29 passato

90 3 0
                                        

Evelyn pov's

"Jason?!" domando al ragazzo di fronte a me prima di gettarmi tra le sue braccia. "Che ci fai qui?" gli domando presa da un'euforia improvvisa. "Bhe ho pensato di venire a trovarti. Alla fine se ti sei dovuta trasferire non era mica colpa tua. Per cui sono venuto per passare del tempo insieme come i vecchi tempi." mi comunica ed io straripo ancora più di gioia.

Io e Jason siamo amici di infanzia ed effettivamente non siamo mai stati così distanti come negli ultimi tempi. Appena trasferita ci scrivavamo molto, poi tra scuola e impegni vari abbiamo perso i contatti, senza contare il fatto che il giorno prima di partire abbiamo pesantemente litigato. Ma sono sicura che ci sia un altro motivo che lo ha spinto a venire fin qui.

"Sisi e poi che altro sei venuto a fare?" lo conosco troppo bene ormai. "Non posso semplicemente venire a trovare la mia più grande migliore amica?" ma dopo una mia occhiata torva, confessa. "Si ok non sei solo tu il motivo del mio viaggio. Sono venuto anche per la mia ragazza, si chiama Jessica. Ma avremo tempo per parlarne. Piuttosto tu devi dirmi una cosa?!" mi rivolge un sorrisino beffardo ma prima che io possa rispondergli un finto colpo di tosse mi ricorda la presenza di un'altra persona.

"Si... Ehm lui è..." sono indecisa su come definirlo così mi precede "Kevin Hardwood il fidanzato di Evelyn" marca molto bene la parola fidanzato come se il nuovo arrivato potesse portarmi via da un momento all'altro.

I due si scambiano un' occhiata di fuoco finchè il mio amico afferma "non era a questo che mi riferivo... Ma siamo stati interrotti" e gli rivolge un'altra occhiataccia. Appoggia le sue mani sulla mia pancia e sorridendomi aggiunge "ma a questo! Ancora non ci credo mi hai reso zio e non mi dici niente" mi abbraccia affettuosamente. Nel mentre vedo Kevin allontanarsi, deve sentirsi in un certo senso messo da parte e mi dispiace. Però deve anche capire che il mondo non gira attorno a lui.

Passiamo il resto del pomeriggio insieme ridendo e ricordando i vecchi tempi. Ho pensato anche a Kevin, mi sento in colpa. Anche se non ho fatto nulla di male. Alla fine abbiamo deciso di uscire a cena insieme invitando i rispettivi fidanzati. Spero che accetti, senza avere musi lunghi o scoppiando in litigate infinite.

Stranamente accetta subito il mio invito e non posso essere più sollevata. La prima ad arrivare davanti al ristorante, dopo di noi, è la sua ragazza. È abbastanza alta, ha dei tacchi a spillo, una bellezza magnetica accentuata del trucco e dal colore degli occhi, blu oceano.
Indossa un abito rosso corallo con uno spacco piuttosto profondo. Mi sento ridicola con solo un paio di jeans e un maglia pre-maman. Fortunatamente arriva anche il mio cavaliere con in mano... Un giglio tigrato, bianco e rosa. Sono stupita ma anche confortata da questo suo gesto. "Scusa sono stato un'idiota" mi sussurra all'orecchio prima di consegnarmi il fiore e lasciarmi un dolce bacio sulle labbra, che io replico forse con un troppa enfasi. Visto che mi ferma lui ridacchiando "dopo principessa... Dopo" mi volto imbarazza pronta ad entrare finalmente nel ristorante quando noto Jason che si sta trattenendo a stento dal ridere. "Idiota" gli urlo contro e finalmente si abbandona in una risata che ben presto contagia tutti.

Kevin pov's

Ci sistemano in un tavolo leggermente più appartato dagli altri. Solo ora riconosco la ragazza che siede al fianco di Jason. È la stessa che si è presentata davanti a me oggi a scuola prima della visita. È la stessa che mi ha distrutto parecchi anni fa, che mi ha portato sulla cattiva strada. Che mi ha reso quell'essere viscido e peccaminoso.

"Ciao Kevin, ci si rivede" afferma l'interessata. Evy mi rivolge un'occhiata interrogativa mentre mastica un pezzo di carne. "Vi conoscete?" domanda il ragazzo, con finta sorpresa.
"Oh si siamo stati tanti anni insieme. Poi ci siamo lasciati e lui ne ha fatto una malattia. Ma eravamo piccoli perciò comunque non sarebbe durata" Conclude mentre si sistema il vestito, mettendo in mostra il seno. Ma non si vergogna mi domando.

"Piuttosto parliamo di questa creatura che deve nascere. È stata voluta o è stato un errore" chiede il ragazzo forse a disagio.

Sembra invece molto interessato alla nostra vita privata, ma dico io i cavoli suoi? Il bello è che Evy lo asseconda pure. "Nono è capitata, frutto di un piano di un'arpia che non ti dico. Ora definirlo errore mi sembra eccessivo." termina la mia ragazza. "Sai perchè quando stavamo insieme parlavi spesso di figli, quindi niente mi domandavo appunto se fosse stato voluto o meno" chiede nuovamente il ficcanaso.

Frena frena, sono stati fidanzati credevo solo ottimi amici. Quindi potrebbe di nuovo volerla. No lei è mia. Preso da un impeto di gelosia estrema la bacio con passione. Ma lei mi allontana quasi infastidita e sul volto di quel demente si dipinge un ghigno soddisfatto. Devo trovare un modo per portarla via.

Fingo di allontanarmi per una telefonata da parte di mia madre, dopo poco ricompaio davanti al tavolo "Mia madre vorrebbe mostrarti delle cose che ha comprato per il bebè" 

Che cosa stupida! Per forza che mi risponde "Le vedrò domani, tanto non c'è fretta!" Subito si piega leggermente in avanti camuffando una smorfia di dolore. Per tranquillizzare quello squilibrato che le è corso subito in soccorso allarmato, afferma "tranquillo è solo la piccola che si fa sentire" sorride a quel delinque che ovviamente ricambia subito il gesto. 

Gli accarezza il ventre quasi con fare paterno, ma chi si crede di essere. Subito i calci della piccola riprendono e più forti di prima. Lo noto oltre che dal viso di Evy anche dal leggero tremolio della pancia. Gli allontana l'arto e quasi si scusa per la reazione della creatura. 

Decido di far sentire anche la mia presenza a mia figlia. Che strano dirlo. Poco volte le ho accarezzato l'addome e questo mi ricorda ancora quanto sia inadatto a ricoprire il ruolo di genitore.

Cerco di combattere i miei demoni ma sta diventando sempre più difficile tenermi tutto dentro. Spesso di notte esco di casa e faccio qualche giro dell'isolato per cercare di calmarmi. A risvegliarmi da questi pensieri è una specie di tocco. Abbasso lo sguardo e noto la sagoma di una manina. "Ciao piccolina" Le sussurro stranamente contento. E' come se mi riconoscesse e accettasse. A quel punto compare anche la seconda manina e io sorrido come un ebete. 

"Già stravede per te!" Afferma la mia anima gemella. Ha gli occhi lucidi, si è commossa. "Ti amo" Le bisbiglio prima di riportare la mia attenzione su questa ottima carne grigliata.    

Painful LoveLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora