Le ci volle più tempo del previsto per riprendersi dalla cerimonia dei Lupercalia: un giorno per capire da che parte fosse girata, un altro per assorbire quell'esperienza. Ne era rimasta completamente scombussolata, sia mentalmente che fisicamente. Non sapeva se avesse funzionato; non sapeva nemmeno se desiderava che funzionasse.
Il polso, fortunatamente, non era rotto: Lepido l'aveva definita una brutta distorsione e l'aveva semplicemente fasciato dopo aver applicato una pomata dall'odore nauseabondo.
Le costruzioni della rocca e delle mura del Campidoglio erano iniziate in pompa magna: una parte dei soldati sarebbe rimasta a Roma per concludere la loro realizzazione nel minor tempo possibile, mentre il resto sarebbe partito alla volta di Crustumerium. Il re si aspettava una conquista veloce e indolore: la città infatti non era ben protetta, né aveva un gran numero di uomini dalla sua.
Cetego era completamente assorbito dai preparativi e si era isolato in quel suo mondo fatto di incontri militari e riunioni con gli aristocratici: si vedevano solo la sera, quando il marito scaricava la propria frustrazione con baci appassionati e spinte energiche, regalandole un piacere intenso.
Curzia aveva, finalmente, ottenuto il permesso di frequentare le ragazze. Adducendo come scusa la sua totale mancanza di talento nella tessitura, le quattro fanciulle avevano preso a frequentarsi regolarmente a casa di Claudia, sicuramente la più fornita di tutte in quanto a stoffe. Alla ragazza non dispiaceva starsene seduta sul suo trono di cuscini, il braccio fasciato e immobilizzato, dando ordini alle altre, come una regina; anche Curzia sembrava trovarlo divertente e continuava, appositamente, a intrecciare i fili del proprio ordito in modo errato, in modo da farsi sgridare.
Curzia era più mite, la luce in lei più fievole: qualcosa aveva piegato il suo spirito e la consapevolezza che un po' la responsabilità fosse anche sua, la stava logorando da dentro. Era la sua amica più cara e lei l'aveva abbandonata per orgoglio, per paura. Gli dei avevano tracciato una parte del percorso della sua vita, era vero, ma non le avevano mai imposto di permettere alla sua migliore amica di affrontare quel tormento interiore da sola.
Si impose di ricominciare a intrecciare da zero l'ordito della loro vita e della loro amicizia. E così con le altre.
L'occasione di dimostrare la veridicità di quella promessa si presentò pochi giorni prima della partenza dei Romani, quando vennero invitati a casa di Cassio e Veturia per una cena in compagnia.
Prima di partire, Cetego prese da parte lei e Fausta. «Vi devo dire una cosa» disse loro. Era chiaramente in difficoltà. Si stava arruffando i capelli con la mano, come faceva quando era agitato, e lo sguardo pareva tutto tranne che tranquillo, gli occhi inquieti e apologetici.
«Quel tono non promette nulla di buono. Ci dobbiamo preoccupare?» chiese subito Fausta. Teneva le braccia incrociate sulla difensiva e batteva il piede con impazienza sul pavimento legnoso. Sembrava un passerotto, il trillo delle ali veloce e impaziente.
Cetego sospirò e abbassò il capo, per poi rialzarlo di colpo. Sì, c'era da preoccuparsi.
«Vi avrei avvisato prima, ma l'ho saputo solo ora. Fredisio ha invitato anche Lanato alla cena di stasera. E...re Romolo, e la regina Ersilia».
Fausta era immobile come una statua. Poteva solo immaginare cosa stesse passando per la sua testa. Se sia Lanato che il re erano stati invitati, poteva solo che significare che il matrimonio era ormai dato per certo.
«Io non vengo» disse lei, la voce rotta e sibilante.
Cetego si passò nuovamente una mano sul capo. «Fausta, per favore. Te l'ho detto perché non volevo che fosse una brutta sorpresa, ma devi venire».
«Assolutamente no! Non voglio venire e soprattutto non voglio sposarlo! Pensavo di essere stata chiara» ruggì lei, il volto selvaggio come quello di una figlia di Marte.
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Amor amara dat
Romance~ Dark retelling mitologico ~ Romolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In...
