Garry fece una smorfia di dolore quando Mary gli tirò via le bende dalle ferite. Le garze pizzicavano un po' al contatto con i tagli, ma grazie a quelle era riuscito a riprendersi; anche se le ferite erano ancora visibili, non si trattava di niente di grave ormai.
<<Oh, non fare il bambino!>> Esclamò stizzita Mary, che era già infastidita dal fatto di doverlo aiutare a togliersi quelle bende.
<<Sembra che tu sappia il fatto tuo...>> Commentò Garry ghignando per nascondere una smorfia.
Mary si alzò da terra e si voltò per buttare via le bende macchiate di sangue. <<In realtà, l'unico motivo per cui so come fare queste cose è perché alcune volte mi sono ritrovata a dover ricucire le mie bambole...>> Garry pensò di non aver avuto bisogno di punti di sutura, fortunatamente: una bambola non era esattamente la stessa cosa di un corpo umano. <<E spesso rinforzavo le loro braccia con dei nastri; così erano anche più carine!>>
Il ragazzo pensò a una di quelle strane bambole con dei nastri colorati legati alle braccia. Non riusciva a immaginarlo senza ridere. <<Dì la verità: sei stata tu a darmi queste bende.>> La stuzzicò lui facendo roteare un braccio per saggiare l'elasticità della spalla.
<<Ancora con questa storia?>> Fece lei girandosi verso di lui per tre quarti. <<Non so di cosa parli!>> Esclamò facendogli la linguaccia.
<<Certo, certo...>> Borbottò Garry rialzandosi e mettendosi il cappotto addosso. <<Però sento come se avessi una sorta di istinto...>> Mormorò tra sé e sé, facendosi sentire da Mary.
<<Ma davvero?>> Fece quella ghignando sarcastica. <<E che tipo di istinto sarebbe?>> Chiese avvicinandosi e mettendosi le mani ai fianchi.
Garry esitò un attimo per farla attendere un po'. <<Materno.>>
Lo schiaffo che ricevette fu talmente veloce che il suono arrivò un attimo dopo del bruciore alla guancia. Garry cadde a terra di nuovo e la ragazza gli urlò contro. <<Ma sei scemo? Sei fortunato che non ho voglia di sporcarmi, altrimenti non te la saresti cavata così!>> Si voltò piantandosi le mani nei fianchi. <<E poi io non l'ho mai avuta, una mamma...>>
Garry si rialzò dolorante toccandosi la guancia rovente con una mano. Scherzava, non era veramente arrabbiata; lo vedeva dai suoi occhi. <<Però devi ammettere di essere molto premurosa con quelli a cui tieni... Proprio come una madre...>> Tentò di dire raddrizzando la schiena.
<<Certo! Perché non dovrei?>> Sbottò lei, infastidita da quella parola.
Garry sorrise. <<Mi hai anche salvato da quella strega, prima...>> Con quelle parole, la bambina si congelò lì di fronte a lui. Sgranò gli occhi e non si mosse aspettando che il ragazzo continuasse, così da trovare un modo per uscire da lì. Ma Garry non avrebbe continuato, e allora Mary dovette inventarsi qualcosa.
<<Sei...>> Balbettò ringhiando. <<Sei davvero fastidioso!>> Fece infine voltandosi, facendo sibilare la lama della spada che aveva raccolto da terra un attimo prima. <<Non mi interessa se muori o no! L'importante è che tu mi porti dove voglio arrivare!>> Sbottò senza rivolgergli lo sguardo.
<<Ovvero, da Ib...>> Disse lui con un sorriso pieno di divertimento.
Mary voltò lanciandogli un'occhiataccia. <<Anche se fosse, cosa te ne importerebbe?>> Chiese a denti stretti avvicinandosi a lui.
Il ragazzo avrebbe avuto un milione di ragioni per poter risponderle in modo affermativo, ma preferì lasciare la domanda in sospeso. <<Vuoi rivederla...>> Mormorò sorridendo dolcemente.
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La rosa bianca
FantasíaIb è cresciuta. Non è più una bambina ingenua che segue gli sconosciuti nelle mostre d'arte; adesso è una adulta, con dei sogni per il proprio futuro e delle passioni che la fanno sentire viva, ma anche tormentata da incubi e sensi di colpa. Dopo la...
