Ero lì da quasi un mese, ormai.
Trasformata in lupa ero riuscita a sentire quelli del mio branco, soprattutto Jacob e Seth, e a dirgli che stavo bene.
I Sangue di Lupo erano un po' strani, ma ero intenzionata a conoscerli. Alla fine, una parte di me era come loro, no?
In questo periodo avevo imparato a capirli meglio, ad abituarmi alle loro strane usanze e a scoprire chi era meglio evitare. Non mi sconvolgeva più vedere spesso dei litigi accompagnati da lotte e spargimenti di sangue. Qualsiasi piccolo disguido poteva scatenare ringhi, trasformazioni e risse, che si placavano solo quando qualcuno più forte interveniva.
Derek mi aveva fatto fare il giro di tutto il villaggio, mi aveva insegnato delle parole nella loro lingua -che non aveva un nome- e mi aveva spiegato la gerarchia che intercorreva nel branco. Era stato così difficile capire chi faceva parte di quale gradino, perché tutti avevano dei nomi così strani e difficilissimi da pronunciare o ricordare.
A capo c'erano i due Alpha, Greymark e Keyla. I Sangue di Lupo non facevano distinzioni tra maschi e femmine, entrambi potevano essere Alpha -e questo era dimostrato dalla storia che Greymark mi aveva raccontato su mia mamma-.
Subito al di sotto degli Alpha, c'erano gli Anziani. Essi erano i consiglieri degli Alpha e, ognuno di loro, aveva il compito di controllare un preciso ordine del branco. Sapevo ad esempio che Maxwell, il fratello della Alpha, controllava le Sentinelle.
Gli ordini inferiori agli Anziani erano tutti sullo stesso piano, circa. C'erano gli Esploratori e i Guerrieri. I primi cercavano nuovi territori per trasferire il Branco, oppure controllavano che il territorio dove si erano appena insediati non presentasse minacce; i secondi erano incaricati di affrontare eventuali nemici. Ambedue avevano il compito di cacciare per portare cibo al Branco. Poi c'erano le Sentinelle, che controllavano chi entrava ed usciva dai territori del Branco, avvertendo la presenza di nemici; i Guaritori, gli unici a conoscere i segreti di tutte le piante e delle medicine naturali; infine, i Cuccioli. Erano definiti "cuccioli" tutti quelli che non sapevano trasformarsi o si erano trasformati da meno di sei lune.
Le lune erano il modo per contare i mesi. Ogni volta che si aveva una luna piena o una luna nera, era passato un periodo. Nel periodo della luna crescente, i sensi dei licantropi miglioravano, fino a raggiungere il massimo nella notte di luna piena. Poi diminuivano e, il giorno di luna nera, i Sangue di Lupo erano come degli umani: non avevano i sensi affinati, le ferite non guarivano da sole e non riuscivano a trasformarsi. In realtà, non avevo ancora ben capito il loro "calendario".
«Sei pronta?» chiese Derek.
Mi voltai verso di lui, smettendo di fissare il vuoto davanti a me. «Sì» sorrisi guardandolo.
Indossava dei pantaloni neri e una felpa dello stesso colore. Si passò una mano tra i capelli. «Sei sicura? Possiamo andare da un'altra parte a farlo... da soli...» propose, ma io scossi la testa.
«No. Va bene così. Con tutti» sorrisi.
«Sicura? E se succede qualcosa?».
Mi alzai, sbuffando. «Derek, non succederà nulla. Perché dovrebbe?» chiesi accennando un sorriso, per tranquillizzarlo. Ormai avevo imparato a capirlo: si passava una mano tra i capelli se era ansioso, e iniziava a sudare a guardare in tutte le direzioni, come un animale in trappola.
«Tu non li conosci...».
«È da quasi un mese che sto qui» lo interruppi e notai la sua occhiataccia.
«Non li hai mai visti con la Luna...».
«Mi stanno accettando. Lo hai detto anche tu, no? Vedrai che non succederà nulla».
Derek sospirò e annuì, rassegnato. Poi abbassò lo sguardo sulle sue mani e si irrigidì. «Sta iniziando. Andiamo» disse con tono improvvisamente più serio.
Seguii il suo sguardo e capii.
Dalle maniche della felpa sbucavano quelle "linee nere" che ormai conoscevo bene e che, dal polso, si stavano espandendo lungo tutto il dorso della mano.
«Andiamo» annuii uscendo dalla grotta degli Alpha, dove dormivo anch'io. Mi aveva stupito, e in senso positivo: avevo sempre creduto che le grotte fossero buie, fredde e umide, ma mi sbagliavo! Per essere buia, era buia -a meno che non venisse illuminata-, ed era leggermente umida, ma era in grado di mantenere il calore anche durante le notti più fredde!
Derek mi seguì e affrettò il passo per raggiungermi e afferrare la mia mano. «Chiara» mi chiamò.
Sobbalzai leggermente e mi voltai, sentendomi stranamente arrossire un pochino. «Sì?» chiesi un po' titubante.
«Stammi vicino. Tutta la notte» ordinò «Hurit e Ulrich...» mormorò, ma lo interruppi scuotendo la testa.
«Non mi faranno nulla. Tranquillo».
«Tu non sai com'è la luna piena... Sei tutto lupo e poco uomo... perdi il controllo se non sei bravo. Poi c'è il Morwal... loro non ce l'hanno, ma metti che si manifesti improvvisamente stasera perché abbiamo sfiga e...».
Osservai le sue labbra mentre parlava di cose assolutamente assurde e strane per me e, per un attimo fui tentata di bloccarlo baciandolo, o mettendo una mano sulla sua bocca, o infilandoci una pigna, o qualcosa del genere.
Mi accorsi immediatamente dei miei pensieri, soprattutto del primo, e sobbalzai ricordandomi istantaneamente di Andrea.
Non ebbi tempo di riflettere, però, che un ululato ci richiamò all'ordine.
Derek girò immediatamente la testa nella direzione da cui proveniva il suono. «Andiamo!» esclamò e, nel mentre, lo fissai stupita. I suoi occhi erano gialli e le "linee nere" stavano risalendo sul collo. Era davvero strano. Solitamente lo vedevo così pochi secondi prima di trasformarsi oppure quando litigava con qualcuno e perdeva il controllo.
Sempre tenendo la mia mano -non mi ero accorta che la stava ancora stringendo durante il suo discorso su Hurit e Ulrich- iniziò a correre lungo il sentiero e mi trascinò con lui.
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It's my life
FanfictionPremetto che sarebbe il sequel della trilogia de "I Cullen e i Quileutes", PERÒ non è obbligatorio leggere quelle tre storie per capire questa. I personaggi e i fatti de "I Cullen e i Quileutes" saranno reintrodotti qui ^.~ ...
