Il momento di tornare a casa arrivò troppo in fretta. Chiacchierarono per un tempo interminabile, si fecero richiamare dalle guardie tre volte, fino a che non diedero loro l'ordine perentorio di alzarsi dal pavimento umido della caverna e andarsene.
Quando fu sola dovette fare i conti con quanto si erano dette. Un figlio. Come aveva fatto a non pensarci? Accettare di dover stare con Cetego era già stato un grande passo per lei, ma il pensiero di doverci fare un figlio assieme era troppo. Era pronta a essere madre, ma non a Roma, non così. Eppure, era quello che ci si aspettava da lei in quanto donna e moglie: non c'erano vie di uscita.
Prima di addormentarsi, quando ormai le preoccupazioni le stavano affollando la mente tanto che le pareva stesse per scoppiare, arrivò a una conclusione: era inutile fasciarsi la testa con il pensiero di una gravidanza quando non sapeva se Cetego sarebbe tornato vivo dalla guerra. Doveva concentrarsi su questo, piuttosto, pregare per la salvezza del marito; altrimenti, qualora fosse stata data in sposa a un altro uomo, non avrebbe avuto alcun modo di riflettere su ciò che voleva: sarebbe stata costretta a sfornare pargoli all'istante.
Le pareva che fossero passati solo pochi attimi da che aveva chiuso gli occhi quando una mano iniziò a scuoterle la spalla con impazienza. «Domina, svegliati».
Spalancò le palpebre di colpo. Intontita, ci mise un attimo a comprendere cosa stesse succedendo: la stanza era avvolta nel buio più assoluto, ma sapeva che Alba si trovava accanto a lei. «Dobbiamo sbrigarci» le disse, infatti «Si sta per svolgere una battaglia».
La notizia la destò immediatamente e la spronò a rizzarsi. «Una battaglia?».
«Gli Antemnati sono nella pianura sotto i colli. Alcuni dei nostri soldati si sono già posizionati a guardia delle mura della città, ma con così tanti guerrieri ancora a Cenina non so per quanto riusciremo a resistere. Dobbiamo andare in fretta sul Palatino: è il posto più sicuro al momento» le rispose, il tono concitato ma tremante.
Gli Antemnati erano lì? Claudia non ci poteva credere. Un sorriso sornione e carico di speranza si delineò sul suo volto, tenuto nascosto dalla mancanza di luce nella stanza. Non avrebbe mai pensato che gli Antemnati, un popolo poco numeroso, pacifico e per nulla avvezzo alla guerra, avessero il coraggio di attaccare Roma in modo diretto, presentandosi addirittura sotto le porte della città. La maggior parte degli uomini erano a Caenina: se fossero riusciti a penetrare le mura del Palatino, sarebbe finalmente tornata a casa, a Cures.
Percepì il rumore delle ante dell'armadio che sbattevano, le vennero posati dei vestiti sulle braccia. Alba non sembrava essersi accorta del fremito di speranza che l'aveva colta: non appena fu vestita, la spinse verso la porta e si incamminarono verso l'ingresso, dove Marzio le stava aspettando insieme ad altre tre guardie.
«Dobbiamo andare. Ho già mandato tutti i servi sul Palatino e alcuni dei nostri soldati alle mura» esclamò l'uomo con una nota d'urgenza evidente nel tono di voce.
Si azzardò a fare una cosa che mai aveva osato, se non il giorno del rapimento: le afferrò il polso e lo strinse con forza, per poi iniziare a percorrere a passo spedito le strade di Roma. Stava per aprire la bocca per protestare veementemente, quando, alla luce della luna, colse un lampo di disperazione nei suoi occhi. Non l'aveva mai visto così. Marzio aveva ricevuto un comando chiaro da Cetego: proteggerla e tenerla al sicuro, a costo della propria vita. Sapeva quanto avesse preso seriamente il compito: la consapevolezza che una guerra stava per infuriare alle porte della città e che lui era quasi del tutto impotente davanti alla situazione, lo stava probabilmente facendo impazzire.
Davanti alla porta Mugonia, uno dei due ingressi che permetteva di entrare all'interno delle mura che circondavano il Palatino, erano accalcate centinaia di persone. Urlavano come forsennate e si spingevano con veemenza, accalcandosi le une sopra le altre per ottenere un posto nel luogo meglio difeso della città.
STAI LEGGENDO
Amor amara dat
Historical FictionRomolo aveva da poco fondato Roma, i cui abitanti erano pastori sbandati, esuli dei villaggi vicini, delinquenti messi al bando dai loro popoli, e le poche femmine che vivevano lì godevano di una dubbia reputazione. In assenza di donne in grado di p...
