«Perché non possiamo scendere anche noi come tutti?» domandò Claudia a Marzio.
Si trovavano sul Capitolino insieme agli altri soldati incaricati della sua protezione e a poche altre persone: quasi tutti erano in giro per le strade della città e stavano acclamando i soldati appena tornati dalla guerra. Anche lei voleva scendere dal colle e cercare Cetego; invece, per colpa di Marzio era bloccata lì.
«Te l'ho già detto. La marcia si fermerà alla quercia sacra a Giove sul Capitolino. Non vedo perché dobbiamo rischiare di essere calpestati e spinti dalla gente quando alla fine tutti dovranno venire qua».
Sbuffò imbronciata e osservò nuovamente il corteo in festa che si stava muovendo sotto di lei, strizzando gli occhi per cercare di scorgere al meglio le figure. Marzio non comprendeva la sua impazienza, il bisogno di cercare Cetego. Doveva sapere se era vivo, il dubbio la logorava, e da quell'altezza era impossibile distinguere i volti delle persone.
«Vedrai che quando avrai un posto in prima fila per ascoltare re Romolo, mi ringrazierai» rincarò il romano.
Claudia esalò un sospiro sconsolato, la chioma le sferzò il viso per via del vento gelido che lì soffiava. Non le importava niente del discorso del re; voleva solo sapere come stava suo marito, nient'altro. L'ansia la stava letteralmente mangiando da dentro. Era sul Capitolino già da tempo e la marcia non sembrava avere intenzione di avvicinarsi: più la guardava, più le sembrava lontana e irraggiungibile. Quando i soldati erano passati sotto il colle, era riuscita addirittura a sentire i canti gioiosi che stavano intonando, mentre ora che si trovavano sotto la Via Sacra, udiva solamente l'eco delle loro voci. Aveva raggiunto un livello di disperazione tale che aveva teso l'orecchio all'inverosimile per cercare di cogliere la voce di Cetego. Patetica.
«Claudia» la chiamò Marzio. Si girò di scatto nella sua direzione e una nuova folata la colpì; si strinse nella stola di lana che aveva cucito personalmente, tentando di calmare i brividi che la stavano scuotendo. Ormai, l'inverno era alle porte e il clima a Roma si stava facendo sempre meno clemente. «Non hai nulla di cui preoccuparti. Sono sicuro che Cetego sia vivo e vegeto. E se hai freddo e vuoi qualcosa di più pesante con cui coprirti, basta dirmelo».
Anche un cieco avrebbe potuto notare che la guardia stava realmente cercando di essere gentile con lei. Avrebbe voluto malignamente pensare che lo stesse facendo per un tornaconto personale, dato che Cetego stava arrivando, ma sapeva che il motivo non era quello: Marzio aveva tanti difetti, ma non era maligno. Non aveva avuto problemi a prenderla a pesci in faccia quando suo marito era a Roma, e non avrebbe avuto problemi a farlo neanche ora. La stava trattando bene perché aveva notato lo stato di apprensione in cui era caduta.
«No, no, va bene così. Grazie comunque. Sono solo preoccupata e non ce la faccio più ad aspettare» rispose, ritornando a guardare la Via Sacra e le formiche che si muovevano lentamente verso il lato nord del Palatino.
Inaspettatamente, una mano si posò sulla sua spalla. Claudia sussultò. Era grande e calda, le trasmetteva un senso di conforto che poche volte era riuscita a percepire da quando era a Roma.
Alzò appena il viso e incontrò lo sguardo rassicurante del romano.
«Hai atteso un mese e mezzo. Aspettare un altro po' non ti cambierà la vita, no?».
Claudia incurvò le labbra esitante, scosse la testa. «No...hai ragione».
Lei e Marzio erano davvero come sorella e fratello, ormai: si punzecchiavano in continuazione, ma con amore. L'affetto che provavano l'uno per l'altra era intangibile e impronunciabile, ma forte e saldo.
Il sorriso di un satiro trionfante fece capolino sulla sua bocca. «Hai ragione. Le parole più belle del mondo».
Gli diede un pugnetto sulla spalla. Con il suo umorismo, però, Marzio era riuscita a risollevarle il morale.
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Amor amara dat
Ficção HistóricaRomolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In assenza di donne in grado di p...
