Un compleanno diverso dal solito

84 5 0
                                        


<<Buon compleanno, Ib!>> Esclamò Garry entrando in casa quando si ritrovò proprio la bambina ad aprirgli la porta. Portava qualcosa di grosso tra le braccia, coperto da un cartone bianco, e aveva una busta di carta appesa al braccio sinistro. Indossava sempre quel suo vecchio cappotto – ora si poteva dire – rovinato. Nonostante fosse solo una scelta di stile, Ib continuava a pensare che fosse da buttare... Portava sempre una rosa blu su di esso; falsa, ovviamente.

Ib si mise sulle punte per baciare le guance di Garry che sorrise divertito.

<<Sei cresciuta, ma come sei piccola ancora!>> Commentò ridendo. Ib gli rispose a tono.

<<Non sono più una bambina, ormai!>> Disse con un sorrisetto. <<Oggi compio diciotto anni! Smettila di trattarmi come se avessi ancora nove anni!>> Giusto. Non era più una bambina.

Garry ammiccò. <<Scusami. Mi dimentico sempre che sei grande, ormai. Io però ti vedrò sempre come quella piccola bambina che eri un tempo!>> Come avrebbe potuto essere diversamente... Lui era altissimo, in confronto a lei; anche se cresciuta, Ib era rimasta piccola di statura, e Garry era un gigante per lei. Quella differenza nella statura si era inevitabilmente riflessa nella loro differenza di età, e a Garry era sembrato che Ib rimanesse piccola per tutto quel tempo.

Dall'altra stanza si sentì una voce maschile. <<E' davvero Garry? Entra ragazzo!>> Lo invitò il padre di Ib. Garry rispose dall'entrata mentre Ib chiudeva la porta dietro di lui.

<<Ho portato qualcosa per festeggiare... Cioè, non per festeggiare, si festeggia anche senza, però era per... Ehm...>> Entrò nella sala da pranzo e pose il cartone sul tavolo, non sapendo come descrivere la sua posizione. <<Ecco, ho fatto questa torta per Ib.>> Disse sorridendo leggermente imbarazzato.

La madre di Ib sorrise contenta. <<E' un pensiero carino da parte tua, Garry!>> Disse entrando nella stanza dalla cucina.

Il padre di Ib sorrise abbassando lo sguardo, strofinandosi il mento con le dita. <<Già. E' la nona, ormai...>> Alzò lo sguardo e disse:<<Le tue torte sono sempre ottime.>>

Garry si sentì lusingato. Si guardò intorno e vide su un mobile una statuetta fatta da Ib. Quella se la ricordava: era una ballerina che eseguiva un passo su una gamba sola, secondo lui, ma Ib continuava a sostenere che si trattasse di un'altra cosa. Lo aveva sfidato a scoprire cosa fosse, ma non ci era mai riuscito... Dall'altro lato, accanto alla finestra, c'era un quadro fatto sempre da Ib. Raffigurava delle rose rosse e blu circondate dalle spine dei loro stessi steli. Erano soffocate da loro stesse.

Garry si ricordò della busta che teneva al braccio. <<Oh! Questa... E' un regalino per Ib.>> Pose la busta sul tavolo accanto alla torta e ne estrasse un oggetto alto una trentina di centimetri avvolto in una carta da regalo. <<Pensavo che ti sarebbe piaciuto...>> Disse a Ib. La ragazza lo guardò curiosa e sorrise a Garry grata per quel regalo.

<<Grazie Garry.>> Disse contenta. Il ragazzo sorrise spostando un attimo lo sguardo.

Il padre della ragazza la incitò a vedere cosa fosse; allora Ib si mise a scartare il regalo. Quando lo ebbe aperto, Ib rimase a bocca aperta.

Era un carillon con sopra una ragazza vestita con una camicetta bianca e una gonna rossa. Le mani unite, lo sguardo perso nel vuoto e i capelli lunghissimi. I suoi occhi rossi mettevano in soggezione, e i suoi tratti delicati facevano pensare a qualcosa di fragile. Quella era proprio Ib. Vestiva spesso a quel modo, finiva sempre per assumere quella posizione, qualunque cosa accadesse, e i suoi occhi scrutavano sempre l'infinito, persi nei suoi ragionamenti...

La rosa biancaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora