Garry esaminava il graffio lasciato sul collo di Mary da Elias Dawson; non era profondo né ampio, si trattava di un minuscolo segno da cui era uscito poco sangue, ma quando lo aveva visto il ragazzo era stato preso dai brividi. Anche ora che lo guardava da vicino e si rendeva conto che non fosse niente di grave, gli faceva impressione pensare che Mary avrebbe potuto rischiare di ricevere anche di peggio.
<<Ti ha fatto male?>> Chiese lui spostando delicatamente il viso di Mary con la mano. La bambina se ne stava ferma al suo posto, lasciando che Garry esaminasse la sua ferita.
<<Non proprio...>> Mormorò un po' confusa. <<In realtà non l'ho quasi sentito, ma mi ha fatto paura.>> Spiegò distogliendo lo sguardo dall'altra parte mentre il ragazzo le asciugava quel poco sangue uscito dal taglietto.
Non avevano niente per coprire la ferita, ma non sarebbe stato necessario. Garry si alzò sospirando e si mise le mani ai fianchi. <<Mi dispiace che tu abbia dovuto passare questo momentaccio...>> Poi volse lo sguardo sprezzante a Dawson e lo vide assente. La sua espressione persa nel vuoto, gli occhi fissi sul soffitto, sembrava quasi che avesse abbandonato ogni idea di fare del mare a Mary o a qualsiasi altra opera della galleria. Sembrava che una marea di pensieri stessero viaggiando nella sua mente in quel momento.
Il ragazzo si alzò per andare da lui, deciso a risolvere quella situazione e capire perché avesse fatto tutto quello, ma Mary lo tirò da un manica, e rivolgendogli uno sguardo impietosito, lo supplicò senza parole di lasciar perdere. Per qualche strana ragione, quell'uomo che le aveva fatto tanta paura prima, adesso le trasmetteva solo una gran pena. Garry sembrò riluttante ad ignorare l'uomo per il momento, ma alla fine si arrese al volere della bambina, e la aiutò ad alzarsi per raggiungere la bambola di pezza, che sembrava voler mostrare loro qualcosa.
La bambolina era inginocchiata in mezzo al corridoio e sembrava piuttosto allarmata. Garry le chiese subito che cosa volesse, pensando che fosse rimasta ferita nello scontro appena passato. Ma la bambola scosse la testa e mostrò invece dei petali rossi sparsi per il pavimento. Questi appartengono a Ib. Disse con voce cupa alzando lo sguardo verso Garry e Mary sopra di sé.
Il ragazzo sgranò gli occhi e si inginocchiò per esaminare i quattro petali rossi sul pavimento. Un paio di loro erano accartocciati, e un terzo mostrava dei segni come se fosse stato quasi strappato. Non c'era dubbio che fossero i petali della rosa di Ib, solo lei aveva un fiore di quel colore, ed era improbabile che ci fosse qualcun altro lì con loro.
<<Ib è ferita...?>> Mormorò preoccupata la ragazzina mettendosi accanto a Garry. La bambola si arrampicò su di lei quando questa le offrì le mani.
<<Non lo so...>> Commentò Garry perso nei suoi ragionamenti. <<Dannazione Elias, è tutta colpa tua!>> Esclamò a bassa voce, senza realmente voler accusare l'uomo. Sapeva che la colpa era in parte sua per aver spinto Ib a fuggire con le sue insinuazioni, però avrebbe voluto che l'uomo lì dietro si prendesse le sue responsabilità.
Dobbiamo trovarla! Cercò di cambiare argomento la bambola, condividendo il desiderio di Mary di non voler tornare a parlare dell'uomo che aveva appena cercato di farle del male. Garry annuì alzandosi e volgendo lo sguardo al corridoio.
<<Ovunque sia, dobbiamo sbrigarci...>> Mormorò speranzoso, pregando che stesse bene.
Si misero a camminare, intenti a lasciare indietro Elias Dawson, ma una voce li fece arrestare, e quando si furono voltati videro l'uomo che tentava di rialzarsi a fatica. <<Voglio venire con voi...>> Esalò privo di forze per alzare la voce.
<<Scordatelo.>> Rispose secco Garry senza lasciargli il tempo di dire altro. <<Pensi che ti lasceremo venire con noi dopo quello che hai tentato di fare?>>
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La rosa bianca
FantasyIb è cresciuta. Non è più una bambina ingenua che segue gli sconosciuti nelle mostre d'arte; adesso è una adulta, con dei sogni per il proprio futuro e delle passioni che la fanno sentire viva, ma anche tormentata da incubi e sensi di colpa. Dopo la...
