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XIX. Pectus est enim quod disertos facit

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Cassio aveva invitato Claudia e Cetego a passare il pomeriggio da lui e Veturia. Il freddo era ormai troppo pungente per stare all'aperto e avevano optato per rifugiarsi all'interno.

La dimora di Cassio e Veturia era sicuramente più lussuosa della loro, con i muri completamente affrescati e le statue in terracotta a decorazione di ogni angolo della casa; Claudia, però, si sarebbe aspettata una villa non solo più grande, ma anche più sfarzosa e opulente. In realtà, le dimensioni non differivano eccessivamente, nonostante la sala principale fosse nettamente più ampia: il ragazzo, d'altronde, sarebbe diventato il prossimo capo tribù dei Luceres e necessitava di un'area molto spaziosa per poter ospitare il maggio numero di persone possibili, così come il suo ruolo richiedeva.

Aveva chiesto anche a Rufo e Curzia di partecipare ma, a quanto pareva, il romano aveva declinato l'invito, adducendo come motivazione il fatto che la donna fosse ancora troppo instabile per poter stare in pubblico. La voce della fuga della sabina si era sparsa velocemente: non era stata l'unica a tentarla, ma sicuramente quella che ci aveva provato in maniera più plateale. Non solo aveva rubato un cavallo e ferito una guardia, ma aveva anche causato la morte dell'animale – a quanto pareva, la giumenta preferita di Rufo. Quando era stata presa nuovamente, aveva inveito contro tutte le divinità esistenti e l'intero albero genealogico del marito. Inutile dire che il romano non ne fosse stato per nulla contento, o almeno così avevano dichiarato Cassio e Cetego.

Mentre i due uomini parlavano della questione, sdraiati insieme a Claudia e Veturia sui lecti conviviales della sala principale, le due donne si erano scambiate qualche occhiata preoccupata. Veturia, bianca cadaverica, sicuramente stava pensando alla conversazione avvenuta prima della partenza degli uomini, dove anche lei si era esposta dichiarando la sua volontà di fuggire. Non era mai stata scoperta, ma era certa che stesse provando un terrore puro al pensiero che Cassio potesse venirne a conoscenza, o di cosa sarebbe successo se avesse deciso anche lei di abbracciare quel folle piano. Claudia, d'altro canto, provava un terrore totalizzante per la sua amica: non era preoccupata solamente per la punizione a cui Rufo l'aveva sicuramente costretta, ma anche per il suo futuro. Curzia era un'amazzone, dall'animo determinato e dirompente: come una fiamma selvaggia, il suo spirito indomito ardeva in continuazione. Non si sarebbe mai spento, non avrebbe mai accettato la sua vita a Roma. Piuttosto che arrendersi, si sarebbe fatta uccidere, e questa consapevolezza la spaventava a morte.

La conversazione era poi stata dirottata, inevitabilmente, verso la guerra. Ormai, non si poteva attraversare una via di Roma senza che qualcuno non la nominasse.

In particolare, Cassio pareva interessato alla famiglia di Cetego: sapeva che proveniva da Caenina e tutto quello che era successo durante le battaglie, avendovi partecipato lui stesso. Non conosceva, però, i particolari della sua vita famigliare. Cetego raccontò loro dei suoi cinque fratelli: Lucio Cornelio Emiliano, il primogenito crudele e codardo; Prima Cornelia, nata giusto dieci mesi prima di lui e sposata con un uomo di Tarquinia; Postuma Cornelia Cetegilla, maritata con un uomo di Caere, e i gemelli Fausto Cornelio Nasica e Fausta Cornelia, che si trovavano ancora a Caenina. Non l'avevano riconosciuto quando era arrivato e Nasica l'aveva accolto con le armi in mano nel momento in cui si era presentato alle porte della casa. A Cetego era subito piaciuto il coraggio del fratello e dopo avergli dato una sonora lezione, gli aveva affidato la gestione della casa insieme ad alcuni dei suoi uomini più leali. Era certo che non avrebbe potuto essere in mani migliori, ma non si fidava completamente di un fratello che non conosceva.

Per quanto riguardava Fausta Cornelia, la questione era differente. La ragazza aveva sedici anni e Cetego voleva darla in sposa a qualcuno: non solo l'età era quella giusta, ma il momento storico perfetto per poter allargare al massimo le proprie alleanze, sia all'esterno che all'interno di Roma.

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