XX. Soror

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Non fu facile partecipare ai Consualia. I palchi gremiti di persone, la folla festante, i giochi nell'area: tutto le ricordava quel giorno di agosto in cui era stata rapita e strappata dalle braccia della sua famiglia. Era passato tempo da quando si era concessa di pensare a loro, più per evitare di stare male che per altro. Per due giorni, si ritrovò immersa nella tristezza e nello sconforto, travolta in quel vortice di energie negative. Le mancava tutto di casa: il cibo della mamma, le prese in giro del fratello, il profumo del pane fresco comprato dal loro panificio preferito, i ciottoli lineari e definiti delle strade del centro. Da piccola, giocava spesso a saltellare su quelle piccole pietre, cercando di non toccarne i contorni: lei e Curzia si divertivano a spingere il fratello e i suoi amici per farli inciampare, per poi scappare per le vie della città mentre le loro madri le sgridavano a gran voce.

Al terzo giorno, Marzio l'aveva trascinata giù dal letto, urlandole che puzzava peggio di un caprone e che doveva darsi una lavata, altrimenti non sarebbe riuscito a starle vicino. Cetego si era arreso la sera precedente, quando Claudia gli aveva tirato contro una ciabatta.

Si era fatta forza ed era andata avanti. Aveva preso quei due giorni di lacrime come il saluto finale alla propria casa e alla propria vita a Cures.

La settimana dopo, avevano celebrato i Larentalia. Aveva vissuto la festa in modo decisamente più positivo: si era vestita di giallo, indossando un abito che Alba le aveva confezionato nello specifico per quell'occasione. Era ricco di ricami floreali lungo la vita e le maniche, impreziosito da gioielli presso le cuciture. Certo, il freddo rigido le aveva impedito di sfoggiarlo come avrebbe voluto, ma a un certo punto, accaldata per i balli sfrenati, si era tolta la pesante pelliccia e aveva fatto ondeggiare il vestito a tempo di musica. Anche i capelli, raccolti all'inizio della giornata in un cerchietto raffinato di trecce, si erano arruffati, il lieve trucco sbavato. Si era scatenata, rincorrendo una frenesia e spensieratezza di cui sentiva di aver bisogno.

Cetego non le aveva detto nulla, l'aveva lasciata divertirsi, reclamando la sua attenzione e serietà solo per la cerimonia ufficiale. Era di umore nero in quei giorni, irritabile e scontroso come lo aveva visto raramente. E lo divenne ancora di più quando, durante la cerimonia, re Romolo dichiarò che alle Calende di marzo non solo sarebbero iniziate le costruzioni della rocca del Campidoglio, ma i soldati sarebbero partiti alla conquista di Crustumerium. Suo marito, infatti, era d'accordo nel considerare la costruzione della rocca una questione urgente e impellente, ma sosteneva che gli uomini dovessero stare a casa più a lungo, per avere il tempo di riposare e stare con le proprie mogli.

Sicuramente, parlava anche per se stesso: tra i vari consigli di guerra che l'avevano assorbito nell'ultima settimana e i compiti che doveva rivestire in qualità di pater familias e proprietario terriero, lo vedeva prosciugato di energie. Non lo avrebbe mai ammesso, ovviamente, soprattutto ora che il re aveva deciso che a breve sarebbe partito nuovamente.

A sua volta, Claudia era preoccupata: non sapeva se fosse pronta al batticuore, all'ansia e alla preoccupazione che l'avevano sopraffatta durante il periodo precedente, quando era partito alla volta di Caenina e Antemnae, ma sapeva anche di non avere scelta. Doveva adattarsi, rendere il proprio cuore abbastanza forte da sopportare quella pressione. Restare a piangere chiusa nella sua stanza non era un'alternativa che fosse disposta a prendere in considerazione.

La sera, Cetego l'aveva presa da dietro con spinte veloci, potenti, non l'aveva coccolata come al solito. Aveva percepito un'urgenza nei suoi movimenti frenetici, nel grido che aveva soffocato mordendole la spalla.

«Cazzo» aveva poi sussurrato contro la sua schiena, la fronte poggiata contro la colonna vertebrale, il fiato sostenuto.

Claudia, a quel punto, si era ritrovata supina, completamente sdraiata sul letto.

Amor amara datDove le storie prendono vita. Scoprilo ora