XXI. Cedit amor rebus

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L'atmosfera tra Cetego e Fausta restò gelida nei giorni seguenti: ogni volta che erano costretti a stare nella stessa stanza, la tensione pareva palpabile, un velo che si posava su tutte le persone presenti e ne soffocava l'aria. Non avevano avute tante occasioni per interagire: a quanto pareva, Cetego era estremamente occupato e la sua nuova passione era diventata evitare non solo la sorella, ma anche lei, rincasando a notte fonda e dormendo in una stanza separata. Voleva evitarla perché sapeva che avrebbe provato a parlargli della sorella; a onor del vero, aveva tentato solo una volta, ma Cetego si era innervosito sostenendo che non c'era alcun problema. Claudia, però, era certa che fosse rimasto ferito dalle parole di Fausta. Non sapeva con sicurezza quale frase fosse stata la goccia a far traboccare il vaso, ma sospettava che la colpa dovesse ricadere sulla menzione al fratello maggiore.

Nonostante tutte queste rimostranze nei confronti di Fausta, non si era fatto alcuna remora ad affidarla a Claudia. 

«Deve essere la tua ombra» le aveva detto la notte del litigio, mentre si slacciava con foga la tunica, strattonandone la cinta e lanciandola dall'altra parte della stanza «Non devi perderla d'occhio nemmeno un secondo. Insegnale tutte quello che sai: sia sulla vita coniugale, che su Roma. Fatti aiutare anche da lei per i preparativi dei Lupercalia».

E così, Fausta divenne realmente una sua estensione. Dopo qualche giorno, Claudia, Fausta e Marzio erano diventati un trio inseparabile, e l'uomo era ancora più scrupoloso e attento da quando la ragazza si era aggiunta al loro duo: addirittura, aveva iniziato a perquisire i clientes prima di farli entrare nell'atrio per il ritiro della sportula.

Inizialmente, Claudia aveva vissuto male l'imposizione. Fausta poteva essere estremamente fastidiosa e petulante, oltre che saccente e quasi offensiva in quel suo modo schietto di buttarti addosso la verità; quando però aveva intimato Marzio di staccarsi da loro perché ormai anche lei stava iniziando a puzzare di formaggio come il suo alito, aveva capito che forse potevano trovare un punto d'incontro. D'altro canto, aveva ammirato il suo coraggio e la sua lingua tagliente quando era riuscita ad affrontare Cetego, non vedeva perché non fosse possibile riuscire ad apprezzarli nuovamente. Certo, non sempre riusciva a reprimere l'istinto omicida quando provava a fornirle soluzioni miracolose per i suoi capelli che amava definire "pelo di pecora", o la fitta d'invidia che percepiva quando, di conseguenza, si paragonava a lei e alla sua bellezza naturale. Non era colpa sua, ovviamente: era stata Venere a imprimerle quella bellezza disarmante. Razionalmente, Claudia lo sapeva; irrazionalmente, si sentiva insicura accanto a lei.

Anche Veturia era rimasta spiazzata dal carattere frizzante di Fausta. Grazie agli dei, Cassio non l'aveva ancora conosciuta: dubitava che avrebbe apprezzato la mancanza di ritegno della ragazza.

Le giornate passate con le due iniziarono a diventare il suo momento preferito della settimana. La sorella di Cetego sapeva essere divertente e aveva avuto ottime idee per l'organizzazione dei Lupercalia. Di comune accordo, avevano deciso che sarebbe stata lei a contrattare con i commercianti: poteva sembrare una mossa azzardata, ma aveva la parlantina e il carisma adatto per riuscire a contrattare le offerte migliori; Marzio o Cetego, ovviamente, l'avrebbero sempre accompagnata, facendo da garanti. A Veturia, invece, era toccata l'organizzazione delle decorazioni e dell'intrattenimento, mentre Claudia avrebbe trattato con i Luperci e le Vestali, ed essendo l'unica tra le tre che sapesse tessere in modo decente, si sarebbe occupata della realizzazione dei loro abiti con l'aiuto di Alba.

L'unica cosa che avrebbe potuto migliorare quei momenti passati in compagnia sarebbe stata la presenza di Curzia. Era certa che Fausta le sarebbe piaciuta: era incauta e indomita proprio come lei. Forse si sarebbero insultate a vicenda qualche volta, ma nel complesso si sarebbero adorate.

Rufo non le aveva ancora permesso di uscire di casa ma, secondo indiscrezioni provenienti da Marzio – che aveva fatto giurare loro di non confessare mai ad anima viva il suo nome – presto ci sarebbe potuta essere la possibilità di rivederla. Lo sperava con tutta se stessa, ma non voleva essere troppo ottimista per non rischiare di rimanerci male. Aveva anche paura che le idee di Curzia non fossero cambiate rispetto alla discussione che avevano avuto mesi addietro e il suo odio sarebbe stato straziante da sopportare. Aveva il terrore che la ragazza potesse detestarla, addirittura disprezzarla. Non sarebbe riuscito a sopportarlo, non di nuovo.

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