I Septem Triones rappresentavano un punto fisso della sua vita. Cetego glielo aveva spiegato una sera verso la fine dell'estate precedente mentre accarezzava dolcemente il ventre che cullava ancora la loro bambina; abbracciati in giardino, si erano messi a guardare il cielo.
«Cures si trova a Nord-Est. Segui il corso del fiume Tevere fino a Fidenae e una volta lì, cerca la Stella Septentrionalis aiutandoti con i Septem Triones, e tienila alla tua sinistra: quando sarai arrivata a Crustumerium, ti basterà mantenere quella direzione per raggiungerla. La Via Salaria non è completa e spesso non è sicura, quindi è meglio conoscere le strade alternative» le aveva spiegato.
Erano passati mesi da quella sera ma solo quattro giorni dai funerali e Claudia era sdraiata sul prato di casa sua. Il freddo vento primaverile soffiava calmo sulla sua pelle; le stelle erano ancora lì, alte nel cielo, e la osservavano in modo beffardo, perché lei, il suo punto fisso lo aveva perso. Cercava di imprimere nella memoria il viso di Curzia, ma non così come lo aveva visto negli ultimi mesi: voleva ricordarsi la ragazza forte e fiera che era prima di Roma. Prima di Lui. Non riusciva neanche a pensare al nome del marito della sua migliore amica: era stato Lui ad ucciderla. Non concretamente: Curzia si era suicidata. Si era buttata nella mischia e dopo aver trovato suo padre, aveva indirizzato la sua spada contro se stessa: era morta tra le braccia della persona che più ammirava. Però, era stato Lui ad ammazzare il suo spirito; a ucciderla da dentro, logorandola lentamente; a portarla a compiere quel gesto.
La gola era arsa da giorni, l'acqua non riusciva a darle refrigerio. Chiudendo gli occhi, poteva quasi sentire la sua voce criticare qualcosa. Quanto era ironico che pensando a lei, la prima cosa che le venisse in mente fossero le sue battute taglienti? Curzia amava polemizzare, era una campionessa in quello. Un risolino le fuoriuscì al pensiero e subito venne soppiantato da un singhiozzo lieve. Per quanto si sarebbe ricordata quei dettagli di lei? Quando sarebbero sbiaditi dalla sua memoria, consumati dal passare del tempo? Doveva tenerli stretti, onorarli il più a lungo possibile.
Una cosa sarebbe rimasta indelebile: l'impronta e il ricordo della fanciulla a Roma. Romolo e Tito Tazio avevano nominato Lacus Curtius l'acquitrino formatosi prima della battaglia nei pressi del Foro; un'onorificenza per Mezio Curzio, il padre di Curzia, che lì aveva rischiato la vita e che nello stesso luogo aveva perso la figlia. Ma fu anche un omaggio a Curzia stessa, forse un modo del re di Roma per onorare una ragazza di cui non condivideva le idee, ma di cui rispettava gli ideali.
Ma Claudia sapeva che Curzia sarebbe stata orripilata dal gesto: non avrebbe mai voluto che nulla di Roma fosse legata al suo nome. Avrebbe maledetto tutti dall'Oltretomba.
Il pensiero la fece sorridere.
Dei passi echeggiarono dietro di lei, troppo leggeri per essere quelli di suo marito.
«Fabia ha fame» le disse Fausta.
Si mise seduta e si voltò con il torso verso la fanciulla; la schiena era ancora umida, i fili di erba ancora bagnati dalla pioggia che era caduta la mattina stessa.
Anche Fausta era stanca, era evidente dalla postura incurvata, dalle borse sotto gli occhi: Marzio stava combattendo da giorni tra la vita e la morte, alternando febbri altissime a rari momenti di lucidità; Claudia era crollata e Cetego era spesso assente, incaricato di gestire gli strascichi che la guerra aveva lasciato. Si era ritrovata sola con due bambine da gestire, dovendo portare sulle spalle non solo la sua tristezza, ma anche la famiglia stessa. Fortunatamente, c'era Alba ad aiutarla. Claudia sapeva che l'aveva abbandonata e che non era giusto; avrebbero dovuto supportarsi a vicenda, ma non riusciva a trovare un modo per far fluire il dolore dal suo corpo. La stava paralizzando.
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Amor amara dat
Ficción históricaRomolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In assenza di donne in grado di p...
