[Completa]
Immaginate due bimbi, migliori amici di banco.
Entrambi hanno otto anni.
Si affezionano così tanto, da promettersi di rimanere insieme fin quando saranno diventati adulti.
Loro sono Can e Demet. Un bel giorno la mamma di Demet, annuncia...
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Salgo lentamente sopra e trovo Rafael addormentato sul divano, e Lia a bere succo vicino alla finestra.
L'ansia si impadronisce del mio corpo e le gambe incominciano a tremare.
<<Lia>> dico silenziosamente
<<Shh! >> mi dice impaurita.
Le indico con gli occhi di venirmi dietro e andiamo in bagno. Mi chiudo a chiave e guardo dritta nelle pupille la mia stupida amica che ha fatto salire Rafael sopra.
<<Mi ha minacciata Demet... Dov'eri?>> mi dice spaventata.
L'ho messa in questa situazione. Cazzo.
<<Ero con Can >>
<<Potevi rispondere al telefono almeno? Ti ho chiamata tantissime volte e sono andata in panico quando si è presentato Rafael sotto casa>> dice spaventata
<<Che ti ha detto? >> <<Non hai idea di quanto è arrabbiato >> <<Ah si? Aspetta che gli dico tutta la verità, vediamo chi ha ragione >> dico nervosamente <<Demet ho paura, cazzo! Se ti alza le mani? >> vedo nei suoi occhi il mio riflesso. Entrambe abbiamo occhi lucidi e ansiosi.
Ma Lia, non l'ho mai vista impaurita. Trema mentre parla.
<<Stai tranquilla, quanti film hai visto? Ora esci e finta di niente. Mi vesto e vengo>> dico nascondendo le mie paure
<<Sono di Can? >> mi chiede, indicandomi
<<La roba dici? >>
<<Si>>
<<Nascondila >> mi dice ed esce
Mi vesto velocemente ed esco dal bagno. Cerco di prendere acqua dal frigorifero e il rumore della bottiglia che ho appena fatto cadere, sveglia Rafael.
<<Cazzo >> dico guardando tutti i vetri sparsi per terra Ho le mani tremanti e non ho retto bene la bottiglia.
Non sono io quella che dovrebbe avere paura in realtà, ma sono comunque una donna e non ho grandi possibilità di difendermi.
<<Bentornata amore della mia vita>> dice strafottente venendo verso di me
<<Ciao >> gli dico senza nemmeno guardarlo
<<Non mi baci? Non ti sono mancato per niente? >> ci sta girando intorno.
Non sono stupida.
<<Rafael, dobbiamo parlare>>
<<Certo che dobbiamo! >> il suo tono comincia ad essere più duro, da incutermi paura