Ib si guardò intorno dopo essersi sciacquata il viso con l'acqua del lavandino. Si stava preoccupando per niente: era solo una mostra, niente di più, doveva stare calma. I quadri non potevano prendere vita e le statue non scendevano dai loro piedistalli; tutto quello che aveva visto non c'era mai stato realmente e non ci sarebbe stato mai più! Si era trattato solo di un brutto sogno, anche se tremendamente reale. Aveva avuto paura di quelle cose e aveva provato a farsele amiche cercando di conoscerle meglio. Pensava che avesse funzionato, pensava di aver superato la paura, finalmente... Ma si era sbagliata. Una volta arrivata lì si era resa conto di quanto fosse lontana dall'essere "amica" di quelle creature, quanto la odiassero per essere scappata da quel mondo in cui erano imprigionate. E perché avrebbero dovuto odiarla? Erano frutto della sua immaginazione, no? Ma erano allucinazioni reali, facevano male, facevano paura, e una volta di fronte a loro Ib si sentiva impotente.
Già, Ib aveva cercato di dimenticare, aveva cercato di andare avanti senza badare a ciò che era successo nel Mondo di Guertena, ma ogni cosa attorno a lei le aveva sempre ricordato quegli eventi. Aveva cercato di convincersi che si fosse trattato solo di un incubo, ma ormai quella bugia vacillava nella sua mente, non era più abbastanza. Le servivano prove concrete che quello che era accaduto fosse falso, e che non sarebbe accaduto più; per questo doveva uscire da quel bagno e affrontare quei mostri della sua mente e dimostrar loro di essere più forte!
Ib annuì vigorosamente fissando i propri occhi rossi nello specchio e si girò verso la porta. Sono pronta. Disse nella sua mente mettendo la mano sul pomello. Inspirò a fondo e il suo sguardo finì per posarsi su quel pomello in ottone che stava stringendo con forza eccessiva. Un pomello? Ma prima alla porta c'era una semplice maniglia, non un pomello in ottone così raffinato. Mentre un dubbio assaliva la sua mente, la ragazza tirava involontariamente il pomello, aprendo la porta e scoprendo che il corridoio fuori di esso era cambiato.
Ib fece un piccolo passo fuori dal bagno e si guardò intorno nel buio corridoio apparentemente senza fine. Guardò a destra e poi a sinistra, non riusciva a vedere niente nell'oscurità. Si voltò verso la porta che aveva lasciato aperta dietro di sé nella speranza di poter tornare a rifugiarsi nel bagno, ma le si mostrò una orribile visione: la porta non c'era più lì. La parete era liscia e immacolata, di un colore rosso scuro che Ib non aveva visto da nessuna parte nella mostra.
Il cuore di Ib cominciò a battere con più forza. No... Si avvicinò al muro alzando le mani e tastandolo delicatamente, cercando di trovare almeno una traccia di quella porta da cui era uscita. No... Quella sillaba continuava a risuonare nella sua mente all'infinito, forse con l'intento di convincere Ib di stare sognando. Sbatté i palmi sulla parete, producendo uno scroscio e si sentì persa quando sentì solo un solido muro rispondere ai suoi colpi; nessun rimbombo, nessun segno che le facesse capire di poter tornare nell'altra stanza. <<NO!!!>> Gridò terrorizzata Ib girandosi e scivolando istantaneamente sulla porta, mettendosi le mani ai capelli e cercando di non guardare attorno a sé. Non voleva vedere cosa si nascondeva nell'ombra, pronto a saltarle addosso e ucciderla. Era di nuovo bloccata lì, era vero; l'aveva pensato così tanto che alla fine era successo per davvero... All'improvviso un pensiero attraversò la sua mente. <<Garry...!>> Disse alzando la testa senza preavviso e trattenendo il respiro. In un attimo le sue paure sparirono, spazzate via dal pensiero di Garry ad attenderla fuori dal bagno. Lui non era entrato lì con lei, ma se fosse stato portato anch'egli in quel posto, allora sarebbe stato tutto solo, e chissà cosa gli sarebbe potuto capitare! Garry era un fifone, Ib lo conosceva troppo bene, e sapeva che, per quanto ci provasse, non sarebbe riuscito a mantenere la calma e sopravvivere. Senza di lei, Garry si sarebbe perso, avrebbe continuato a girovagare senza mai trovarla, finendo per essere ucciso, prima o poi; e la colpa sarebbe stata sua, perché non si era fatta trovare.
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La rosa bianca
FantasyIb è cresciuta. Non è più una bambina ingenua che segue gli sconosciuti nelle mostre d'arte; adesso è una adulta, con dei sogni per il proprio futuro e delle passioni che la fanno sentire viva, ma anche tormentata da incubi e sensi di colpa. Dopo la...
