Quando il guaritore e il suo rapitore se ne andarono, rimase sola con un'anziana, Alba, che l'aiutò a lavarsi e a concludere le medicazioni. Claudia percepì un legame immediato con la donna: era dolce e materna, le ricordava tutto ciò che aveva a Cures.
Pregò anche lei. Più il tempo passava, più si rendeva conto del suo nuovo status di prigioniera e di quello che i Romani avrebbero potuto farle. Ormai prossima all'esasperazione, la supplicò di aiutarla a scappare. La vecchia, la cui pazienza pareva infinita, pettinò i suoi capelli bagnati e le sussurrò in tono pacato che non poteva aiutarla. «Bambina mia, le guardie sono ovunque e hanno l'ordine di non farti uscire. E anche se riuscissi a scappare, dove andresti? Siamo a ore di cavallo da Cures. Sai almeno in che direzione si trova?».
Le chiese, allora, di darle almeno qualche informazione sulla sua famiglia: qualcuno di loro era stato rapito, o peggio, era morto? Non seppe dirle molto, se non che solo le ragazze nubili erano state prese, mentre tutte le altre persone erano state cacciate da Roma.
Non insistette più. Quando la donna uscì, ispezionò la stanza. Per prima cosa cercò un'arma, ma la camera era completamente spoglia, se non per il vaso da notte e una coppa colma d'acqua: avrebbe potuto romperle, ma il frastuono avrebbe richiamato tutti gli uomini presenti in casa. La scandagliò quindi in cerca di una via di fuga che non fosse la porta sorvegliata dalle guardie; dopo aver appurato che pure la finestra era controllata e che non esisteva altra uscita, si coricò a letto. La stanchezza e la ferita alla testa presero il sopravvento, trascinandola in un sonno profondo e interrotto solo dal martellare insistente che le rimbombava nel cranio. Il mattino seguente si svegliò nella stessa camera: ogni movimento le fece avvertire un pulsare sordo alla tempia, ma il dolore era più tollerabile rispetto al giorno precedente.
Il sole penetrava nella stanza, facendole intendere che la giornata era già iniziata, ma nessuno era lì presente per svegliarla e tirarla fuori dal letto; decise dunque di approfittare di quegli attimi di solitudine per capire come comportarsi con il suo rapitore. Aveva dei propositi: non voleva più umiliarsi come il giorno precedente, dove non aveva fatto altro che piagnucolare e implorare. Era una sabina e doveva portare onore al proprio popolo, far capire che le donne di Cures non si sarebbero mai piegate. Piuttosto, pensò convinta, la morte.
Era chiaro da tutte le attenzioni che le avevano riservato che non avevano intenzione di ucciderla: doveva giocare su ciò, sfruttare questo dettaglio a suo favore, cercare di guadagnare tempo per capire come tornare a casa.
Ora che la situazione le era più chiara, si sentiva più tranquilla. Riottenere un briciolo di controllo le era stato utile per riacquistare fiducia in se stessa, abbastanza da darle il coraggio di alzarsi, vestirsi con un abito preparato la sera precedente da Alba, e bussare alla porta.
Le aprì un uomo. Era alto, con due tronchi d'alberi al posto delle braccia; su un volto dalla mascella scolpita e dagli zigomi pronunciati spiccavano due occhi color ghiaccio. La osservava con sguardo sprezzante, giudicante, facendola vacillare su tutti i buoni propositi che si era imposta poco prima.
«Sì?» le chiese in modo velenoso, quasi disgustato.
Era il romano che l'aveva presa sugli spalti. Non l'aveva riconosciuto subito, non avendolo visto bene in viso, ma la voce non poteva scordarla: aveva imprecato numerose volte mentre la trascinava lontana dalla propria famiglia, noncurante del suo terrore.
Claudia era sicura di essere impallidita. Un brivido di paura la sorprese, le percorse il corpo con l'intensità di un fulmine; nonostante ciò, rizzò la schiena e alzò il mento. Si era imposta di rendere onore alla propria gens e rintanarsi in camera non era ammesso, nonostante il panico le stesse annebbiando la mente.
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Amor amara dat
Historical FictionRomolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In assenza di donne in grado di p...
