli un dolore fisico.
Sollevò appena il capo e, con gli occhi offuscati dalle lacrime, vide Moran abbassare il fucile e riporlo nell'angolo della stanza, in volto un'espressione gioiosa, fanciullesca quasi.
E poi il cecchino... rise.
Una risata colma di malvagia soddisfazione.
-Spero che ti sia piaciuto lo spettacolo, Johnny-ghignò, estraendo lentamente la bacchetta dalla giacca.
Notò le lacrime sul volto di John, e il suo sorriso si fece più ampio; gli si avvicinò, sussurrandogli all'orecchio, la voce grondante falsa comprensione.
-Oh, non preoccuparti, mio caro.
Non sentirai la sua mancanza troppo a lungo...
Gli si pose di fronte, puntandogli contro la bacchetta.
-Perchè lo raggiungerai tra poco... con te, preferisco usare il metodo tradizionale.
La voce di Moran era carica di odio, la mascella contratta, gli occhi celesti pari a due frammenti di ghiaccio.
-Dopotutto, Sherlock Holmes mi deve ancora una morte... la morte del suo più caro amico...
John non emise nemmeno un gemito: ormai le sue forze si erano del tutto esaurite, dopo che era stato costretto ad assistere nuovamente alla morte di Sherlock.
Non poteva liberarsi.
Non poteva difendersi.
Poteva solo fissare negli occhi l'assassino del suo migliore amico, la vista ancora appannata, il cuore pieno d'odio.
-Me ne deve una...-ripetè il criminale, con perfidia, la bacchetta levata contro di lui.-Avada...
John, sospirando, chiuse gli occhi, suo malgrado, mentre un'ultima lacrima gli scivolava sul volto.
Fu in quel momento che la bacchetta di Moran gli saltò di mano, cadendo rumorosamente sul pavimento e rotolando via, come se fosse stato colpito da un incantesimo di Disarmo.
A quel rumore, John spalancò gli occhi, incredulo; d'istinto, voltò la testa da una parte all'altra, sebbene non vedesse quasi nulla: l'unica fonte di luce era quella lunare, che filtrava appena dalla finestra aperta, e quella dei lampioni giù nella strada.
Moran sembrava essere rimasto stupefatto quanto lui, perché lo vide guardarsi intorno con gli occhi sbarrati.
-Ma che diav...!!-ringhiò il cecchino, non smettendo di scrutare l'oscurità; poi si chinò, le mani che vagavano sul pavimento, cercando invano di localizzare la bacchetta.
-... E tu mi devi una finestra.
John, a quella voce che si era improvvisamente levata da un imprecisato angolo buio della stanza, sentì il suo cuore fermarsi, letteralmente, e il respiro gli si strozzò in gola. Arrivò a chiedersi se non fosse del tutto impazzito.
Sebastian, d'altro canto, divenne cadaverico, mentre Sherlock Holmes si toglieva il mantello dell'invisibilità, facendolo cadere a terra, la bacchetta levata; e, in quella poca luce, John gli vide in volto l'espressione più terrificante che gli avesse mai visto.
-... Non è possibile... come
diavolo...??-esalò Moran, sconcertato, guardandolo come si guarderebbe un fantasma, e volgendo rapidamente lo sguardo alla finestra.
-Tu... tu... demonio! MALEDETTO DEMONIO...!!-Urlò, allucinato, gettandosi poi verso il fucile.
Ma Sherlock non gli diede nemmeno il tempo di fare un passo.
-Pietrificus Totalus!-ringhiò, gli occhi luccicanti d'ira.
Moran non fece in tempo a scansarsi: colpito dall'incantesimo, crollò a terra, sulla schiena, le braccia lungo il corpo, completamente immobilizzato.
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The Wizard Detective
Fanfiction~SHERLOCK FANFICTION~ #338 Fantasy #92 Fanfiction Sherlock Holmes: geniale consulente investigatore dotato di poteri magici e di geniale intelletto. John Watson: ex Auror, dipendente al San Mungo, che sente la mancanza della sua vita avventurosa. ...
