9. Lupo Arlecchino!

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Mi lasciai cadere sul letto, ancora scossa.
Avevo quasi ucciso Jeremy, un umano!
Chiusi gli occhi e sospirai. Mi ha visto trasformata. Pensai. Potrebbe avermi riconosciuta.
Quando Bella non sapeva ancora nulla dei licantropi, aveva trovato per caso Laurent nel bosco. Il vampiro era stato mandato lì da Victoria, che voleva porre fine alla vita di Bella per vendicare la morte di James, il suo compagno ucciso da Edward. "Una compagna per un compagno" così aveva definito quello scambio di vite. Noi lupi eravamo intervenuti appena in tempo per salvare la ragazza e uccidere il vampiro. Ma Jacob si era soffermato un po' di più vicino a Bella e lei lo aveva riconosciuto grazie agli occhi.
Questi ultimi, infatti, erano una delle poche cose che non cambiava in noi. I miei diventavano stranamente gialli, certo, ma temevo che Jeremy avesse potuto cogliervi una traccia di umanità e che potesse ricollegarla a me.
E Andrea? Mi ha visto assalire un umano. Era terrorizzato quando sono corsa via. Rammentai a me stessa, ricordando l'espressione del ragazzo.
Aprii gli occhi e presi il telefono per tentare di distrarmi in qualche modo.

«Sta scherzando?» mormorai confusa quando trovai una miriade di messaggi e telefonate perse da parte di Andrea.

Andrea
Ehi, come va?

Andrea
Chiara? Tutto ok?

Andrea
Ti prego, rispondi

Andrea
Piccola?

Andrea
Mi stai facendo veramente preoccupare. Rispondi.

Andrea
Guarda che vengo a casa tua. Anche se non posso guidare.

Visualizzai e lessi tutti i messaggi. Erano praticamente tutti uguali. Forse ne aveva scritti un po' e poi fatto "copia e incolla".
Arrivò un altro messaggio.

Andrea
Ah, allora ci sei! Sono stato quasi uccido dall'ansia!

Non risposi immediatamente e arrivò un ennesimo messaggio.

Andrea
Ehi, tutto ok?

Spensi il telefono e mi alzai. Sarei andata da lui, così avremmo potuto parlare faccia a faccia e concludere la situazione.
Scesi le scale, incrociando Carlisle, Emmett, Alice e Jasper.
«Vado da Andrea» annunciai.
«E noi a caccia» disse Emmett.
Carlisle si schiarì la voce, guardandomi serio.
«So, che non posso trasformarmi, ma, dai, sono solo dei graffietti» risposi alludendo alle ferite riportate in seguito all'attacco di Jeremy. Non avevo potuto nascondergliele, ovviamente.
«Vai» disse il vampiro, con tono accondiscendente «Ma, se ti dovessi far sparare di nuovo, ti giuro che non estrarrò nessun proiettile e non medicherò nulla. Dovrai trovarti un altro dottore».
«Ma c'è il giuramento...» iniziai a dire, prima che il vampiro mi interrompesse.
«Al diavolo il giuramento di Ippocrate!».
Risi e annuii. «Ok, farò moltissima attenzione» promisi prima di uscire dalla casa.
Mi trasformai e, per un attimo, mi pentii di averlo fatto. Le ferite bruciarono mentre la pelle si allungava e veniva ricoperta di pelo.
Graffiai il terreno con una zampa, ma poi la testa ed iniziai a correre verso la casa di Andrea.
Era meglio raggiungerlo prima che mi bloccasse il telefono a suon di messaggi e telefonate.

Arrivai molto in fretta alla mia meta. Conoscevo a memoria la strada più corta tra i boschi.
Facendo molta attenzione a non essere vista, tornai in forma umana -subendo di nuovo le lamentele delle ferite- e attraversai la strada deserta.
La porta d'ingresso si aprì nel mentre che salivo i gradini per raggiungerla e non potei fare a meno di sorridere, colta da un deja-vu. Con Seth, qualche ora prima, era successa la stessa cosa.
Andrea mi aspettava sulla soglia.
«Come facevi a sapere che ero qui?» gli chiesi.
«Ti ho vista dalla finestra» rispose. Mi prese per un polso e mi attirò a sé. Con un calcio rinchiuse la porta e mi fece appoggiare ad essa.
Prima che potessi chiedergli che cosa stesse facendo, mi baciò con foga.
Per un attimo, mi impietrii, colta di sorpresa, poi mi rilassai e ricambiai quel bacio inatteso. Lasciai che le nostre lingue si intrecciassero e che le labbra si sfiorassero con violenza.
Dopo un istante, però, percepii un gusto diverso: sangue.
Mi allontanai immediatamente, cercando di non respirare, e portai una mano sulla bocca.
«Ehi, che succede?» mi chiese premuroso.
«Sangue» mormorai confusa e terrorizzata dall'idea di poter perdere il controllo. Non avevo concluso la caccia e il vampiro in me bramava ancora qualcosa da mettere sotto i denti. Quel qualcosa lo avevo appena assaggiato, e avrei potuto trovarne una grande riserva nell'umano davanti a me.
Il ragazzo si leccò il labbro inferiore, dal quale stillava una goccia di sangue. «Oh, si è riaperto. Scusa, non ci avevo pensato. Jeremy è riuscito a farmi male con un pugno».
«Avrei potuto ucciderti! Sai di sangue!» esclamai.
Sbuffò. «Non essere pignola, sai controllarti. Sei anche un licantropo oltre che un vampiro e i licantropi non bevono il sangue».
Scossi la testa. «Sei matto».
«Completamente, ma decisamente meno di te».
Gli riservai un'occhiata confusa.
«Jeremy avrebbe potuto ucciderti con quel fucile, soprattutto quando lo hai distrutto con i denti. Potevi farti molto male».
Alzai gli occhi al cielo.
«Non dire che non ho ragione».
Sbuffai. «Ammetto che, per questa volta, hai ragione».
Andrea sorrise compiaciuto.
«Però mi sono fatta decisamente meno male di te» dissi osservando il suo viso. Non avevo avuto modo di farlo prima.
Aveva un taglio sul labbro inferiore e lo zigomo sinistro stava assumendo una colorazione violacea. Sulle guance c'erano dei piccoli graffietti, più accennati in quella destra.
«Guarirò. Anche se i miei genitori mi uccideranno per aver fatto a botte con qualcuno...».
«Continuo a sentire odore di sangue...» dissi ignorando il suo commento. Sapevo che non aveva assolutamente a che fare con ciò che stava dicendo, ma non riuscivo a pensare ad altro. Annusai l'aria e mi avvicinai a lui. Senza pensarci, cercai di togliergli la maglia.
«Ehi» fece il ragazzo ridacchiando. Posò una mano, l'unica che potesse usare, sulle mie, cercando di fermarmi. «Ok, ti ho baciata in modo un po'... spinto, ma non volevo intendere... questo».
«Voglio solo vedere perché odori di sangue» risposi arrossendo leggermente.
«Forse perché mi scorre nelle vene?».
«È il sangue di una ferita, ne sono sicura. L'odore è troppo forte». Alzai la sua maglia verde e scoprì la benda che copriva i graffi fatti da me. Il tessuto bianco presentava delle piccole macchie rosse. «Si è riaperta la ferita» dissi corrucciata.
«Ne sei sicura?».
«Abbastanza. Dammi il telefono».
Tirò fuori il telefono da una tasca dei jeans e me lo porse. «A che ti serve?».
Lo presi. «Chiamo Carlisle».
Un messaggio sul display mi fermò.
«Che c'è?» chiese Andrea.
«Alice ha scritto a te, per me, dicendo: "Per Chiara: ho visto tutto. Vengo a prendere te ed Andrea e vi porto a casa, da Carlisle"». Le risposi con un "ok" e diedi il telefono ad Andrea, che, confuso, lo rimise in tasca.
Decisamente la giornata non stava seguendo la rotta programmata da uno dei due. Andrea avrebbe voluto stare con me in tranquillità -lo sentivo dai suoi pensieri- e io avrei voluto parlargli di ciò che era successo con Jeremy.
Sbuffai e presi il mento di Andrea con una mano. Lo guardai negli occhi, facendo volontariamente diventare i miei gialli. «Cosa c'è difficile da capire nella frase "non fare sforzi"? Perché sono sicura che Carlisle te lo abbia detto almeno dieci volte» gli chiesi in tono minaccioso, o almeno pensavo che lo fosse.
Andrea rise. «Carino il trucchetto con gli occhi».
Ringhiai e lo fulminai con lo sguardo «Sono seria».
Si avvicinò di colpo, sfiorando le mie labbra con le sue, e poi si allontanò.
Mi corrucciai sentendo nuovamente il gusto di sangue.
«Non potevo farti uccidere» disse semplicemente.
Scossi la testa, mi allontanai e cambiai argomento: «Prendi ciò che ti serve, Alice sta arrivando. Sento i suoi pensieri».
Andrea annuì e fece come gli avevo detto. Si diresse verso un piccolo tavolino e prese un mazzo di chiavi, poi mi affiancò. «Ok, possiamo andare».
Uscimmo dalla casa e aspettai che Andrea chiudesse la porta, poi mi diressi con lui verso la macchina di Alice. Era una Porsche 911 turbo giallo canarino, che le aveva regalato Edward.
Mi accomodai nei sedili posteriori, seguita da Andrea.
«Buongiorno, ragazzi» ci salutò la vampira «Il taxi di Alice vi porterà immediatamente a casa Cullen».
Ridemmo.
«Non abbiamo soldi per pagare» la informò Andrea, nel mentre che la Porsche partiva.
«Corsa gratuita, per questa volta» rispose Alice.
«Perfetto» concluse l'umano, con tono scherzoso.
«Non dovevate essere a caccia?» chiesi dopo un attimo.
«Già, ma la visione ci ha interrotti e siamo tornati indietro. Andremo dopo».
«Così mi sento in colpa» disse Andrea «Avete interrotto la caccia per colpa mia».
«Almeno impari a non picchiare la gente quando non puoi» risposi bofonchiando.
«Se non mi fossi scagliato su Jeremy, tu saresti rimasta ferma, immobile e terrorizzata e, ora, non saresti qui».
Alzai gli occhi al cielo.
«Basta. Basta litigare, coppietta innamorata» ci richiamò Alice, sgommando in un sorpasso.
«Siamo arrivati» ridacchiò subito dopo, prendendo la curva stretta con troppa velocità.
Era divertente avere qualcuno che guidasse infrangendo di tanto tutti i limiti. Si arrivava dovunque in poco tempo.
Alice frenò bruscamente nel giardino davanti alla casa, facendo compiere un giro di duecentosettanta gradi alla macchina.
«Carlisle, teoricamente, vi aspetta nel suo studio» continuò Alice.
Entrai in casa seguita da Andrea e lo condussi nello studio di Carlisle, restando in silenzio.
Sorrisi sentendo i pensieri del ragazzo, turbati per la guida della vampira.

It's my lifeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora