canzoni:
•Deep end- Fousheé
•Sweet creature- Harry Styles
•24 hours- Shawn Mendes
Esco dall'acqua senza guardare nessuno dei due in faccia.
Raccolgo il mio telo da terra e lo ripongo bruscamente nella mia borsa.
Anche se vorrei utilizzarlo per strangolarli entrambi.
Cammino spedita verso casa, sbattendo i piedi e non volendo più sentire nessuno.
Sean e Nick mi richiamano da dietro, ma adesso ho solo bisogno di allontanarmi per un attimo e pensare.
Non vorrei rispondere acidamente a loro che non mi hanno fatto nulla di male.
Faccio segno di non seguirmi da lontano e loro, con sguardo confuso, si fermano e mi guardano entrare in casa.
Richiudo la porta alle mie spalle, mi appoggio con la schiena e scivolo giù fino a ritrovarmi seduta a terra sconfitta.
Porto le ginocchia al petto, nascondo il viso tra le braccia e respiro velocemente.
Cosa devo fare?
A volte riesco a sentirmi solo usata da Travis, anche se probabilmente non è così.
Ma io che mi sono innamorata, dove andrò a finire?
Se continuo a stare tra le mani di Travis, facendomi adattare alle sue attenzioni, alle sue dolcezze, alle adulazioni...il mio cuore non sopporterà tutto questo.
Lascio che lui faccia di me la sua bambola. Può raggiungermi quando vuole, può toccarmi quando vuole, può baciarmi quando vuole, può farmi esplorare il paradiso fino a conoscere uno ad uno gli angeli che ci sono, e io cosa ottengo...un amore non ricambiato.
Ad interrompere i miei pensieri torturatori è qualcuno che si piega sulle ginocchia e mi osserva in queste condizioni disperate.
Questo qualcuno è Aaron.
<<Terry>> pronuncia il mio nome e mi guarda come se non sembrassi quasi vera. <<Aaron>> ricambio lo sguardo dandomi una veloce sistemata, mi mordo l'interno guancia per il disagio presente tra di noi.
<<Finalmente abbiamo la possibilità di parlare. Dietro quei banconi non capivo se fossi davvero tu, fino a quella sera, in cui hai incontrato anche...Mike>> farfuglia nervosamente, io annuisco e lascio da parte il ricordo di quella sera turbolenta.
Mi porge la mano per aiutare a sollevarmi da terra, io sorrido distrattamente e la afferro alzandomi.
<<È tutto ok? Se vuoi parliamo in un altro momento>> mi guarda dall'alto, scrutando le mie emozioni negative talmente evidenti.
Scuoto la testa, <<Sediamoci in cucina>> gli faccio segno con la mano di seguirmi, acconsente e mi segue.
Ci accomodiamo in cucina, uno di fronte all'altro. Osservo il suo viso dolce, cambiato poco negli anni. Ha solo un filo di barbetta in più, mentre gli occhi smeraldo, le fossette simpatiche e lo sguardo intenso di sempre, rimangono indentici.
<<Ti vedo scossa. È successo qualcosa con Mike?>> si preoccupa, passando gli occhi su tutto il mio viso, <<Non si tratta solo di Mike, ma anche lui ha la sua buona parte>> arriccio le labbra e passo lo sguardo alla mia destra.
Lui annuisce comprendendo, <<Sai...ho fatto amicizia con questo gruppetto. Sono davvero simpatici>> cambia discorso e sorride facendo spuntare le fossette. Mi volto a guadare nuovamente lui, <<Perché l'hai seguito? Ti ha convinto lui a venire fino a Miami?>> gli porgo la domanda che mi tormenta da un po'.
Aaron si guarda intorno, muovendosi nervosamente sulla sedia, <<È il mio migliore amico, Terry. Lui voleva a tutti i costi ritrovarti e non potevo abbandonarlo. Ho provato molte volte a farlo ragionare, ma non ha voluto ascoltare mezza parola>> mi spiega, toccandosi gli anelli sulle mani freneticamente.
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Keep eachother company.
ChickLitIN PAUSA 𝕋eresa Bianchi, quasi per tutti Terry, partirà per un viaggio a Miami, portandosi dietro tutte le delusioni di una vita, sperando di sopprimerle nel suo viaggio. Vorrebbe gestire un lido sulla spiaggia di sua proprietà, prima però le serv...
