VI. Ubi tu Gaius, ego Gaia

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Il banchetto fu sproporzionato: portate di ogni genere vennero servite nelle grandi tavolate, posizionate per l'occasione in tutto il Foro. Claudia mangiò poco o nulla, lo stomaco chiuso per la tensione, e Cetego fortunatamente non insistette nel forzarla.

Quando i due si alzarono, i Romani iniziarono a strepitare e ululare come dei selvaggi; dopo una risata e qualche pacca sulla spalla, finalmente suo marito la portò lontana dalla folla di energumeni. Camminarono fino all'entrata della piazza, dove i quattro uomini che li avevano accompagnati nel viaggio di andata li stavano aspettando appoggiati a un muretto; non appena li notarono, raddrizzarono la loro postura e vennero loro incontro.

«Domine» disse uno di loro «Siamo pronti per il corteo».

«Va bene. Aspettate mia moglie fuori dall'ingresso».

I Romani piegarono il capo in segno di assenso e si diressero verso la direzione da loro indicata.

«Mi dispiace di non essere riuscito a reperire altre persone per il corteo nuziale» le confidò il marito quando furono rimasti soli «Qualcuno della servitù si sta sposando, alcuni stanno partecipando a dei cortei e ho dovuto lasciarne degli altri a casa per prepararla per la notte».

Claudia deglutì amaramente nel sentire quelle parole, l'ansia le stava scavando dentro una voragine. Non voleva arrivasse la notte.

Cetego si fece più fisico, spinto. Le afferrò la base della schiena e la spinse contro di lui, fino a far scontrare i loro petti; le incuteva ancor più timore in quella posizione: torreggiava su di lei di almeno una testa, facendola sentire fragile, debole.
La ragazza alzò il viso per guardarlo negli occhi, scoprendo il suo sguardo ferino già fisso nei suoi. Le carezzò la guancia, con una dolcezza che si scontrava con la ferocia primitiva che aveva letto nelle sue pupille e poi, senza chiedere il permesso, le sue labbra calarono sulle sue e le rubarono il primo bacio. Il contatto fu inaspettato e l'istinto che ebbe fu quello di sottrarsi ad esso, ma il braccio che si trovava ancora dietro di lei le impedì di farlo. Era disgustata da quella forzatura, inerme come una bambola rotta sotto quel tocco stomachevole.

Quando si staccò da lei, il romano l'avvolse tra le sue braccia.
«Non vedo l'ora, stanotte, di baciarti ancora» le sussurrò all'orecchio «Ora ti porto dagli altri. Sanno già cosa fare, non ti devi preoccupare di nulla. Sarò già a casa ad aspettarti quando arriverai».

Giunsero all'entrata del Foro, dove Cetego abbaiò qualche ordine ai quattro uomini e se andò.
La sabina aveva paura. Le sue mani tremavano quando due di loro le afferrarono e iniziarono a sospingerla verso la dimora di suo marito, il cuore batteva a mille, agitato. Dei, non voleva davvero arrivare a destinazione.

Il corteo procedeva lentamente; uno dei romani rimanenti si posizionò in testa ad esso, reggendo una fiaccola di biancospino, simbolo di fecondità, mentre il quarto lo chiuse, accompagnandoli con il dolce suono del flauto.

Claudia non faceva altro che pensare a cosa sarebbe successo se fosse stata costretta a consumare il matrimonio: sarebbe diventata la vergogna della gens, la sua famiglia l'avrebbe disonorata. Non poteva accadere. Cetego doveva ascoltarla, rispettare i suoi spazi, permetterle così di guadagnare tempo fino all'arrivo di Cures. Glielo doveva.

Tre degli uomini iniziarono a invocare le divinità protettrici del matrimonio, come era usanza fare durante il rito. Pregarono Giove e Giunone Pronuba, chiedendo loro di farle avere un'unione salda e duratura; Venere, per augurarle notti ricche di passione; Diana, affinché i bambini nascessero sani e in forze, ed infine Fides, domandandole di aiutarla a essere una moglie fedele.

Quando iniziarono a cantare i fescennini, per tenere lontano il malocchio, Claudia capì che si stavano avvicinando alla meta. A quella consapevolezza, il panico la colse all'improvviso: le gambe si fecero molli, il respiro affannoso come se avesse corso; i due uomini, però, la tenevano salda, le impedivano di vacillare o di rallentare.

Amor amara datDove le storie prendono vita. Scoprilo ora