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C'erano dei peluche messi in pila contro ogni muro. In ordine: due, cinque, nove e

dodici. Ventotto in tutto. Nonostante il bagno fosse pulito, puzzava ancora un po' di sangue, il che

rovinò il piacevole effetto dell'arredamento.

Dov'è Ryuzaki?

Diede un'occhiata all'orologio d'argento al suo polso sinistro e vide che erano già le due e trenta del

pomeriggio.

Loro avevano deciso di incontrarsi alle due.

Misora era lì dall'inizio della mattinata, controllando il posto in anticipo. Aveva cercato per tutta la

casa, non solo questa stanza, ma cinque ore dopo lei era rimasta completamente senza altro da fare

ed era piuttosto annoiata. Inoltre non era riuscita a scoprire nulla di interessante, il che l'aveva

messa in frustrazione. Si morse le labbra, stufa, scocciata dal fatto che non riusciva a dedurre nulla

senza Ryuzaki nei dintorni.

Poi il telefono nella sua borsa squillò. Rispose velocemente, credendo fosse L, invece era il suo

fidanzato e collega, Raye Penber.

Pronto? Raye?

Sì...lasciami parlare velocemente, Misora, disse Raye, a bassa voce. A quest'ora del giorno

dovevano esserci altre persone intorno a lui. Ho controllato ciò che mi hai chiesto.

Oh, grazie.

Lei gliel'aveva chiesto il 16 Agosto, ed ora era il 19, ed essendo lui un agente dell'FBI molto

occupato, questo era il lavoro più veloce realizzabile. Quando lei ripensava a quanto lui aveva fatto

per lei, sentiva di doverlo ringraziare ogni volta che gli parlava.

Quindi?

Fondamentalmente? Non c'è nessun detective privato chiamato Rue Ryuzaki.

Quindi non ha la licenza?

Un detective non privato.

Lui si era descritto così.

No. Non ci sono registri su nessuno chiamato Rue Ryuzaki. Non solo in America, ma nei registri

di ogni paese nel mondo. Il nome Ryuzaki è ragionevolmente comune nel tuo paese natale, ma

nessuno di quelli si chiama Rue.

Oh. Lui parlava giapponese come un nativo, quindi avevo pensato potesse essere di lì...quindi è un

nome falso?

Presumibilmente. Raye rimase zitto per un momento, ma poi si lasciò andare, Naomi! Cosa stai

facendo?

Avevi promesso di non chiedermelo.

So di averlo fatto. Ma il tuo congedo durerà fino alla prossima settimana, e io stavo solo pensando

al futuro...tornerai all'FBI?

Non ci ho ancora riflettuto.

So che lo dico sempre, ma...

No. So cosa stai per dire, quindi non dirlo.

...

Ora non ho tempo. Ti chiamerò di nuovo.

Misora riagganciò senza dargli la possibilità di rispondere. Si fece rigirare il cellulare tra le dita,

sentendosi un tantino in colpa. Non è che non aveva pensato al fatto di tornarci, ma che lei non

voleva pensarci.

Già la prossima settimana? Nah...mi devo concentrare sul caso al momento.

Questo avrebbe potuto significare fuggire, ma dato che Ryuzaki non era ancora qui...(Lei aveva

sospettato che il nome fosse falso dal momento in cui lo aveva incontrato, quindi non le importò

molto...sebbene lei aveva immaginato perché lui aveva scelto quel nome in particolare. Ma il vero

problema era perché i genitori delle vittime avevano ingaggiato un detective privato che non

esiste)...Misora pensò di dimenticarsene e procedere ancora una volta sulle cose che aveva scoperto.

Primo, il messaggio lasciato dal killer in centrò città, alla seconda scena del crimine. Naomi Misora

dedusse circa un ora dopo aver trovato il collegamento mancante, che le vittime erano tutte

collegate dalle loro iniziali.

(Another Note) Il killer di Los Angeles (Versione Completa) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora