Robert ciondolava per la caserma in cerca di frescura: Jonathan era di piantone e lui preferiva starsene un po' da solo. Dal giorno in cui il capitano Campbell era stato promosso a nuovo incarico la vita era tornata piacevole come non mai. Certo l'addestramento era spossante e le lunghe ore passate a studiare a volte erano insopportabilmente noiose, ma nulla poteva più gettarlo nello sconforto da quando quell'uomo orribile se ne era andato.
Pensò di infilarsi nella stalla in cerca di un po' d'ombra e di un luogo appartato per rileggere la lettera di sua sorella; doveva trovare una risposta adatta: era turbata per il prolungato silenzio della madre e chiedeva la sua opinione. Che cosa poteva dirle? Che non sarebbe tornata e che lui e Jonathan lo sapevano da tempo? Doveva consigliarle di parlare con suo padre? Era evidente che lei non voleva affrontare l'argomento con il genitore se chiedeva il suo aiuto...
Sospirando si addentrò nel corridoio tra i box slacciandosi la giubba, e sul fondo si ritrovò davanti a una ragazza che leggeva un libro comodamente seduta sulla paglia. Era assorbita dalla lettura e Robert si fermò a guardarla; così elegante nel suo vestito in chinz stampato a fiori e con il cappello gettato a terra, girava le pagine con le dita affusolate ricoperte da guanti in pizzo. Il ragazzo si sorprese ad ammirare quelle mani e il piedino che spuntava dalla lunga gonna e dondolava su e giù nello stivaletto stringato.
Che ci faceva una ragazza tutta sola in quel posto? E così graziosa poi...
Intimidito, decise di filarsela in silenzio, ma il piede andò a sbattere inavvertitamente contro un secchio di latta buttandolo a terra con un gran fracasso. La ragazza alzò lo sguardo dal libro e lo fissò sorpresa, con due grandi occhi che colpirono il giovane come una lama.
«Perdonatemi, signorina, non volevo disturbare» si schermì con un leggero balbettio.
La ragazza si alzò repentina in piedi, spazzando via sottili fili di paglia con una manina guantata e nascondendo dietro la schiena il libro con l'altra. Raccolse il cappello con gesti nervosi e se lo calcò in testa con un pelo troppa foga, come se fosse stata trovata intenta in un'azione sconveniente. Robert non riusciva a muoversi, curioso e affascinato dai suoi movimenti.
«Stavo solo leggendo, cercavo un posto appartato... So che dovrei stare negli alloggi degli ufficiali con famiglia, però... mia madre e le altre signore erano assorbite dal ricamo e io oggi proprio non mi sentivo in vena di prendere un ago in mano...» farfugliava in fretta, guardandosi intorno con aria circospetta e Robert pensò che si stava comportando come sua sorella quando tentava di nascondere qualcosa, ma lo faceva con una tale eleganza femminile da stordirlo.
«Non preoccupatevi, potete tornare alla vostra lettura. Me ne andrò e sarà come se non vi avessi mai visto...»
La ragazza smise di agitarsi e ritornò a fissarlo con quegli occhi grandi. Robert si sentì improvvisamente ancor più accaldato, come se quello sguardo lo stesse bruciando, e balbettando una scusa fece per allontanarsi quando lei gli parlò.
«Siete un cadetto, vero?»
Robert si bloccò e si voltò di nuovo a guardarla.
«Sì, e voi?»
«Mi chiamo Susan Thompson, sono la figlia del colonnello Thompson. Siamo qui di passaggio.»
«Robert Becker, per servirvi.»
La ragazza sorrise, facendolo avvampare.
«Cosa stavate leggendo? Se posso...» cercò di sviare distogliendo lo sguardo: di colpo una serie di finimenti appesi gli sembrava interessantissima, tanta era la paura di rituffarsi in quegli occhi e arrossire come uno stupido di nuovo.
«Oh... be'...» rispose imbarazzata, muovendo il peso da un piedino all'altro e facendo ondeggiare lievemente la crinolina.
Tolse la mano da dietro la schiena e gli porse il libro. Robert lo prese e osservò la copertina mentre la ragazza cominciava a guardarsi intorno inquieta.
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Polvere alla polvere
Historical FictionUtah 1854. Due fratelli decidono di lasciare la sicurezza della casa materna per seguire il padre, capitano dell'esercito. Giovani e scanzonati, alle prese con mille difficoltà per adattarsi alla vita militare mentre inseguono i loro sogni e cercano...
