Diana's Pov
"Ecco qui, sei stupenda" esulta Bella porgendomi uno specchio. Scuto la testa.
"Aprezzo il tuo sforzo, davvero, ma..."
"Sei perfetta." scuoto la testa.
"Che ore sono?" chiedo
"Le otto meno cinque" Bella mi saluta augurandomi buona fortuna.
Mi finisco di preparare in fretta e furia prima che suoni il campanello.
"MAMMA, MICHAEL ESCOO" annuncio prima di aprire la porta.
"Sei bellissima" mi dice Ash baciandomi una guancia.
"Oh ciao Ashton. Tratta bene mia sorella" lo mette improvvisamente in guardia Mike. Ridacchio e gli bacio una guancia prima di uscire di casa.
"Dove mi porti?" chiedo curiosa.
"Sará un viaggio un po' lungo ma ne vale la pena." dice sicuro. Mi fa accomodare in auto, mettendo poi in moto.
Regna un silenzio imbarazzante per la maggior parte del tragitto.
"Eccoci qui!" annucia dopo quasi un'ora.
Mi affaccio dal finestrino, vedendo il fiume Tamigi. Quando scendiamo dall'auto, piove ma sfortunatamente non abbiamo ombrelli con noi. Ash mi prende una mano e incominciamo a camminare.
"Che ne dici...di andare in un bar e aspettare che smetta di piovere?" propone.
"Trovo sia una bella idea" mi sorride. Entriamo in un locale poco affollato. Ci sediamo su un tavolino appartato. Dopo poco, una ragazza, viene a prendere le nostre ordinazioni.
"Cosa volete?" chiede annoiata.
"Beh, visto che fa freddo, direi che un the caldo va bene." dice Ashton.
"Si, anche per me" aggiungo. La cameriera annuisce, lasciandoci poi soli. Inizialmente nessuno dei due sa cosa dire e la situazione è abbastanza imbarazzante.
"Emh...come stai Diana?" chiede esitante. Scrollo le spalle. Non mi sono ancora ripresa dall'esperienza di oggi. Cerco di cambiare discorso.
"È bello qui" dico.
"Quelli che ho visto sulle tue braccia...te li sei procurati tu?" lo guardo triste.
"Ash ti prego..."
"Diana...vorrei che ti fidassi di me."
"Non mi fido più di nessuno Ashton." Abbassa lo sguardo.
"Hai ragione...scusa"
"Non importa" ci vengono servite le nostre bevande che consumiamo in religioso silenzio. "Sono preoccupato per mia sorella" sbotta d'un tratto. Lo guardo interrogativa
"Cosa è successo a tua sorella?"
"Si comporta...da ragazza facile. Continua a guardare tuo fratello e l'altra notte l'ho trovata con un ragazzo. In più ha una cotta per Hemmings ed è stata a letto con Jonas molte volte" spalanco la bocca.
"Ma...è una brava ragazza" cerco di fargli cambiare idea.
"No, non credo lo sia." Rimurgino sulle nuove informazioni.
"Ehi ha smesso di piovere" esulta poco dopo, interrompendo i miei pensieri. Sorrido e lasciamo il bar. Camminiamo per il lungofiume, dopo un po' di esitazione mi afferra la mano. Il suo tocco è rassicurante. Parliamo di cosa semplici, come se avessimo tutto il tempo del mondo finchè non rincomincia a piovere.
"Non è possibile!" urla arrabbiato Ash alzando le braccia al cielo. Rido per il suo buffo comportamento. Inaspettatamente mi stringe al suo petto, alzandomi il mento
"Cos'hai da ridere Diana?" chiede cercando di rimanere serio. Scuoto la testa, sorridendo.
"Hai passato una buona serata?" chiede lentamente. Annuisco.
"Non parli più? Te l'ha mangiata il gatto, la lingua?" Scuoto la testa, reggendogli il gioco.
"Bah, sará meglio verifichi" aggiunge baciandomi. La pioggia scorre sui nostri corpi, ma a noi non importa.
"Mai sognato un bacio sotto la pioggia?" Sì, ma con la persona che amo. Annuisco.
"Ho verificato che la lingua ce l'hai, non imbrogliarmi!" scherza
"Ashton!" lo richiamo ridendo. Mi guarda dolce. Ma non come un ragazzo guarda la ragazza che ama. Mi guarda con affetto, quasi fraterno. Mi riafferra la mano.
"Ti riporto a casa, o tuo fratello potrebbe pensare male" dice ammiccando.
Luke's Pov
Flashback
È strano tornare a scuola sapendo di non avere più il mio migliore amico vicino. Arrivato, tutti mi guardano con compassione. Io non reggo più. Non ce la faccio. Solo alla prima ora di lezione, esco correndo dalla classe. Mi manca incredibilmente tanto e vederlo morire ha ucciso tutto quello che di buono c'era in me. Lui è lontano. Hanno portato il suo cadavere alla lontana Londra. Fuori da scuola trovo un ragazzo, probabilmente di qualche anno più piccolo di me. Mi avvicino a lui.
"Dimmi perchè è morto? Perchè hanno ucciso lui e non me? Perchè?" Urlo, sembrando probabilmente pazzo. Il ragazzo mi guarda spaventato.
"Io...non lo so..." dice confuso.
"Perchè!" urlo ancora spintonandolo. Le lacrime iniziano a scendere, dopo una mancanza di una settimana. Inizio a picchiarlo, tirandogli pugni con forza che non avevo mai pensato di avere. Traggo soddisfazione nella sua sofferenza che in qualche modo mi consola. Quando mi allontano, mi sento un mostro. Devo andarmene da qui, troppi ricordi.
"Mamma voglio andare a Londra." affermo duro e convinto.
"Ok ma perchè Lukey?" chiede sorpresa.
"Voglio andare da Calum e andarmene da qui."
"Ma Calum è...ok Luke." sospira arresa.
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Faccia d'Angelo || Luke Hemmings
Fanfiction"Nessuno è normale Luke. Siamo tutti pazzi che cercano un equilibrio." "Ma non tutti riescono a trovarlo." aggiungo. "Non tutti riescono a trovarlo. Ma tu si,tu si Luke. Ti aiuterò io, se necessario"
