Svegliati, Ib! Svegliati!
La voce della formica bianca risuonava nella testa di Ib, ma la ragazza ancora non riusciva a riconoscerla nella realtà; pensava stesse sognando, e che quelle voci che continuavano a chiamarla fossero solo frutto della sua immaginazione. Anche il freddo che le attanagliava le gambe, credeva di esserselo immaginato, ma in realtà era tutto vero: era vero il dolore alla testa che le era venuto, era vero il freddo che la faceva tremare nel sonno, ed era vera la voce che cercava di svegliarla, forse per avvertirla di un pericolo. Pensando a quell'eventualità, la ragazza aprì gli occhi all'improvviso, ricordandosi della loro situazione. Non vide niente nell'oscurità e quindi cercò di non reagire in modo impulsivo. Sul suo fianco sinistro saltellava nervosamente una piccola formica bianca, come se volesse attirare la sua attenzione in ogni modo.
La ragazza alzò piano lo sguardo e la riconobbe:<<Bianca...>> Chiamò ancora un po' frastornata. <<Che succede?>> Adesso aveva riconosciuto la formica, mentre prima aveva creduto di parlare con qualcun altro...
Bianca smise di saltare sul fianco della ragazza e scese rapidamente a terra, mettendosi davanti al gomito su cui si poggiava la ragazza. Il tuo amico... Gli sta succedendo qualcosa! Ib comprese subito che stesse parlando di Elias e si alzò rapidamente per raggiungere il corpo sdraiato dell'uomo, dall'altra parte della stanza.
Elias Dawson scuoteva la testa con violenza e digrignava i denti; stava sudando copiosamente e sembrava voler dire qualcosa. Biascicava parole senza senso mentre Ib gli tastava la fronte per saggiare la sua temperatura. <<Sta male.>> Disse senza preoccuparsi di spiegare la situazione alla formica, che la guardava preoccupata.
Che cos'ha? Chiese guardandosi intorno. Ib avrebbe dovuto metterla al corrente della situazione; in fondo voleva aiutare.
<<E' stato ferito mentre scappavamo... Non riesco a trovare un vaso per far rifiorire la sua rosa...>> Ib sapeva che se non avesse fatto qualcosa in fretta, il signor Elias sarebbe morto. Non voleva rimanere sola di nuovo.
La formica bianca girò attorno ad Elias per ispezionarlo e poi tirò fuori da una sua tasca la rosa bianca. Aveva pochissimi petali attaccati, e non avevano un bell'aspetto: sembravano essere attaccati con precarietà e lo stelo era scuro e rattrappito. Se questa perde tutti i suoi petali... Lui muore? Chiese rivolgendo lo sguardo all'uomo con timore.
Ib guardò Bianca trattenendo il respiro. Avrebbe voluto dire di no, che sarebbe andato tutto bene, ma non poteva mentire a sé stessa. <<Sì.>> Disse come se si fosse liberata di un grande peso che opprimeva il suo petto.
E allora andiamo a cercare qualcosa per farlo stare meglio! Disse quella sollevando la rosa indebolita. Andare a cercare qualcosa? Era il piano di Bianca, e a Ib sembrò l'unica idea sensata che avrebbe potuto venir loro in mente. Ma non poteva lasciare da solo il signor Elias. Lo guardò con dispiacere.
<<Non posso abbandonarlo...>> Mormorò tornando a guardare Bianca. <<Sarà in pericolo...>>
Lo abbandonerai solo se rimarrai qui ad aspettare la sua morte! Ribatté Bianca con forza, cercando di far capire i suoi ragionamenti alla ragazza. E aveva ragione. Non poteva rimanere lì a vegliare su di Elias – sarebbe stata inutile, pur facendolo – e uscendo da lì avrebbe potuto trovare qualcosa per curare il suo amico. Se fosse andata fuori avrebbero avuto più possibilità di sopravvivere!
<<D'accordo Bianca.>> Disse a un certo punto annuendo. Mise la mano sulla spalla di Elias, che al momento sembrava essersi rilassato. <<Andrò fuori.>>
Sì! Esultò eccitata la formichina, prima di porgerle la rosa bianca. Se Ib l'avesse avuta con sé, si sarebbe potuta rendere conto della situazione di Elias. Andiamo! Fece Bianca incamminandosi in una direzione. Ib la fermò mettendole una mano davanti.
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La rosa bianca
FantasyIb è cresciuta. Non è più una bambina ingenua che segue gli sconosciuti nelle mostre d'arte; adesso è una adulta, con dei sogni per il proprio futuro e delle passioni che la fanno sentire viva, ma anche tormentata da incubi e sensi di colpa. Dopo la...
