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Ormai il buio era sceso su tutta Seoul, rimasta illuminata solo dalle luci di negozi e grattacieli, e anche delle case, come quella di Yoongi e Jimin, i quali erano intenti il primo a mandare una mail al computer, il secondo a preparare la cena.

L'alfa stava infatti scrivendo al suo superiore
-se così poteva chiamarlo- per spiegargli al meglio la situazione: perché se i fan non avevano per forza bisogno di sapere tutto, almeno per il momento, beh, quell'uomo sì.

Dopotutto non voleva pensasse solo che il maggiore si fosse annoiato del suo lavoro o cose simili, semplicemente c'era in atto qualcosa di molto più grande di lui.
Un qualcosa al quale voleva badare al cento per cento.

«Fatto, la mia pausa inizia ufficialmente -si fermò un istante per premere "invio"- ora» poi chiuse il laptop, abbandonandolo sulla grande isola scura della cucina, il tutto sotto lo sguardo impegnato del biondo, che dal canto suo stava preparando un'insalata molto farcita per se stesso e dello spezzatino per il maggiore.

«Ne sono felice, adesso vai a lavarti le mani»

«Agli ordini capo» si diresse subito nel bagno al piano terra della loro casa, chiudendosi la porta alle spalle e aprendo il rubinetto, per poi fare come detto dal fidanzato, il quale stava mettendo i due piatti sul tavolino del salotto, volendo stare comodo sul divano.

Si sedette guardando fuori dalle grande vetrate della stanza, osservando la piscina illuminata che si trovava in giardino: avevano speso una fortuna per quella casa, ma ne era valsa la pena.

Distolse la sua attenzione dall'esterno una testa marrone, che poi si sedette al suo fianco: «Eccomi, sto morendo di fame » esclamò poi, prendendo in mano la sua scodella.

«Devi iniziare a mangiare per due d'ora in poi, meno insalata e più cibo sostanzioso, mh?» lo incoraggiò sorridendo piano Yoongi, guadagnandosi un'occhiataccia dal più piccolo.

«Guarda che una gravidanza non significa per forza dover ingrassare» lo rimproverò con un colpetto sulla spalla; «Sappiamo entrambi che non prenderai nemmeno un grammo di troppo, quindi domani andiamo a cena fuori, per festeggiare».

Questa proposta sorprese molto il giovane ragazzo, che quasi non ricordava la loro ultima cena fuori: «Davvero?» aveva un tono sorpreso.

«Ovvio, che ne pensi del nostro posto

Sapeva perfettamente cosa intendesse con "il nostro posto", quello della loro prima cena a Seoul, o meglio, la prima di una lunga serie.

«Penso possa andare bene, vado a fare colazione con Kookie domani mattina, poi devo andare in ospedale, dalla dottoressa, per prenotare l'ecografia e parlare della gravidanza nel dettaglio, e alle quattro ho un servizio»

Yoongi ingoiò il pezzo di carne a fatica, accigliandosi a quella agenda fitta, fin troppo per i suoi gusti «Va bene, ma non strafare. E poi voglio venire in ospedale con te».

Jimin era rimasto così colpito dalla sua affermazione, felice e colpito: si stava mostrando davvero interessato al bambino,e beh, a lui! Non ci era davvero più abituato.

Pazzesco quanto poco gli ci volesse a considerare una cosa parte della routine: alla fine le cose andavano male tra loro da poco meno di un anno, eppure gli era bastato questo lasso di tempo per cancellare dalle sue abitudini tutti gli anni di amore e felicità con il compagno.

Ma ora le cose stavano cambiando di nuovo, per il verso giusto, con un po' di speranza.

«Allora dopo l'uscita con Kook torno a casa, pranziamo insieme e andiamo»

«Direi che è perfetto, appena finisci il servizio ti vengo a prendere, immagino parlerai con la tua agente» disse poi Yoongi, mentre poggiava il piatto ormai vuoto sulla superficie del tavolino.

𝘏𝘢𝘣𝘪𝘵𝘴  || 𝘠𝘰𝘰𝘯𝘮𝘪𝘯La tua prossima ossessione. Scoprilo ora