Ritorno a casa

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Kyoung's pov

Dopo che ho aiutato Yoyo a rialzarsi da terra siamo ritornati a casa.
Per tutto il tempo Yoyo è stata in silenzio, separata appositamente da Taeh di parecchio, perché io e Jimin eravamo tra di loro.
Un po' mi dispiace che Taeh abbia fatto quel che ha fatto per poi andarsene via senza dire una parola, ma secondo me è per il puro fatto che anche lui non sapeva come reagire.
Spero tanto che si dia una svegliata e che si faccia avanti definitivamente così che qualcosa possa finalmente evolversi tra loro.
Conosco da un sacco di tempo Yoyo, e ho sempre pensato che i loro caratteri e tutto il resto fossero davvero compatibili.
Nell'ultimo quarto d'ora prima di arrivare in casa non ho potuto comunque non notare che Jimin era un po' "preso" dal momento, dato che non faceva altro che strusciare la sua mano sulla mia coscia, o stuzzicarmi con baci sfuggenti nel collo per non farsi beccare dagli altri. La cosa però mica mi dispiace!!!
Alla fine abbiamo, come coppia, già fatto le nostre esperienze, ma ogni volta che capitiamo in una certa situazione è come se fosse sempre la prima volta. In più sono passati un po' di giorni dall'ultimo nostro contatto intimo, quindi ci può stare.
Una volta arrivati a casa scendiamo tutti dall'auto, e Jimin mi prende la mano intrecciando le nostre dita.
-Ti va di passare del tempo insieme? Non resisto più- mi sussurra all'orecchio in attesa che Nam apra la porta d'ingresso.
Mi giro e gli sorrido caldamente, e questo credo che basti per fargli capire che acconsento alla cosa.
Entriamo finalmente tutti: Yoongi si stende sul divano insieme a Taeh, Nam e Jin vanno verso la cucina mentre Kookie entra nel bagno di servizio. Hobi sale al piano di sopra così come Yoyo, e adesso tocca a noi due prendere una via.
-Ragazzi noi andiamo su, per favore potreste non disturbare?- chiede Jimin in modo forse troppo diretto.
In risposta infatti gli do una pacca sulla spalla mentre i suoi compagni semplicemente acconsentono alla cosa, ma io arrossisco comunque.
-Dai smettila con tutto questo arrossire, tra poco tanto urlerai chiamandomi "daddy"-
-MA LA VUOI SMETTERE????- quasi gli urlo io mentre ormai siamo di fronte alla porta della sua stanza
-Ma smettila tu stupida- e così mi bacia in modo subito poco casto. Si sente che ci siamo mancati, che volevamo ancora avere questi momenti intensi consumati dal nostro amore.
-Per una settimana non abbiamo avuto un secondo per noi, quindi lascia che tu sia intensamente mia questa volta- mi dice sensualmente tra un bacio e l'altro, e io sto già ansimando.
Sapevo benissimo già da quando eravamo nel campo da basket che oggi non ci sarebbe andato leggero con me, ma io non mi lamento. Alla fine siamo rimasti esattamente una settimana senza dedicarci attenzioni ben precise, e devo ammettere che anche io ne stavo iniziando a soffrire.
Il nostro folle bacio bagnato continua, e l'unica cosa che si sente è lo schiocco delle nostre labbra.
Mi conduce nel letto, ma invece di far sdraiare me lui ci si siede semplicemente, afferrando poi con grande avidità le mie cosce, per poi adagiarle sulle sue gambe, e strizzandole con molta bramosia.
Continuo ad ansimare, così come fa lui.
Inevitabilmente poi, per una azione totalmente accidentale del mio bacino contro il suo, le nostre intimità sono praticamente in completa frizione tra loro.
Lui geme contro questa mia attenzione, e non fa che aumentare la presa che ha sui miei fianchi, iniziando poi a mordere il mio labbro inferiore, per poi leccarlo.
-Vuoi proprio andare sul pesante eh?-
-Come vuoi tu... daddy- e a quella mia accentuata parola i suoi occhi è come se si illuminassero, una luce di pieno desiderio, purché non sia solo quello.
Dalla tortura alle mie labbra passa al mio collo, alle mie clavicole, spogliandomi piano piano dei miei indumenti, così come faccio io con lui.
Alla fine rimaniamo solo in intimo, mangiandoci e studiandoci completamente con gli occhi.
Anche io comunque mi permetto di torturarlo un pochino, andando ad appoggiare umidi baci vicino alla vena del suo collo perfetto, per poi passarci leggermente la mia lingua.
-Adesso basta- dice scaraventandomi in modo molto veloce sul morbido materasso, e a quel suo gesto rispondo solo con un furbo sorriso
-Altro che sorridere, ti farò fare ben altro-
-Sei tutta chiacchiera- dico io sapendo perfettamente che questo è del tutto falso, ma mi diverto a stuzzicarlo un po'.
Mi guarda dritta negli occhi alzando un sopracciglio, per poi spogliarmi degli ultimi indumenti rimasti con grande voracità, per poi bagnare la mia intimità con la sua stessa saliva, inserendo due delle sue dita.
A quel contatto così diretto inarco la schiena, anche per avere un maggior contatto, perché è fin troppo lento, e lo fa apposta
-Ti... ti prego-
-Cosa piccola? Non ho capito-
-Ti prego daddy-
Inizio a gemere di più una volta che lui ha aumentato la velocità.
Dopo un po' inizio a sentire una strana pressione, che mi fa capire probabilmente che sto arrivando al mio limite, ma lui ovviamente non mi lascia finire perché sfila le sue dita, per poi sostituirle con la sua intimità, andando subito a fondo.
D'istinto allaccio le mie braccia intorno al suo collo, mentre con le mani gli massaggio i morbidi capelli rossi che si ritrova, notando che delle goccioline di sudore sono già depositate sul suo viso, ed è una vista davvero troppo sexy.
Presi dal nostro momento e dalle sue forti spinte ci lasciamo consumare dai gemiti, cercando comunque di farli morire tra i nostri baci, anche se invano.
-ora facciamo una cosa "nuova"- dice lui a un tratto, ma non capisco esattamente cosa voglia dire.
Fatto sta che mi prende di peso e la situazione ora è completamente ribaltata: lui è sotto di me, quindi ho io in mano le redini adesso, o almeno di questo ero convinta.
-Ti concedo 30 secondi per dominarmi, dopodiché prega- non lascio ovviamente sprecare troppo tempo che svolgo il giusto lavoro, al quale lui reagisce piuttosto bene grazie ai gemiti che escono dalla sua bocca.
Ma neanche il tempo di inchinarmi per baciarlo che sento le mie gambe essere supportate dalle sue mani nella parte inferiore, lasciando spazio a Jimin per poter muovere il suo bacino verso di me, cosa che mi manda completamente in estasi.
Mi tappo la bocca per cercare di fare un po' meno rumore, perché sennò mi sentirebbero fin dall'altra parte del mondo.
Ed è qui che raggiungo il mio limite, sudata e presa dall'eccessiva velocità dei battiti del mio cuore. Non esiste ancora parola per descrivere quello che ho appena vissuto.
Anche Jimin ovviamente ha superato il suo limite, riversandosi dentro di me, ma alla fine niente pericolo. Grazie pillola.
Ci separiamo e rimaniamo a fissarci per secondi che sembrano interminabili.
-Ti amo così tanto...- dice lui con una sincerità che, a dirla tutta, mi ha stupita
-Anche io non sai quanto- ci lasciamo casti baci, finché lui si alza a recuperare una maglietta oversize dal suo armadio
-Mettila, non si sa mai- e dicendo questo si infila boxer puliti, e gli stanno da Dio.
Per fortuna ha avuto ragione per la storia della maglietta, perché poco dopo Taeh apre la porta senza bussare un minimo
-Vi siete divertiti? No perché se volevate farlo sapere apposta ci siete riusciti. Sembravate dei conigli in calore-
-Taeh cavolo ma te ne vuoi andare?- chiede Jimin leggermente scocciato, ma una volta che Taeh chiude la porta non possiamo non ridere di gusto per la faccia che aveva.

Due settimane tra i BTS Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora