Dentro al labirinto

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Garry era ancora confuso. Non capiva come fosse finito nella stanza dove era ora: sembrava che camminando non si fosse reso conto del cambiamento del colore delle pareti e delle luci che facevano da cornice alle sale, mentre i quadri che vedeva gli sembravano sempre gli stessi. Si sentiva in trappola, come se stesse girando in tondo, senza mai raggiungere un traguardo significativo. Guardò l'orologio al polso automaticamente per capire che ora fosse, ma lo trovò fermo.

<<Maledizione!>> Sbottò dando un pugno alla parete alla sua destra. <<Dove diavolo sono finito, e dov'è Ib?>> Rimase in silenzio guardando un punto fisso del pavimento.

Dal fondo del corridoio Garry sentì provenire un cigolio. Sbiancò in viso e si voltò verso il rumore; sapeva cos'era: una statua Morte dell'Individuo lo stava seguendo. Trattenne un'imprecazione quando sentì il cigolio farsi più insistente e si gettò in una strada laterale, stretta e riparata; sembrava fare un giro su sé stessa prima di rientrare nel corridoio centrale, ma prima di quello, c'era un piccolo spazio che permetteva a qualcuno di nascondersi; forse avrebbe potuto ingannare Morte dell'Individuo, in quel modo, e poi sarebbe potuto tornare sulla sua strada alla ricerca di Ib.

Il ragazzo aspettò tutto il tempo che fu necessario: il cigolio, da basso e lontano, si fece più vicino e marcato, quasi come se la statua avesse accelerato il passo; Garry la sentì passare nella stradina in cui si era infilato lui, ma invece di raggiungere il nascondiglio dove si era rintanato, quella passò dritta, uscendo e continuando per la sua strada. Quando il suono si fu allontanato di nuovo, il ragazzo poté tirare un sospiro di sollievo e uscire dal nascondiglio.

Tirò un lungo sospiro di sollievo e si piegò sulle ginocchia, sperando di potersi rilassare qualche secondo. A un tratto sentì una voce stridula entrargli in testa. Ehi, Garry! Sobbalzò terrorizzato e si guardò intorno con furia, preoccupato che ci fosse qualche altro mostro. Ma non vide niente di strano attorno a sé. Sono qui!

Abbassò lo sguardo rendendosi conto che la vocina provenisse da sotto, e vide a pochi centimetri dai suoi piedi una piccola bambola di pezza blu dagli occhi rossi, abbigliata con un leggero vestitino rosa; aveva i capelli neri spettinati e rivolti in tutte le direzioni, e in viso c'era stampato un sorriso inquietante. <<Ah!>> Strillò schifato quando la vide, e saltò indietro per evitare che quella cosa lo toccasse. Non gli erano mai piaciute quelle bambole.

La bambola si mosse e sembrò mimare una risatina, coprendosi la bocca. Sei davvero buffo! Disse tornando a guardarlo con quel suo sorriso inquietante.

Garry ansimò per alcuni secondi, prima di riprendere il proprio contegno. <<Ma... Ma che diavolo vuoi da me!>> Urlò infuriato cercando di sembrare minaccioso. Si ricordava quella bambola, se le ricordava tutte.

La bambola però non sembrò volergli fare del male, né provò a spiegare cosa ci facesse lì, ma semplicemente si limitò a stendere le braccia verso di lui e mormorare con vocina amichevole: Portami con te!

Dopo un primo istante di confusione in cui Garry cercò di connettere le parole del coso con il suo gesto e la loro situazione corrente, il ragazzo piegò indietro la schiena, come per stiracchiarsi, prendendo aria per poi buttarsi in avanti con il peso, verso la bambola, riversando su di essa tutto il suo odio. <<Scordatelo! Non mi porterei mai a spasso una mostruosità come te!>>

La bambola sembrò non sentirlo e si alzò in piedi, continuando a tendere le braccia verso la sua faccia. Dai! Disse sempre con voce gioiosa. Si molleggiò sulle gambe paffute come per raggiungerlo.

<<No!>> Fece infastidito Garry girandosi e incrociando le braccia con decisione. Un "no" era un "no", aveva troppi problemi a cui pensare. E poi quella cosa lo stava facendo spaventare non poco!

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