Lo yarder ha abbassato lo sguardo su quella stessa mano che così tanto tempo prima aveva provato il tocco di un Hill inoffensivo. Gli prudeva, gli tremava; l'ha appoggiata in grembo, stringendola con l'altra, come se così facendo avesse potuto nasconderla anche in quel momento lontano.
Infatti, proprio mentre si trovavano in quella posizione, senza riuscire a fare null'altro che guardarsi, la porta si era spalancata ed erano entrate una mezza dozzina di persone che con la loro semplice comparsa avevano stravolto l'atmosfera tranquilla e tesa che c'era un attimo prima in quella stanza, sostituendola con un caos totale di schiamazzi, gesti e gestacci. Colti alla sprovvista, i due ragazzi hanno avuto due reazioni molto diverse; Gregory ha sorriso e con nonchalance si è alzato in piedi, mentre Hill si è rabbuiato ed ha incrociato le braccia.
Alla testa del corteo schiamazzante c'era Mycroft, spintonato fino a là da cinque ragazzi della banda; e mentre il primo appariva scontento e impressionato da quanto non gli era potuto sfuggire, gli altri sembravano non essersi mai divertiti così tanto a trattare male un poveraccio qualsiasi.
Come si è trovato nella camera, comunque, Holmes si è staccato dalla massa mantenendo la testa alta, come non avrebbe mai smesso di fare, ed ha appoggiato un pacchetto sul comodino, vicino al cuscino del capobanda.
«Desidero mostrarti quanto mi dispiaccia per come tutto si è concluso ieri, nella speranza che qualcosa possa cambiare nel rapporto che casualmente si è instaurato tra noi. Appena ho saputo che hanno dovuto operarti ho sentito bisogno di farlo».
Joseph era semplicemente basito. Ha spostato uno sguardo attonito dal pacchetto al mittente diverse volte, risolvendosi infine ad abbassare la voce e mormorare un grazie commosso a quel Mycroft così... Innaturale. Con un gesto ha invitato sia lui che Gregory, che nel frattempo era andato a raccogliere le sue cose, ad avvicinarsi al letto per poter parlare loro senza che il resto delle persone presenti li sentisse; e appena li ha avuti entrambi vicini, ha spiegato all'ultimo arrivato cosa fosse appena accaduto, dopodiché ha chiesto al coraggioso vincitore di aiutare Mycroft ad entrare nella banda.
Dopo avergli chiesto come si chiamasse, ovviamente.
Il detective ispettore ha aperto il diario e ha cercato quasi furiosamente il punto giusto della ventina di pagine che quel giorno occupava, improvvisamente bisognoso di rileggere il riassunto "oggettivo" di quel momento: l'immagine di quelle due persone in quell'istante preciso gli sfuggiva, offuscata da tanti momenti successivi e dalle ombre portate dal tempo sui loro volti.
"Mycroft Holmes. Primo anno di giurisprudenza al-"
"Io sono Joseph Hill, chiamami come ti pare. Sono un '62 e... Basta".
Sembrava quasi imbarazzato. È incredibile! Mycroft e Joseph sono incredibili, davvero, ma quest'oggi lo sono stati molto più di sempre. Uno imbarazzato e l'altro inebetito da quella visione, proprio come il sottoscritto.
Spero che la nostra amicizia possa durare, oltreché iniziare per davvero.
Comunque, a quel punto me ne sono andato; Joseph sembra aver capito che sia io che Holmes lo vorremmo "diverso", e da ora dipende tutto solo da lui. Se vorrà, cambierà; e se non lo farà, significa che io esattamente come il mio nuovo amico abbiamo sbagliato completamente a valutarlo. Ne dubito.
Avevo appena superato l'uscio, lasciandomi alle spalle i ragazzi (non dopo averli salutati); che proprio Mycroft mi ha raggiunto. Per fortuna non mi ero ancora messo gli auricolari!
"Gregory", mi ha urlato, "Aspettami!"
Gli ho chiesto se lo aveva accompagnato suo padre, dato che in realtà non ho un'idea concreta di dove sia casa sua (l'unica volta che ci sono stato ero un po' troppo confuso per poter riuscire a farci caso); e la risposta è stata che casa sua si trova a solo un paio di isolati da là. Si è ricordato che il mio motorino è ad aggiustare (anche se non mi sembra di averglielo mai detto espressamente) e così è stato lui a propormi di andare insieme fino alla bici; presa la quale, l'ho praticamente costretto a salire insieme a me, così da potergli ricambiare almeno un passaggio.
Abbiamo parlato un po' seriamente solo quando gli ho permesso di scendere, davanti alla porta di casa sua.
"Ma sei sicuro di volere entrare nella banda?" Gli ho chiesto, e lui non mi è sembrato molto convinto mentre mi rispondeva di sì. "Ti prometto che ti aiuterò. Sei sotto la mia protezione, e credo di non essere più proprio 'l'ultimo', anzi, forse sono anche riuscito a raggiungere... Diciamo, la posizione di Arthur. Entiendes?"
"Entiendo, non preoccuparti" mi ha risposto; ha aspettato qualche attimo, forse per elaborare la frase, e poi ha aggiunto: "Dovrai farmi un corso completo, però". Ci siamo dati appuntamento a mercoledì pomeriggio, dopodomani, perché dato che giovedì è il giorno in cui il gruppo si riunisce di preferenza, potrà già venire anche lui. Quello sarà il giorno della svolta; e devo ammettere che avere il timone in mano, in questo momento, è proprio un grande privilegio per me.
Era stata proprio una svolta, quel giovedì. Ma non solo per Mycroft - per tutti, e Greg non ne era stato affatto escluso.
STAI LEGGENDO
Orfano e ateo || Mystrade ||
FanfictionIl passato non passa, non passa mai. Ritorna a stravolgere e a cambiare quello a cui esso stesso ha fornito le basi, e talvolta con conseguenze positive; talaltra, distruggendo e rovinando tutto. Chi può dire da cosa dipenda? «So cosa stai pensando...
