Caroline Pov's

Cerco di riprendermi dalle accuse e dal discorso in generale di Nicklaus e poi mi preparo per uscire un pò di casa.
Non posso rischiare di essere scoperta se sto tutto il giorno in casa.
Mi preparo ed esco senza una meta precisa, vado solo dove mi portabo i piedi.
Cammino fino ad arrivare al centro della città, non ci ero ancora stats dal mio ritorno ma nulla sembra essere cambiato.
C'è persino la caffetteria che frequentavo quando ero al liceo.
Spinta dalla curiosità entro e straordinariamente nulla è cambiato, tutto uguale.
Mi avvicino al bancone per ordinare e a servire c'è ancora la dolce signora Hefferson, che oggi sembra più dolce del solito.
-Caroline, sei davvero tu?- mi domanda mentre asciuga l'ultimo piatto.

-Si signora Hefferson, sono Caroline Forbes.- le rispondo sorridendo.

-Non ti vedo da circa 5 anni, che fine avevi fatto?-

-Sono andata a studiare fuori, ora sono tornata perchè mi mancava la frenesia di questa città.- mento.

-Capisco, anche io preferisco la frenesia alla monotonia, ti do il bentornata. Cosa ordini?-

-Un cappuccino, grazie.-

-E da mangiare?- mi fomanda sgranando gli occhi.

-Nulla, ti ringrazio.-

-Il tuo cappuccino arriva subito stellina.- mi informa e poi si dirige in cucina.
Mentre aspetto inizio a guardarmi intorno e in fondo alla sala noto un uomo incappucciato che si guarda intorno in modo fin troppo sospetto.
Cerco di ignorarlo ma i suoi occhi puntati su di me mi infastidiscono. Mi alzo di scatto e gli vado incontro e appena mi nota scappa via.
Rallentonil passo e vedo che sul tavolo dove era seduto c'è solo un tovagliolino sporco di rosso.
Mi avvicino e riconosco immediatamente l'odore. È sangue.
Scappo immediatamente fuori per seguirlo e fortunatamente non è andato lontano.
Appena mi vede scappa sul retro e dato che quello dove si è infilato è un vicolo cieco rallento il passo.
Giro l'angolo e sento un forte nodo alla gola seguito da un odore fin troppo riconoscibile.
Guardo bene e vedo quell'uomo disteso a terra rivolto a faccia in giù.
Mi avvicino con cautela e sollevo la felpa nera.
È la signora Hefferson con la gola dilaniata.
Come è possibile che quell'uomo sia riuscito a scappare con così tanta facilità e soprattutto chi era?!
Mi volto e vedo sul muro della caffetteria una scritta con il sangue.
"Bentornata angelo delle tenebre."
Senza pensarci afferro il cellulare e chiamo a casa di Klaus.
-Pronto- risponde una dolce voce infantile.

-Joanne?- domando cercando di sembrare calma.

-Sì, chi sei?-

-Sono Caroline, l'amica di papà, mi hai incontrato al supermercato. Puoi passarmi papà?- le domando.

-Papà non c'è.-

-Allora passami la mamma.-

-Ok. Ciao Caroline- mi saluta passando il telefono alla madre che risponde subito -Pronto.-

-Hayley, sono Caroline, ho una cosa da dirti.-

-Caroline- dice con disprezzo - Dimmi-

-Vieni immediatamente alla caffetteria al centro e non portare la bambina. Devi volare.-

-Cosa? E mi hai chiamato per un caffè? Scordatelo!-

-Non voglio un caffè Hayley. Devi correre, ti prego.-

-Arrivo.- mi risponde e termina la chiamata.

Mentre aspetto il suo arrivo chiamo Kenzo che mi risponde subito.
-Caroline, cosa c'è?-

-Devi correre alla caffetteria al centro della signora Hefferson. C'è un grande problema, fa presto.-

-Certo.- mi risponde e finalmente sento dei passi.

La Vera Storia Di Caroline Forbes 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora