Jimin sentì solo un forte tonfo quella mattina, dopo una notte di sonno profondo, non interrotto nemmeno da piccoli calcetti tirati da Haesoo.
Aprì gli occhi di scatto, trovandosi a pancia in su e senza possibilità di alzarsi, proprio per colpa di quell'enorme sporgenza del ventre, appoggiata leggermente al braccio di Yoongi, il quale dormiva ancora beatamente, tanto da sembrare morto.
Quella vista fece subito intenerire il biondo, che -dolcemente- sollevò una mano fini ai soffici capelli del compagno, accarezzandoli piano, prima che la sua attenzione venisse catturata nuovamente da un altro tonfo pesante, forse anche più del primo.
Si decise, dunque, ad alzarsi, o almeno a provarci finché non ci riuscì; piano piano, in modo da non svegliare l'alfa, aprì la porta della propria stanza e scese le scale, aggrappandosi al corrimano di legno.
La scena che si trovò davanti agli occhi fu a dir poco caotica: suo padre che teneva aperte il più possibile le tende della portafinestra che dava sul giardinetto interno e sua madre intenta a muovere le braccia in aria, in modo assai buffo ma altrettanto strano e confusionario.
«Che diavolo sta succedendo?» esclamò ad un certo punto l'omega, annunciando la propria presenza nella stanza; ricevette come risposta la voce di Yoora: «Tesoro! Sta' attento!».
«Così lo agiti! Non gli fa bene in questo stato» esclamò il padre del giovane di rimando, scuotendo la tenda con forza, tanto che Jimin per un istante si immaginò la caduta di quel tessuto bianco panna sul pavimento, tanta era la forza che lo uomo ci stava mettendo.
«Sei tu che lo agiti in questo modo!»
«Potere dirmi cosa sta succedendo, per cortesia?!» urlò alla fine Jimin, non potendone più di quella scena assurda e senza senso.
Finalmente Kang gli indicò un punto indefinito della stanza, che coincideva con il punto più alto di una credenza dove tenevano i piatti.
E lì lo vide: un piccolo passerotto, che probabilmente aveva perso la via di casa, confondendo la portafinestra aperta con chissà cosa.
«Oh mio Dio, tutto questo casino per un uccellino indifeso? Poverino, sarà spaventato a morte...» disse l'omega avvicinandosi alla credenza, mettendosi in punta di piedi e cercando di convincere l'animaletto a tornare nella natura sconfinata, cosa che sembrava essere voglioso di fare.
«Oddio, si improvvisa cenerentola adesso» esclamò Yoora, prima di essere corretta dal marito «Guarda che era Biancaneve quella degli animali, tesoro».
"Quante lamentele inutili..." pensò il modello, riuscendo finalmente a convincere il passerotto a tornare fuori, potendo chiudere la porta finestra e tranquillizzando i genitori, che continuavano imperterriti a battibeccare amorevolmente, almeno finché non udirono il rumore della chiusura della porta.
«Grazie tesoro, Yoongi dorme?» chiede Kang, portandosi verso la cucina, dove la colazione stava venendo preparata premurosamente dalle sue mani.
Il biondo annuì, stiracchiandosi leggermente, per poi trascinarsi verso il tavolo da pranzo: «L'ho sentito mettersi a letto tardi, non penso si sveglierà prima di pranzo quel pigrone».
«Uhm, colpa mia tesoro, abbiamo parlato fino alle tre e mezza stanotte, non avevamo sonno» confessò la madre dolcemente, sorseggiando un po' di Caffè, che poi rimise sulla superficie lignea.
Il padre dell'omega intanto stava mangiando un frutto indisturbato, quando buttò causalmente un occhio sull'orologio appeso in salone, spalancando gli occhi: «Cavolo è tardissimo, devo andare di corsa, ho un meeting stamattina».
Si alzò prontamente sotto i loro sguardi, scusandosi ampiamente.
«Non preoccuparti papà, noi tra poco andiamo dai genitori di Yoon, ci aspettano per pranzo e poi rimaniamo lì per il resto della settimana»
Yoora annuì a se stessa, allungandosi per porgere una mela al figlio, che la ringraziò, riportando infine l'attenzione sul padre, ormai sul punto di uscire.
Kang infatti diede un veloce bacio sulla fronte all'omega e uno sulle labbra alla moglie: «Salutatemi Yoongi, ci sentiamo dopo ragazzi» e così uscì di casa, con la sua valigetta del colore di una corteccia di una quercia in inverno, per poi dirigersi verso il luogo del suo meeting.
Così rimase solamente la metà del nucleo famigliare lì, godendosi una tranquilla colazione prima della giornata.
«Tu non vai al lavoro, mamma?» chiese il biondo.
«Cos'è? Sei tornato ragazzo? Come quando non vedevi l'ora di avere casa libera per portarti il tuo bel fidanzato qui?» rise divertita «Scherzo scherzo... però sì oggi mi sono presa la mattinata libera, proprio non ce la faccio a separarmi da voi due, chissà per quanto non ci vedremo».
«Non dire cazzzate, mamma, con l'arrivo del piccolo verremo a trovarvi più spesso e vice versa» la rassicurò subito, posando sul piattino il rimasuglio del frutto consumato.
«Ti conviene ragazzino, altrimenti te la vedrai con me e Myung»
Con sua madre era sempre bello parlare, una boccata d'aria fresca l'avrebbe definita, proprio perché era sempre solare e contenta, o almeno si sforzava di esserlo.
Non aveva mai dovuto raccontare bugie a lei, poteva sempre confidarsi e parlarle a cuore aperto, senza nessun tipo di filtro.
Proprio per questo avrebbe tanto voluto liberarsi di quel peso sul petto che aveva da settimane, avrebbe voluto parlarle di quell'angosciosa sensazione che gli attanagliava lo stomaco, come un brutto presentimento, una sorta di lupo in agguato.
Stava per farlo, davvero, si era finalmente deciso di spiegarle ogni sua minima preoccupazione, ma in quel momento Yoongi scese dal piano superiore, portando con sé anche l'attenzione della donna.
«Guarda un po' chi è risorto dall'oltretomba!»
E così la sua occasione sfumò.
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𝘏𝘢𝘣𝘪𝘵𝘴 || 𝘠𝘰𝘰𝘯𝘮𝘪𝘯
Fanfiction«Yoongi, aspettiamo un bambino» disse il biondo, sentendosi le mani sempre più sudate ad ogni secondo che passava. Yoongi strabuzzò gli occhi: «Come scusa?». Non si tornava decisamente indietro dopo quello. ♡ omegaverse ♡ ♡ yoonmin ♡ ♡ mpre...
