un nuovo membro?

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"Eccoci arrivati!" disse Henry lasciando la mano di Wendy

Wendy sorrise, si diresse alla porta, aprì e fece per entrare. Poi si girò e vide Henry, che con la mano poggiata sulla spalla di Connor, faceva dietro front. Wendy si morse leggermente il labbro inferiore, poi corse verso di lui, chiamandolo. Appena lui si girò, gli saltò addosso cingendolo in un abbraccio. Lui inizialmente ne rimase un po' spiazzato, ma poi ricambiò, stringendola a sé. Sentì singhiozzi sommessi, e la coccolò dolcemente.

"Ti voglio bene!" gli disse tra i singhiozzi

"Anche io..... anche io ti voglio bene!" replicò lui stringendola con delicatezza


Intanto Stanley era ritornato in Sinagoga. Il padre era nello studio a leggere dei manuali biblici. Bussò, poi entrò. Il padre si tolse gli occhiali, ripose il libro nella libreria, poi fece cenno a Stanley di sedersi. Il ragazzo obbedì, sedendosi davanti a lui. Il padre lo guardò dritto negli occhi, facendolo sudare leggermente.

"Come mai hai interrotto la messa?" domandò con un tono di rabbia nella voce

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"Come mai hai interrotto la messa?" domandò con un tono di rabbia nella voce

"c'era un mostro nell'ufficio!" spiegò indicando il quadro dietro di lui "la donna del quadro mi ha attaccato!"

"Stanley! È solo un quadro, non è reale! È impossibile che ti abbia attaccato!" rispose scetticamente il padre guardando il quadro "avrai avuto un'allucinazione. Comunque non mi hai ancora spiegato perché hai interrotto la messa?"

"Quel mostro mi avrebbe ucciso, così sono venuto a chiederti aiuto!"

"Ora basta!" strepitò il Signor Uris tirando un pugno alla scrivania "smettila con queste scemenze infantili, tra qualche giorno avrai il Barmitzvah, e non ti ho visto esercitarti"

"Ma papà" fece per dire qualcosa ma lo sguardo del padre lo intimorì tanto, che si zittì

"Ora prendi la Torah e vai a studiare. Non uscirai fino a che non l'avrai imparata!"

Detto questo uscì, serrandolo dentro. Stanley batté un pugno sulla scrivania a sua volta, versando qualche lacrima. Poi si pulì il viso con le dita e prese la Torah, adagiandola sulla scrivania.


Wendy entrò in casa e chiuse velocemente la porta. Fece per salire le scale, ma la madre si mise davanti a lei, bloccandola.

"Wendy devi per caso dirmi qualcosa?" le domandò con un sopracciglio alzato

"Oh certo: UN CLOWN PSICOPATICO MI HA RAPITO E MI HA FATTO UCCIDERE UN BAMBINO!" pensò

"Sono stata fuori con i miei amici tutto il pomeriggio, poi sono stata a dormire da Beverly" mentì lei

"Hanno chiamato dall'ospedale, tesoro. Hanno detto che un cane ti aveva morso la caviglia, mentre andavi a scuola"

"si è vero. Ma poi mi hanno dimesso subito, dato che non era grave"

"Hanno chiamato dalla scuola, il preside vuole vederci" interruppe il signor Glassman affiancando la moglie "Perché non sei andata a scuola dopo che ti hanno dimessa?"

"I miei amici sono venuti a prendermi all'ospedale e abbiamo fatto un giro per la città" mentì Wendy alzando la voce "poi sono tornata a casa con Beverly e abbiamo fatto un pigiama party"

La signora Glassman si coprì il volto con le mani, poi se ne andò via tra i singhiozzi. Wendy guardò suo padre: ritto davanti a lei, con le braccia incrociate sul petto.

"Avresti dovuto avvertirci del pigiama party e in più non credo che questi tuoi amici siano dei samaritani!" la sgridò

"Abbiamo solo saltato un giorno di scuola e in più era tardi per andarci!" replicò lei

"Dici, abbiamo saltato un giorno di scuola, poi questa cosa si prolungherà fino a che non vorrai più andarci!"

Wendy batté i piedi a terra stizzita, poi corse in camera sua, barricandocisi dentro.

 Si sdraio sul letto e iniziò a singhiozzare sommessamente: i suoi genitori non avrebbero mai capito cosa provava in quel momento! In più suo padre pensava che aveva stretto amicizia con dei malviventi. Si portò le mani al viso, asciugandosi le lacrime che le rotolavano sulle guance, poi guardò fuori dalla finestra, sovrappensiero.


"Chi era quella?" disse Connor incalzando il cugino

"Un'amica" rispose frettolosamente Henry

"Una scopamica, volevi dire" sogghignò lui

Henry si fermò, spinse il cugino su un tronco d'albero, poi lo prese per la giacca.

"Non osare chiamarla così!" ringhiò

"Oh, il grande e forte Henry Bowers, difende una piccola puttanella" lo derise lui sorridendo

"Arrivati a casa ti cambio quel sorriso merdoso che ti ritrovi!" lo minacciò, lasciando poi la presa

Si mise le mani in tasca e proseguì il cammino, il cugino si apprestò ad affiancarlo dopo aver pulito la giacca.

"Non ti ho mai visto così scaldato per una.........ragazza!" si scusò, marcando la parola "ragazza"

"è mia amica" replicò lui "ho il diritto di difenderla!"

"Capisco! È come la sorellina che non hai mai avuto!" comprese Connor "non è che-"

"No, non avrai un appuntamento con lei" lo interruppe Henry

"Oh andiamo! Abbiamo la stessa età. Lei è figa, io sono accettabile. Perché no?"

"Si vede con Tozier!" rispose seccato

"Con quella cricca?"

"è in gamba!" replicò Henry facendo spallucce "non lo facevo così fico. Pensa che ha fatto a pugni con Denbrough!"

"La cimice balbuziente?"

"Si, Bill!"

"Wowo. Quel Tozier ha fegato. Denbrough anche essendo una cimice merdosa è pur sempre forte!"

"Già. Non so come mai abbia deriso Richie e gli altri per tutto questo tempo, sono fighi!" confessò Henry

"Perché sei il bullo di Derry e loro le tue vittime!" rispose Connor

"Sai Connor, non voglio più essere un bullo. Mi piacerebbe fare parte dei Perdenti. Appena scoperto cosa è successo a Patrick, lascerò i ragazzi!" confermò Henry accelerando poi il passo verso casa

(Questo capitolo è corto come il cazzo inesistente di Beverly ma shhhhh!!Comunque consiglio di rileggere il capitolo in cui Stan viene attaccato poi questo!!"

Misteri a DerryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora