20. Tutti conoscono tutti

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canzoni:
•Toxic- Kehlani
•History- One Direction
•Nice to meet ya- Niall Horan

Cammino in direzione del parco in centro, non vicinissimo a casa mia. Ci vado ogni volta che voglio stare in tranquillità, lontano dai problemi in casa e a scuola.
Vengo in questo parco lontano per camminare tanto, riesco a tranquillizzarmi mentre lo faccio. Mi schiarisco le idee o semplicemente per pensare a me stessa, a cosa devo rimediare, su cosa devo cambiare o come comportarmi.
Se non fosse inverno starei camminando lungo la spiaggia, ma sono troppo freddolosa per andare lì, quindi mi accontento del mio vecchio e caro parco.
Oggi tornata da scuola mi sento tormentata come al solito: i compagni che prendono in giro, fanno battute sarcastiche o offensive. Insultano per qualsiasi cosa indosso, come mi comporto e per tutto quello che hanno a portata di mano.
Non torno a casa perché la situazione sarebbe ancora peggio. Nessuno a dirmi di lasciare andare o contraddire quelle voci, nessuno. Mi devo sfogare da sola, come ho sempre fatto.
Sempre per colpa di quei "banali"- come li definiscono le persone con cui provi a parlare- insulti non mi piaccio più, mi sento una schifezza. Ma ho sempre pensato che le persone che ti giudicano, che ti fanno stare male senza che se ne accorgano, non hanno vissuto le conseguenze che provocano.

Mi sveglio con le lacrime agli occhi, mi passo una mano sul viso e cerco di riprendermi.

Un incubo sul periodo più brutto della mia adolescenza non fa bene per niente.

Quei momenti però, mi hanno aiutata a crescere e maturare; ad aprire gli occhi sulle vere persone che ti stanno intorno e su quelle che faranno di tutto per farti passare l'inferno.

Avrò fatto questo brutto sogno per i ricordi della giornata di ieri, che sono ritornati a galla.

Pesantemente raggiungo il bagno e mi intrufolo nella doccia con l'acqua calda, sperando di alleggerire il peso che sento addosso.

Mi insapono lentamente e con lo sguardo perso, non voglio passare la giornata a pensare a questo. Voglio chiudere una volta per sempre quel ricordo maligno.

Esco dalla doccia e mentre mi preparo per andare a lavoro, cerco di distrarmi ascoltando un po' di musica allegra della mia playlist.

Mangiucchio qualcosa mentre raggiungo il bar: <<Buongiorno collega>> saluta Sean con il suo solito entusiasmo...Ma come fa?

<<Buongiorno, Sean>> mormoro salutandolo anch'io, alzando una mano e sforzando un sorriso.

Salgo sul bancone finendo di sgranocchiare un biscotto al cioccolato e mi affianco a Sean, che coglie la mia attenzione: <<Oggi dovrò fare un'oretta di assenza, mi tocca scaricare il furgoncino>> mi spiega scocciato, <<Tranquillo>> sorrido velocemente.

Anche se lavorerò nell'ora di punta da sola, quindi con tanti energumeni, me la caverò.

Quando i primi clienti varcano il cancello del Ginger's Bubles iniziamo a metterci all'opera.

Sorrido alle famiglie che sono qui in vacanza e fanno colazione con i loro figli, ai vecchietti che prendono il loro solito caffè amaro e mi tocca salutare anche i maleducati, che non ti degnano di uno sguardo e pretendono il massimo. Viziati.

Sean mi avvisa che deve andare, io gli faccio un cenno positivo e si allontana.

Si avvicina un giovane ragazzo, dall'aria viziata, ma meglio non giudicare a prima vista. È vestito in modo elegante anche se siamo al mare, forse dovrà partecipare a qualche evento con il signor Walker.

<<Preparami un cafe lungo, senza zucchero>> precisa con aria superba, senza nemmeno salutare, ma annuisco sorridente. Sembra uno di quei surfisti abbronzati, con gli occhi azzurri e i capelli biondo dorato, ma vestito elegantemente.

Keep eachother company.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora