Appendix

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1.      ALBA LONGA. Antica città del Latium Vetus, fondata secondo la tradizione da Ascanio (o Iulo), figlio di Enea. Romolo e Remo, dopo aver scoperto le loro origini, cacciarono dal trono di Alba Longa lo zio usurpatore Amulio e lo restituirono al legittimo sovrano, il nonno Numitore.

2.      ANTEMNAE. Antica città del Latium Vetus, sita nella valle del Tevere.

3.      ANTIGONE. Figura centrale della tragedia Antigone di Sofocle, dove rappresenta la forza delle leggi non scritte, divine e immutabili, poste in contrasto con le leggi umane e transitorie incarnate da Creonte. Figlia di Edipo e sorella di Polinice, Antigone viene condannata a morte per aver trasgredito l'editto che vietava la sepoltura del fratello, considerato un traditore per aver attaccato la propria città. La sua disobbedienza, guidata da pietà filiale e rispetto religioso, è al centro del dramma. Creonte finirà per revocare la condanna, ma troppo tardi: Antigone si è già tolta la vita, diventando simbolo eterno del conflitto tra coscienza individuale e potere politico.

4.      ASTIANATTE. Unico figlio di Ettore e Andromaca, noto anche con il nome di Scamandrio. Figura simbolica dell'innocenza travolta dalla guerra, la sua morte è una delle più tragiche del mito troiano. Secondo la versione più nota, raccontata da Euripide (Troiane, vv. 713 ss.; Andromaca, vv. 8-11), il bambino fu ucciso dopo la caduta di Troia su suggerimento di Odisseo, affinché fosse estinta la stirpe di Ettore e scongiurata ogni futura vendetta. Fu gettato dalle mura della città, tra il dolore disperato della madre e della nonna Ecuba. In una variante del mito, narrata dal Ciclo epico, l'esecutore materiale della condanna fu Neottolemo, figlio di Achille

5.      AUSPICIUM. Come afferma Cicerone, «a Roma nessuna decisione riguardante lo Stato, in pace come in guerra, si prendeva senza essere prima ricorsi agli auspici». L'auspicium era un responso divino ottenuto osservando il volo degli uccelli, ma con il tempo il termine si estese anche ad altri segni celesti, come tuoni, lampi o fenomeni naturali particolari. Prendere gli auspici era un atto sacro e imprescindibile: nessuna impresa pubblica o privata poteva iniziare senza aver consultato il favore degli dèi.

6.       BATTAGLIA CONTRO GLI ANTEMNATI. Tito Livio, Ab Urbe Condita, 1, 11. Dum ea ibi Romani gerunt, Antemnatium exercitus per occasionem ac solitudinem hostiliter in fines Romanos incursionem facit. Raptim et ad hos Romana legio ducta palatos in agris oppressit. Fusi igitur primo impetu et clamore hostes, oppidum captum.
Mentre i Romani si stavano occupando di queste cose, gli Antemnati, cogliendo al volo l'occasione offerta dalla loro assenza, compiono un'incursione armata nel nostro territorio. Ma le truppe romane, spinte a marce forzate anche in quella direzione, piombano loro addosso trovandoli sparpagliati nei campi. Fu così che bastò il primo urto accompagnato dall'urlo di guerra per sbaragliarli e dopo conquistarne la città.

7.       BATTAGLIA CONTRO I SABINI. Tito Livio, Ab Urbe Condita, 1, 12-13.

8.       CAENINA. Antica città del popolo dei Sabini, sita nella valle del Tevere.

9.      CONFARREATIO. Rito religioso con il quale si celebrava il matrimonio romano in età arcaica e che la tradizione faceva risalire a Romolo.

10.  CRUSTUMERIUM. Antica città del popolo dei Sabini, sita nella valle del Tevere.

11.  CURES. Antica città del popolo dei Sabini, sita nella valle del Tevere.

12.  CURIONE E TRIBÙ. La popolazione era suddivisa in tre tribù principali: Ramnes, Tities e Luceres. Ognuna di esse era guidata da un tribuno e suddivisa in dieci curie, per un totale di trenta curie. A capo di ciascuna curia vi era un curione; Cetego, è il curione – e dunque è a capo – di una delle dieci curie appartenenti alla tribù dei Luceres.

Amor amara datDove le storie prendono vita. Scoprilo ora