PREMESSA: volevo fare un altro collage ma l'app oggi è stronza e non mi fa usare le cornici speciali 😒😒. Detto questo, BUONA LETTURA!!! 😘😘
Ringraziò mentalmente l'anniversario della fondazione della sua scuola, non sarebbe riuscita a sopportare una giornata di lezioni dopo quello che era successo il giorno prima. La gara che aveva vinto, Shawn e Kate che si baciavano davanti a lei come due innamorati, Andreas ancora in mezzo alle palle... e quel misterioso iPod che Shawn le aveva dato prima di andarsene. Aveva fatto un piccolo festeggiamento con sua mamma che era a dir poco in visibilio e fiera di sua figlia, non aveva smesso per un solo attimo di dirle che era la luce dei suoi occhi, che era fiera di lei e che sarebbe andata lontano. Quella mattina, siccome si era ricordata quanto Mika ci fosse rimasto male per i mancati festeggiamenti, aveva chiamato il suo ragazzo, si sarebbero visti verso sera per organizzarsi, magari anche con tutta la famiglia Penniman, ma quello era ancora in forse. Per il resto le ore trascorsero tranquille, o meglio, non proprio tranquille visto che il vecchio iPod continuava a fissare Luna, era come se le dicesse 'Prendimi e portami nel parco, devo dirti delle cose importanti'. Per l'agitazione mangiò poco o niente a pranzo, lavò velocemente le stoviglie e corse in camera a prendere l'iPod e un paio di scarpe. Recuperò anche la giacca e quasi corse verso il parco. Non sapeva come mai, ma si ricordava perfettamente l'albero dove aveva visto Shawn suonare per la prima volta, ricordava come il suono della chitarra e la sua voce l'avessero ipnotizzata per qualche secondo. 'Che diamine mi succede?' si domandò mentre si dirigeva verso l'albero, per fortuna non c'era quasi nessuno in giro, il tempo un po' incerto faceva passare la voglia di stare all'aperto anche solo per passeggiare. Luna si mise comoda contro il tronco, frugò tra le ampie tasche della giacca e tirò fuori quell'oggetto così prezioso con le mani tremanti. Per non essere disturbata si infilò entrambe le cuffiette, ora sì che era pronta ad ascoltare la voce di Shawn.
In quei 4 minuti le passò davanti tutto quello che aveva passato Shawn da quando le aveva rivolto la parola: la mora si sentì un completo mostro, una persona orribile. Come aveva potuto illuderlo così, baciandolo due volte per poi tornare da Mika? Come aveva potuto metterlo in pericolo facendolo accoltellare? Le lacrime scendevano copiose, si sentiva uno schifo ad ammetterlo, ma forse tutto quello che aveva sentito il giorno prima era amore, sì, lei era innamorata di Shawn, ma ormai non poteva più farci nulla. Senza smettere di piangere tolse gli auricolari e recuperò il telefono. Ora più che mai voleva vederlo, voleva parlare con lui. Lo chiamò e la risposta non tardò ad arrivare. "Ciao Luna" "S...Shawn" singhiozzò lei "Possiamo vederci? Ho.... ho ascoltato quello che avevi da dirmi". Silenzio dall'altra parte, poi il ragazzo disse: "Se stai piangendo vuol dire che hai capito il messaggio, e mi fa molto piacere. Ti aspetto in piazza tra mezz'ora". Chiuse la chiamata. Luna non perse tempo, si alzò dal prato e col cuore a mille iniziò a camminare verso la piazza. Era appena uscita dal parco, quando le arrivò un messaggio. Sua madre. "Vieni a casa. È urgente". Per un attimo la ragazza ebbe una sensazione di déja-vu, si bloccò in mezzo al marciapiede e girò i tacchi. Sperava che Shawn avrebbe capito, leggeva in quel messaggio una tensione estrema, come se una notizia importante stesse per arrivare.
Quando arrivò davanti a casa sua si stupì di vedere la macchina di Roby parcheggiata poco lontano. 'Vuoi vedere che hanno sbagliato con la premiazione e Roby è venuto per darmi la brutta notizia senza che la prenda troppo male?' si disse Luna mentre entrava. L'atmosfera tesa che la accolse all'ingresso sembrava confermare i suoi sospetti, in realtà si trattava di tutt'altro. "Ah per fortuna sei arrivata" disse Sabina andandole incontro. "Sisi mamma sono qui ma... che succede?" domandò la ragazza stupita, soprattutto perché vide il suo insegnante di pattinaggio seduto su uno dei divani in salotto. "Roby cosa..." "Luna, è meglio che ti siedi io... è una cosa importantissima che avresti dovuto sapere molto prima" 'Ok, sicuramente non c'entra la gara di ieri' concluse lei sentendo l'ansia aumentarle dentro, quasi come il letto di un fiume che si ingrossa durante una tempesta. Sentì il cuore accelerare i battiti quando vide sua madre sedersi praticamente vicino a Roby. "Ok, o mi dite che cazzo sta succedendo o faccio una strage non sopporto questa tensione!" sbottò ad un certo punto Luna, stanca di tutto quel mistero. "È che.... è un po' complicato..." "Dai mamma, ti prego sto impazzendo da quando mi hai mandato quel messaggio sto immaginando il peggio!" commentò Luna sempre più in ansia. Vide la donna sospirare, quasi stesse cercando da qualche parte le forze. "E va bene, Luna.... tuo... tuo padre..." "Mio padre cosa?? Mamma cazzo parla!!". Ormai la mora era sul punto di scoppiare in un attacco di isteria. "Lou Verras non è tuo padre!!!". Luna rimase per un attimo spiazzata, e si sentì quasi svenire quando sentì le parole di Roby: "Sono io, Luna.... io sono il tuo vero padre". Nella sua testa regnava il caos totale.... Roby, il suo insegnante di pattinaggio, il suo secondo padre come lo chiamava lei, era.... suo padre??? Siccome non diceva nulla Sabina disse sull'orlo delle lacrime: "Lo so, posso immaginare lo shock, ma prima di fare o dire qualsiasi cosa ascolta almeno come sono andate le cose". Luna praticamente cadde a peso morto sul divano, non sapeva davvero come comportarsi. Riuscì solo a dire: "Ok" con un tono passivo. Vide Roby (non riusciva a identificarlo come suo padre) prendere una mano a sua madre, che ora cercava veramente la forza per raccontarle tutto quanto.
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Io e te. Sole e luna
FanfictionLa vita di Luna sembrava una cosa normale, finché nella sua scuola non arriva Michael Penniman, meglio conosciuto come Mika. Ragazzo bellissimo ma molto riservato, Mika sembra nascondere un segreto, un segreto che Luna vuole scoprire. A poco a poco...
