Erano su quel divano da un quarto d'ora ormai, l'uno il più distante possibile dall'altro, non perché stessero bene così, ma perché entrambi sapevano fosse necessario in quel momento.
«Ho preso una pausa dal lavoro»
Esordì così Yoongi, nel silenzio più totale, scioccando il minore, che sgranò gli occhi stupito.
«L'album ha qualcosa che non va, ci ho passato così tanto tempo in questi mesi, ho trascurato tutto: me stesso, te e la nostra relazione, i miei interessi, semplicemente tutto» continuò.
Si alzò dalla superficie morbida, compì mezzo giro attorno al tavolino del salone e poi si piantò di colpo, fissando il compagno dritto negli occhi.
«È come se fossi stato su un altro pianeta, non mi riconosco più, e sai quando l'ho capito?» il biondo scosse la testa, ricambiando finalmente quello sguardo penetrante.
L'alfa sbuffò una risata «Quando ho detto a Eunji che i mostri non esistono, e ho capito di avergli mentito, perché io sono stato un mostro, con te e con nostro figlio».
Jimin a sentirgli pronunciare quelle due parole rabbrividì, loro figlio...
Sentirlo dire dal fidanzato era tutta un'altra storia. Aveva solo osato pensare a quella possibilità prima d'ora, ma era diventata realtà: aspettava un bambino, e per quanto potesse esserne felice, ciò comportava anche una miriade di responsabilità.
Nonostante ciò che Yoongi aveva appena detto, il modello non era pronto a lasciar correre le parole che aveva pronunciato appena un giorno prima, parole dolorosa da ingoiare, parole davvero cattive. E lo sapeva che fosse stato solo preso alla sprovvista e stressato, sapeva che non lo avesse davvero pensato, o almeno così sperava, ma faceva comunque male.
«Nostro figlio? Hai avuto il coraggio di pensare che ti avessi tradito, te ne rendi conto?»
«Sì, e non smetterò mai di sentirmi una merda per quello, ma ero davvero sconvolto. Ti chiedo scusa, pesciolino, mi sono sentito un idiota a pensarlo e uno stronzo a dirlo, ma te lo giuro, è stato un momento e basta, non penserei mai una cosa simile davvero» sospirò poi, passandosi una mano sul volto, in un gesto esausto.
Jimin d'altro canto si guardò la pancia, ancora piatta, e non potè fare a meno di chiedersi cosa avrebbe fatto col lavoro.
Una gravidanza comportava sicuramente un aumento di peso, per non parlare delle possibili smagliature, e lui non poteva permetterselo. Ma poi si diede dello stupido: non importava il suo lavoro, lo avrebbe tranquillamente mandato a quel paese se fosse servito, se fosse stato necessario.
Aveva una nuova priorità.
«Jimin-ah» lo richiamò il castano.
«Mh?» Yoongi si avvicinò a lui, prendendogli la mano «Non pensavo nulla di quello che ho detto, lo giuro; tu hai sempre voluto costruirti una famiglia, hai sempre voluto dei figli ed essere felice» gli sorrise a labbra serrate.
«Possiamo provarci, non so nulla di come sia essere un genitore, non ci so fare coi bambini, ed Eunji è un caso a parte, non so se sono in grado di farlo» sospirò ancora, facendo preoccupare il minore fin troppo.
«Ma posso sempre imparare, col tuo aiuto e quello dei nostri amici e dei nostri genitori -sorrise ampiamente stavolta- e ti supplico, d'ora in poi pensiamo a noi, basta serate passate io in studio e tu a casa da solo, basta litigate, smettiamola con le cose che non ci fanno stare bene»
L'omega potè sentire le lacrime pizzicargli gli occhi, ma tentò di resistere. Di nuovo, non voleva illudersi, e per questo decise di mantenersi il più razionale possibile: «Promettimi due cose».
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𝘏𝘢𝘣𝘪𝘵𝘴 || 𝘠𝘰𝘰𝘯𝘮𝘪𝘯
Fanfiction«Yoongi, aspettiamo un bambino» disse il biondo, sentendosi le mani sempre più sudate ad ogni secondo che passava. Yoongi strabuzzò gli occhi: «Come scusa?». Non si tornava decisamente indietro dopo quello. ♡ omegaverse ♡ ♡ yoonmin ♡ ♡ mpre...
