l'orrido patto

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"Toc Toc Toc"

Wendy sbuffò, si alzò dal letto e zoppicò verso la porta. La aprì e si ritrovò davanti Stanley. Incuriosita lo salutò e lo fece entrare.

"è successo qualcosa Stan?"

"è Richie" disse il ricciolino sedendosi sul divano

Appena Stan nominò Richie, a Wendy venne un mancamento d'aria, crollò sul bracciolo destr, Stan si alzò e la sostenne, un attimo prima che cadesse a terra. La fece sedere sul divano.

"cosa gli è successo?" domandò preoccupata fissando Stan negli occhi

Stan si sedette di fianco a lei, le prese le mani e le raccontò della visita di Henry. A quelle parole Wendy distolse spesso lo sguardo, aveva gli occhi lucidi.

"Richie venuto in ospedale a prendermi e poi mi ha riportata a casa. Mi ha detto che sarebbe andato ai Barren, subito dopo" raccontò Wendy evitando la parte del bacio

"Pensiamo che si sia messo nei guai con brutta gente, persino peggio di Bowers"

Wendy si alzò, per poi cadere sul divano. Stan sorrise preoccupato, poi si alzò e si diresse verso la porta d'uscita

"Gli altri?" domandò curiosa Wendy

"Sono andati a cercarli a scuola, in biblioteca e nel vicinato" spiegò Stanley

"E se il clown l'avesse rapito?" insistette la ragazza

"Possibile. Andremo a controllare" affermò Stanley

Wendy annuì, si alzò. Prese le stampelle e lo seguì.

"Dove pensi di andare? Sei ferita, non puoi venire con noi!" la fermò Stanley

"Non mi interessa. Richie ha rischiato la vita per me, devo ricambiare. E ora spostati, Stanley o ti colpisco con le stampelle" lo minacciò Wendy indicando i pantaloni

Il ragazzo arrossì di colpo e si mise le mani davanti all'inguine. Poi sospirò, le aprì la porta ed uscirono.

Pochi minuti dopo Stanley e Wendy si trovavano avanti a Neibolt Street numero 29. Wendy osservò la casa; era imponente, dipinta interamente di nera e diroccata. Una casa abbandonata molto macabra e spaventosa. Le finestre erano sbarrate con delle assi in legno. Cespugli di rovi e more le davano un'aria ancora più brutta. Wendy la guardò terrorizzata. Scese dal portapacchi della bicicletta di Stanley e si diresse verso l'entrata. Fece per entrare, quando si accorse che Stanley non aveva ancora varcato il cancello d'entrata.

"Coraggio Stan. Dobbiamo entrare" lo animò Wendy

"io rimango fuori. Nel caso arrivasse qualcuno" mentì il ragazzo passandosi una mano in mezzo ai ricci

"Fifone!" lo derise Wendy.

Deglutì ed entrò nella vecchia casa diroccata, mentre l'amico la guardava preoccupato da fuori, troppo fifone per entrare con lei.

Si guardò intorno disgustata; c'erano ragnatele appese ovunque, assi che pendevano dal soffitto. Intravide anche qualche topo seguito da piccoli insetti. Fece un breve giro della casa in cerca del clown: al primo piano c'era un pianoforte impolverato e ricoperto di ragnatele. Salì le scale, ad ogni passo un nuovo scricchiolio. Arrivata al piano di sopra diede un'occhiata alle stanze; una camera con un materasso buttato a terra ricoperto di polvere, una stanza da bagno fornito di vasca e lavabo. Passò per un corridoio e si fermò giusto in tempo; davanti a lei c'era un buco che dava sulla cucina. Si sporse un po' con la testa per vedere meglio, d'un tratto si sentì cadere, ma qualcosa la prese per la manica della maglia, bloccando la caduta. Si girò e vide il clown; la tirò all'indietro facendola cadere a terra. Fece per rialzarsi, ma il clown la inchiodò al pavimento, stringendole i polsi e bloccandole le gambe. Aveva profondi occhi gialli. Perdeva saliva dal labbro inferiore. Avvicinò la bocca alla sua faccia e l'annusò.

"Glassman!" esclamò "cosa ti riporta da me? Hai deciso di galleggiare?!"

"Dove è Richie?" domandò lui chiudendo gli occhi

"Ah, mastro Tozier. Se ne stava occupando il mio amico, Patrick. Lo deve avere lasciato andare subito dopo la loro chiacchierata" spiegò Pennywise

Il clown sogghignò, poi gli aprì con forza gli occhi, costringendola a guardarlo. Gli occhi di Wendy erano lucidi dal pianto; era terrorizzata.

"Ma ora che sei venuta non posso lasciarti andare!" la minacciò il clown " è ora di galleggiare Wendy!"

Aprì le fauci, apparvero altre due file di denti dietro la prima. Wendy pregò sottovoce, urlò co quanto fiato avesse in gola, ma non cambiò niente. La bocca del clown era a pochi centimetri dalla sua guancia.

"ti prego non uccidermi!" lo supplicò in lacrime " farò tutto quello che mi dirai! Tutto quello che vuoi tu!"

Il clown la fissò sorpreso, richiudendo le fauci. Wendy si rese conto di quello che aveva detto, ma oramai era troppo tardi per rimangiarselo. Rimase ferma immobile, tentando di respirare. Il clown l'attirò a sé, Wendy strillò spaventata, ma il clown si limitò ad annusarle nuovamente il collo. Poi starnutì, facendo tintinnare delle campanelline, sbuffò infastidito, poi la fissò.

"Ne sei proprio sicura, giovane Glassman?" chiese il clown ridendo

"S-si" farfugliò la ragazza

"Non ti rendi conto del destino che ti aspetta" la minacciò

"Si che me ne rendo conto. Ma preferisco un destino cruento piuttosto che la morte" riferì cacciando indietro le lacrime

Il clown rise divertito e lasciò la presa. La ragazza si alzò e fece per riprendere le stampelle ma le caddero al piano di sotto.

Il clown si girò verso di lei, fece per dire qualcosa, ma fu interrotto. Guardò verso il buco e Wendy seguì lo sguardo. Imprecò; Stanley era al piano di sotto davanti alle stampelle.

"Wendy! Wendy dove sei! Esci fuori!" chiamò a gran voce il ragazzo con le sue stampelle tra le mani

Il clown ghignò e si fiondò di sotto. Wendy provò a chiamarlo, ma una mano le tappò la bocca. Si dimenò, ma la mano non lasciò la presa. Poco dopo venne trascinata lontano dal buco. Sentì un grido acuto; Stan!

Richie si risvegliò in una nuova stanza. Ma questa volta la riconobbe subito, era in camera sua, sdraiato sul proprio letto. Si alzò e si diresse verso la scrivania, c'era un post-it. Lo prese e lo lesse

"Ciao ciao frocio"

Baci dal tuo amico Pennywise

Appallottolò il foglio e lo buttò nel cestino, sbuffando. Poi uscì, prese la bici e si diresse ai Barren, in cerca degli amici.

Wendy provò d'un tratto a mordere la mano del tipo che la stava trascinando, ma senza successo. La portò nella stanza con il materasso e la gettò a terra, poi si dileguò. La porta fece per chiudersi, ma il clown entrò prima che si chiudesse.

"Allora io e te abbiamo un accordo" riassunse avvicinandosi con passo lento "farai tutto quello che ti dirò. Se farai la brava bambina riceverai un premio, i caso contrario verrai punita. In quanto di mia proprietà, ho il controllo su di te. Capito?"

Wendy annuì voltando la testa, per non guardarlo.

"Guardami quando ti parlo" le ordinò

Wendy si girò e lo guardò. Aveva i denti sporchi di sangue, i pompon stropicciati.

" ora dormi" le consigliò "più tardi inizierai con il lavoro"

Wendy si distese sul materasso e chiuse gli occhi. Sentì la risata del clown allontanarsi, il rumore della porta chiudersi dietro di lei. 
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Capitolo ispirato da AlexandraTomyris451
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