capitolo 17

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Arrivai sulle scalinate e vidi Allison e Lydia che cercavano di attirare la mia attenzione per farmi sedere vicino a loro. Feci un profondo respiro e mi incamminai verso di loro con un finto sorriso sulla faccia.
<<Ehi, ma dove eri finita?>> Esordì Allison appena mi sedetti.
Io mi schiarii la voce e con un tono abbastanza neutro risposi.
<<Ma niente, mia madre mi aveva chiamata.>> Inventai sul momento. Per un'attimo pensai che ci fossero cascate, visto che Allison annuiva, ma poi mi guardò in modo strano, non capivo il perché, il suo non era uno sguardo come per dire: "so che menti dimmelo"...no, il suo sguardo sembrava ferito in qualche modo. Abbassò la testa con occhi lucidi verso il campo, e fissava Scott...no no no, non dirmi che l'ha capito...ma, come poi? Mentre mi scervellavo per capire cosa le fosse preso, sentii una mano picchiettarmi su una spalla, mi girai verso destra e vidi Lydia avvicinarsi al mio orecchio.
<<Hai il rossetto leggermente sbavato.>> Io impallidii...cavolo no!
Cominciai a strofinarmi le dita sulle labbra in preda al panico, e se Allison lo avesse capito dal rossetto? Io e Scott siamo entrati nello stesso momento in campo...cavolo cavolo no!!!
<<Allison io...>> Fui interrotta dalle urla del Coach e dei ragazzi. Entrambe ci girammo verso il campo e vedemmo Danny contorcersi dal dolore, senza pensarci un attimo, corsi giù dagli spalti e mi precipitai in campo. Scansai a forza tutti i ragazzi che mi separavano da Danny, quando me lo ritrovai davanti, mi chinai su di lui cercando di capire cosa gli fosse successo e cosa gli faceva male.
<<MCCALL! MA DICO, SEI DIVENTATO PAZZO?! RAZZA DI IDIOTA! SPARISCI, SUBITO!>> Sbraitò il Coach. Quindi era stato Scott? Io lo uccido!
Riportai la mia attenzione al ragazzo steso per terra.
<<Danny, dove ti fa male?>> Lui non mi rispose ma mi indicò semplicemente il braccio sinistro e il naso grondante di sangue.
<<Cavolo...>> Sussurrai.
<<...qualcuno chiami un'ambulanza! Penso che si sia rotto un braccio.>> Feci notare al Coach che nel frattempo era riuscito a raggiungerci.
<<Va bene...e ora, andatevene, tutti! Non c'è niente da vedere!>> Ordinò ai ragazzi che si erano riuniti intorno a noi. Poi rivolgendosi a me con un tono più dolce mi disse: <<Grazie signorina Anderson, vada anche lei.>> Annuii e, lanciando un ultimo sguardo al mio migliore amico, mi alzai e mi diressi verso Allison e Lydia, che erano rimaste in piedi a bordo campo, senza avvicinarsi troppo.
<<Allora che è successo?>> Chiese in ansia Allison.
<<Scott gli è andato addosso, e non con leggerezza. Gli ha rotto un braccio e il naso...>> Notai che quando nominai Scott, abbassò lo sguardo. Dovevo parlarle.
Guardai Lydia e le feci cenno di andare, l'avremmo raggiunta più tardi, lei stranamente fece come le avevo chiesto, doveva aver capito la situazione.
<<Allison, so che ha capito qualcosa...>> Non sapevo da dove cominciare. Lei sollevò lo sguardo e mi rivolse tutta la sua attenzione.
<<Megan, io penso di aver capito che tu prima di venire qui, ti sei baciata Scott. Il ragazzo che amo! Quando solo stamattina ti ho detto che ci siamo lasciati e che ci sto male!>> Alzò la voce man mano che continuava a parlare. Ero mortificata, cercai di spiegarle visto che era visibilmente arrabbiata con me.
<<Alli io non l'ho baciato, lui ha baciato me!>> Lei sembrò non crederci, ma quando la guardai con occhi lucidi capì che non le stavo mentendo.
<<C...cosa?>>
<<Ti spiego. Stavo venendo qui quando sentii qualcuno che mi trascinava nell'ufficio del Coach, mi accorsi che era solo Scott, pensai che era il momento perfetto per parlare di quello che sta succedendo e scoprire qualcosa, ma lui si comportava in modo strano...si avvicinava sempre di più a me con uno sguardo inquietante, stavo parlando quando lui mi interruppe baciandomi. Io l'ho spinto subito via e per poco non gli diedi uno schiaffo. Lui sembrò accorgersi di quello che aveva fatto e cominciò a chiedermi scusa. Fine della storia, io non stavo cercando di rubare il ragazzo che ami!>> Ripresi fiato perché dissi tutto questo senza smettere un secondo di parlare. Lei, che non aveva smesso un secondo di fissarmi, mi abbracciò stretta, non mi aspettavo una reazione così da parte sua...pensavo che ce l'avesse con me.
<<Scusami se ti ho attaccata non sapendo cosa è successo realmente...solo che quando ho capito che vi eravate baciati, sono andata fuori di testa.>> Parlò ancora attaccata a me, un sorriso spuntò da solo sul mio volto, ero così felice di non litigare con la mia migliore amica.
<<Ti capisco, anche io avrei reagito così. L'importante è che ci siamo chiarite e che tu non mi uccida scoccando una freccia.>> Risi ripensando a quando mi disse che lei è molto brava con arco e frecce, lei rise con me e ci staccammo.
<<Beh, non esattamente, prima (se proprio ti odio) ti rapirei e ti torturerei. Poi ti ucciderei.>> Io feci finta di essere spaventata e lei scoppiò a ridere più forte di prima.
<<Certo che sei proprio spietata.>>
<<Si, ma fortunatamente non ti odio, anzi, ti voglio bene, quindi non devi temere. Ti proteggerò.>> L'abbracciai ancora e sussurrai.
<<Ti voglio bene anch'io Alli.>> Lei mi sorrise, dopodiché tornammo dentro la scuola.

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