Romolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In assenza di donne in grado di p...
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Cari lettori,
la storia, la mitologia e l'epica mi hanno sempre affascinato. Da bambina, ho sfogliato il dizionario mitologico talmente tante volte da imparare a memoria la definizione del mio nome: Era, regina degli dei e protettrice del matrimonio. È sbocciato così il mio amore per l'antico, che si è alimentato durante il liceo classico e si è rafforzato durante l'università, dove ho deciso di approfondirlo studiando archeologia.
Il mito del ratto delle Sabine è una delle vicende fondative di Roma, ma anche una delle più controverse, a tal punto che potrebbe essere definito come "il più grande stupro legalizzato della storia". È con un grande stupro collettivo che inizia dunque la civiltà romana, una società fondata sull'esercizio della violenza come sistema di controllo e sulla sopraffazione di un genere, quello maschile, sull'altro genere, quello femminile. Le cronache della violenza di genere odierne sono il drammatico esito di questo mito fondatore della città di Roma e dunque della civiltà occidentale: il delitto d'onore in Italia è stato abrogato solo nel 1981 e lo stupro fino al 1996 era considerato un reato non contro la persona, bensì contro la morale. Ne ricaviamo, purtroppo, un quadro dove il dominio dell'uomo sulla donna rappresenta l'archetipo su cui la società ha posto le proprie basi e grazie alla quale ha funzionato per migliaia di anni.
È dunque doveroso ricordare che la mentalità e i valori delle persone rappresentati nella storia sono profondamente diversi dai nostri. Nel mondo romano il matrimonio combinato – talvolta anche forzato – non solo era diffuso, ma costituiva la norma sociale. Il concetto moderno di consenso non si può applicare alla società del tempo, società in cui la violenza sessuale non veniva riconosciuta all'interno di un'unione coniugale, come invece accade oggi.
Vi invito dunque a tenere presenti tali aspetti e ad approcciarvi alla lettura non con lo sguardo da lettore contemporaneo, ma con quello di chi, allora, viveva.
Questo libro è una libera interpretazione del mito del ratto delle Sabine; ciò significa che la narrazione non sarà precisa e accurata dal punto di vista storico-archeologico, anche se ho tentato di rendere l'atmosfera dell'epoca nel modo più accurato possibile. Sappiamo infatti che nei miti sono rappresentati solo dei frammenti di storia: a titolo esemplificativo, si può menzionare che Roma è stata fondata attraverso il sinecismo – quindi attraverso l'unione di vari popoli – e non con un rito di fondazione condotto da Romolo.
Per ragioni di semplificazione e maggiore accessibilità alla lettura, i termini latini presenti nel testo sono riportati solo nella loro forma al nominativo o, quando necessario, al vocativo. Le declinazioni complete non sono state adottate, se non in casi eccezionali, per evitare di appesantire la narrazione.
Fatte queste premesse doverose, auguro a tutti una buona lettura.
NOTA BENE: La storia è stata completamente revisionata e ripubblicata tra il 2024 e il 2025, e non rispetta dunque la versione originale, quella del 2020. Per questo motivo, alcuni commenti precedenti potrebbero risultare poco pertinenti rispetto alla forma che la storia ha assunto oggi.
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