Il guaio

139 0 0
                                        

"Zio sono a casa" strillò Connor aprendo la porta di casa Bowers

Henry subito dietro di lui, chiuse la porta delicatamente, evitando di fare rumore. Sentì dei passi venire verso di loro, alzò il capo e vide suo padre, Oscar Bowers, venire verso di loro.

"Ciao Connor" salutò, tirandogli un buffetto sulla guancia "sei stato fuori con i tuoi amici?"

"Si, io e Julius siamo stati al Bassey Park" mentì il giovane, sorridendo

"Va bene" commentò Oscar "vatti a fare una doccia, ora. Puzzi!"

Connor annuì, poi corse al piano di sopra, lasciando Henry con il suo vecchio. Oscar si avvicinò di qualche centimetro. Henry alzò la testa e lo fissò dritto negli occhi; aveva uno sguardo serio.

 Henry alzò la testa e lo fissò dritto negli occhi; aveva uno sguardo serio

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

"Ciao Henry" salutò con nonchalance "dove sei stato?"

"In giro..........con i ragazzi" rispose calmo

"Sei stato in Costello Avenue per caso?" domandò infilandosi le mani in tasca

"Victor voleva delle sigarette" confessò

"Sigarette e soldi, volevi dire" lo corresse il poliziotto

"Abbiamo preso i soldi dalla cassa, mentre la Tupperman parlava con un cliente" affermò Henry "poi abbiamo tappezzato Derry di volantini"

"Avete distribuito volantini solo perché Hockstetter è scomparso?" domandò lui "oh Henry andiamo! Avrà passato la notte fuori con altri ragazzi"

"E se si fosse perso nel bosco o in autostrada" continuò Henry

"è un diciasettenne, è normale che giri di notte. I volantini non servono!"

"Non servono? E se fosse ferito?"

"I volantini non servono a un cazzo e sai perché? Perché la gente di qui se ne frega delle scomparse delle persone, da fottuti insensibili quali sono. Prendi per esempio la signora Hockstetter, non ha denunciato la scomparsa del figlio, perché se ne fotte altamente""

"Allora al posto di perdere tempo, la polizia dovrebbe muovere il culo in cerca dei ragazzini scomparsi. Ci sono famiglie che cercano i figli da ormai un anno. E la polizia che fa intanto?"

"Abbiamo altri casi da seguire, oltre quello dei ragazzi scomparsi" replicò arrabbiato l'uomo

Fece per aggiungere qualcos'altro quando il telefono trillò.

"Bowers!" rispose "chi parla?"

Henry lo osservò con le mani in tasca; tremolava leggermente, aveva il sacchettino pieno di LSD in tasca.

"Se papà la scopre, finisco sicuramente dentro!" rifletté

"Cosa? Clandestina?" farfugliò il padre ancora attaccato al telefono "Si.......si ho appena staccato.....ma.....si sto arrivando"

Attaccò la cornetta, poi si diresse in salotto dove c'era la divisa di lavoro poggiata sul divano, la prese e la indossò. Henry lo raggiunse.

"Era Fuches. Dei ragazzi trafficavano droga all'interno dell'auditorium" spiegò "tu ne sai niente?"

"No" rispose secco Henry

Oscar annuì, poi si mise gli occhiali da sole in testa ed uscì.

"Per cena c'è il polpettone, ricordati di tirarlo fuori dal forno!"

Henry annuì, poi salutò il padre e corse in camera sua. Poggiò il sacchetto di droga sul comodino, poi digitò un numero di telefono.


DRIIIIN!! Il telefono risuonò per casa Tozier

"Richie!" chiamò la signora Tozier "telefono!"

Richie scese le scale a perdifiato. Arpionò la cornetta e se la portò all'orecchio.

"Wendy! Sei tu?"

"Ehm direi di no, Tozier!"

"Ah ciao Henry!" rispose malinconicamente Richie "che ti serve?"

"Ho un piccolo problema" spiegò lui "nell'auditorium c'è stato un giro di droga. Ovviamente come ogni anno, io ci sono andato. Il problema è che mio padre sta andando ad interrogare i ragazzi presenti e se il mio spacciatore gli dice chi ha servito sono morto!"

"Wow!" commentò Richie

"Wow?" chiese confuso Henry

"Wow!" affermò Richie "sei nella merda, amico!"

"Grazie al cazzo!" rispose seccato Henry

"Allora cosa ti serve di specifico?"

"Devi aiutarmi a trovare il mio spacciatore, si chiama Eyeball Chambers, viene da Castle Rock"

Richie farfugliò un "si", poi attaccò la cornetta. Fece una mezza risata, poi fece per tornare in camera sua, quando la madre si mise davanti alle scale.

"Wendy?" domandò curiosa

"è la nuova ragazza" spiegò velocemente lui "ora scusami mamma ma devo uscire"

"Come scusa signorino?" chiese incrociando le braccia sul petto "tu non ti muovi da qui, domani avete la verifica di scienze e devi ripassare se vuoi recuperare la materia"

Richie sbuffò, poi corse in camera. Fece squillare il telefono, fino a che una voce non rispose.

"Ehy Eds! Ho bisogno di un favore!"


Dieci minuti dopo, Eddie era in giardino sotto la finestra della camera di Richie. Eddie lo chiamò svariate volte, ma solo alla decima chiamata il ragazzo rispose. Si sporse dalla finestra e gli lanciò una sacca, che però Eddie non prese, perché gli cadde in testa.

"Avvertirmi no, eh?" rispose seccato

"Scusa!" rispose lanciandogli poi un quaderno

Eddie stavolta preparato, lo prese al volo, adagiandolo poi a terra. Fece per tendere di nuovo le mani, quando vide la sneaker di Richie sul davanzale.

"Rich ma che fai?" gridò esasperato

"Prendimi!" strillò lui di rimando

"Prendimi?"

"Si prendimi! Mi butto!!"

"tu cosa?"

Eddie fece per aggiungere qualcosa, quando vide il sedere di Richie staccarsi dal davanzale per venire verso di lui, mise le mani davanti a lui nell'intento di prenderlo. Richie strillò, Eddie lo accompagnò, quando BOOM! Richie atterrò: con le caviglie tra le mani di Eddie e il culo in terra. Si rialzò, poi Eddie gli mise la sacca sulle spalle. Richie lo ringraziò, pulendosi poi il culo.

"Grazie Eds! A dopo!"

Detto questo corse via, lasciando Eddie impalato sotto la finestra.

----------------------------------------------------------------------------

SPERO VI PIACCIA STO FOTTUTO CAPITOLO, CHE TRA L'ALTRO è UNA MERAVIGLIA SOLO PER LA CADUTA DI RICHIE DALLA FINESTRA CHE UNA AMICA MI HA DETTO DI INSERIRE, PERCHE SI AHAHAHAH! BENE ORA ANDATE IN PACE CIA!

Misteri a DerryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora